Foto Profilo LinkedIn

Profilo Linkedin: come curare la foto, l’headline e l’immagine di sfondo

Scritto da Giorgio Minguzzi il 14 settembre 2018

Qual è la parte più visibile del profilo Linkedin?
Ci sono due cose che si notano prima di ogni altra cosa: la foto e l’headline.
Questa è la terza puntata di una serie di 6 episodi che ha un solo obiettivo: guidare i Direttori Commerciali perché facciano conquistare ai team vendita dei risultati concreti con LinkedIn.
Ascolta “Profilo Linkedin: come curare la foto, l’headline e l’immagine di sfondo [ep. 3 di 6]” su Spreaker.
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Nella prima puntata abbiamo condiviso come e perché LinkedIn è fondamentale oggi e qual è la responsabilità del Direttore Commerciale nel comunicarlo all’azienda e al team vendita.

Nella seconda puntata abbiamo visto che il profilo di un professionista della vendita non può essere un profilo privato. È un profilo pubblico che deve contenere 3 elementi: brand aziendale, brand professionale e brand personale. Purtroppo nel 2018 stiamo ancora a discutere se il profilo sia privato o aziendale e queste discussioni inutili fanno solo perdere tempo e business all’azienda.

Come scegliere la foto profilo per LinkedIn

Oggi parliamo invece proprio di foto profilo, headline e foto di sfondo. Un trittico importante e un po’ snobbato che è quello grafico. Si dice spesso che “non c’è mai una seconda occasione per fare una prima buona impressione” e ti confesso che sul pc ho una cartella che si chiama “Galleria degli orrori”.

Dentro ci tengo tutte quelle foto orribili di persone su LinkedIn e i miei preferiti sono i venditori che, con la scusa che “il profilo LinkedIn è mio”, fanno una figura da poveracci a livello internazionale e la fanno fare anche all’azienda per cui lavorano.

Sì perché nella prima puntata citavamo una statistica interessante, che il 59% dei decisori che si fanno una cattiva impressione dei venditori su LinkedIn se la fanno anche dell’azienda che li impiega.

Come Direttore Commerciale hai la responsabilità che questo non succeda. Investire in una foto professionale per il team non incide così tanto sui costi aziendali ma di sicuro incide sulla reputazione della tua squadra e della tua azienda!

Cosa spicca maggiormente di un profilo LinkedIn

La prima cosa che spicca sul profilo è un box che unisce il tuo nome, la foto profilo e la headline, che è quella scritta sotto il tuo nome che identifica il lavoro che fai. (Indica più di quello, in realtà, ma ci arriviamo tra poco).

Anche se nel tempo Linkedin ha subito diversi restyling grafici, questa specifica combo di nome, headline e fotografia è rimasta nel tempo una costante e va curata maniacalmente, perché ovviamente è la prima cosa che un potenziale cliente incontra quando fa una ricerca su LinkedIn.

Nome e Cognome: un aspetto su cui incredibilmente molti sbagliano

Quale foto profilo scegliere per LinkedIn?Partiamo da una cosa apparentemente semplice come nome e cognome. Qui vanno lasciati senza orpelli, messi nel campo giusto (nome al posto del nome e cognome al posto del cognome) e scritti per esteso (non puntati) con l’iniziale maiuscola.

Fine.

Siete nobili? Non interessa ormai più a nessuno. Siete dottori, architetti, periti industriali, ingegneri? MBA? Se frega a qualcuno, lì non è il posto per metterli.

Lo so che è cool e sembra che lo facciano tutti, ma un’usanza stupida fatta da tutti non la rende più intelligente.

Via tutte le certificazioni tipo CISA, CISM, FCMI, FIC, FBCS CITP, MCIPS che sono peculiari di settori specifici. Non perchè non siano importanti ma perchè ci sono luoghi più adatti e dedicati a valorizzare queste qualifiche.

Evitate categoricamente robe simili a “LION” (LinkedIn Open Networker) o “TOP NETWORKER”, “MLPF”, “MYLINK500”. Acronimi agghiaccianti che in realtà indicano persone disposte ad allargare a dismisura la loro rete di contatti aggiungendo cani e porci solo per potersi vantare di un numero enorme di potenziali contatti.

Non certo distintivi di professionisti della vendita.

Come atto estremo di “poraccismo” totale c’è chi inserisce la propria email a fianco al cognome in modo da far capire che chi vuole lo può aggiungere senza problemi. Una strategia “da disperati” che è bene non usare mai. Che tristezza!

Ho avuto un brivido pensando a quanti profili fanno questo errore. Eppure le istruzioni sono semplice: nome = nome, cognome = cognome.

La foto profilo è la prima cosa che spicca

A parte nome e cognome ti riconosceranno per la foto. Ora ci sono esperti su esperti che ti dicono che la foto è importante: grazie tante.

Quello che mi preme è che sia fatta da una professionista o da un fotoamatore e che rispetti una semplice regola. La regola è questa: ti deve ritrarre come il cliente si aspetta di trovarti.

Inutile che ti metti in completo se la cultura aziendale è informale. Se la t-shirt è la divisa, stai in t-shirt.

Quello che non vuoi MAI creare con la foto è una falsa aspettativa. Quando il cliente ti incontra per la prima volta deve avere la sensazione di conoscerti già un po’.

Se invece inizia l’incontro avendo la strana sensazione di aspettarsi qualcuno di “un po’ diverso”, sei fritto.

Come deve essere quindi questa foto?

LinkedIn per il B2BIl termine tecnico che caratterizza le foto che funzionano su LinkedIn è headshot. In sostanza è una foto in primo piano, se si vedono i gomiti, non è un primo piano! Come abbiamo già detto non è necessario che siate vestiti in giacca e cravatta per dare una rappresentazione un po’ gonfiata, dipende da quanto è formale il vostro business e se al suo interno vi è un’etichetta.

Una quindicina di anni fa, nel mondo della consulenza IT non entravi in una Banca a svolgere le tue mansioni senza un abito blu scuro o grigio, il marrone veniva mal tollerato. Magari ora le cose sono cambiate anche nelle Banche, ma restano dei settori che hanno una certa etichetta, in quei casi conviene adeguarsi di buon grado.

Proprio per questo dividere la foto con il logo dell’azienda per cui si lavora diventa un esercizio di stile molto difficile. La pagina aziendale e magari la foto di sfondo possono essere più adatte ad accogliere e a caratterizzare in modo corporate il profilo.

Le persone comunque, anche inconsciamente, sono alla ricerca di incrociare lo sguardo del loro contatto per capire se possono concedere fiducia, trovare il giusto equilibrio fra corporate brand e persone è possibile, ma nel dubbio, sulla foto profilo è meglio evitare di fare delle prove. Dovete essere sicuri che venga fuori un buon lavoro.

Molte persone ricorderanno la vostra faccia ancor prima di aver letto e memorizzato il vostro nome. Immaginate anche alle volte che partecipando a una fiera poi chiedete il contatto alle persone che vi hanno incontrato. Occorre che la vostra foto vi rappresenti e che dia un contributo positivo alla costruzione del rapporto di fiducia che legherà voi e i vostri contatti.

Purtroppo sono molte di più le fotografie sbagliate di quelle fatte bene.

Già, c’è poca cura in questo aspetto. Nel 2015 scrissi un decalogo delle foto da non caricare mai su Linkedin. Un decalogo degli orrori. Lo scrissi in inglese e ancor oggi è uno dei post che continuano a generare like e interazioni a distanza di oltre 3 anni.
In particolare prendevo in oggetto alcuni stereotipi che non si fatica a trovare su Linkedin; come:

  • Il party animal, sempre a sbocciare dompero e a far baracca a con Briatore al Billionaire
  • Il nostalgico, quello con la foto del matrimonio, del servizio militare, di quando aveva i capelli…
  • Il tenerone, che fa le foto coi neonati o i cuccioli
  • L’avventuriero, il cacciatore, l’appassionato di armi o di arti marziali e persino il volontario in Protezione Civile, con il casco in mezzo alle macerie dopo un terremoto.
  • Lo sportivo, in sella alla sua bicicletta, mentre solleva ghisa o mentre gioca a calcetto con gli amici
  • Il pessimista, quello con la voto scura e con la faccia triste e pensierosa
  • La modella, la classica belloccia che mostra mercanzia più invitante
  • L’agente segreto, con gli occhiali da sole
  • Il geek, il nerd che si veste come Arale, Mario Bros o Goku e con tutti i costumi raccattati agli eventi per appassionati di cartoni animati giapponesi.
  • Per finire con quello che ha Natale si infila il cappello rosso.

L’articolo si intitola “The 10 Worst LinkedIn Profile Pictures Ever” se volete farvi due risate lo trovate ancora online.

Che cosa è la headline?

Linkedin Per Le VenditeOra passiamo quindi alla headline, che è la riga di testo che accompagna nome e foto. Anche qui giochiamo una partita importantissima per il successo del nostro profilo in quanto è la prima cosa che leggerà il potenziale cliente che visita il profilo.

LinkedIn ti chiede che ruolo hai in quale azienda lavori e questa informazione di default è quella che rimane sul profilo di praticamente tutti. Peccato che sia anche brutta e scarna e ci sono modi migliori di usare quei 120 caratteri che LinkedIn mette a disposizione.

Scrivere una buona headline richiede che il nostro focus sia davvero sul cliente e su colui che vogliamo raggiungere, perciò la headline dovrà contenere sia le parole chiave che il cliente usa per trovare un fornitore, sia le parole che caratterizzano noi come persona, con le nostre qualità e le nostre attitudini.

Ricorda cosa abbiamo detto la scorsa volta: brand aziendale, brand professionale e brand personale.

All’interno del brand professionale c’è il tuo ruolo ma ci sono anche le tue specializzazioni. Parole chiave “calde” nel settore o che possano comunque attirare l’attenzione di chi ti trova e aumentare la tua autorevolezza personale.

Se leggessero solo quelle poche righe del tuo profilo, cosa vorresti che sapessero di te come professionista?

Il brand dell’azienda è facile: basta nominarlo. Oppure puoi usare il motto aziendale.

Per quanto riguarda il brand personale, metti in mostra le tue passioni più grandi. Questo ti aiuterà a connetterti a livello più umano col tuo potenziale cliente, creando un legame solido.

Esempio: Direttore Commerciale @ Enigma spa | Siamo la Ferrari della Consulenza Informatica | Ciclista ed ex cestista professionista

Per scrivere la tua headline puoi usare registri più scanzonati o più austeri ma alla fine deve, e ripeto DEVE, contenere quello che la nostra azienda fa, quello che facciamo per il nostro cliente, insomma quella che è la nostra “business value proposition”.

La dote della sintesi come sempre ci aiuterà molto, perciò quanto scriviamo deve andare al punto e rispondere a due domande:
“questa persona può aiutarmi a risolvere un problema specifico del mio business?”; “mi dà abbastanza fiducia? farei affari con lui/lei?”

E quanto ho diversi ruoli aziendali?

Ci sono casi in cui le persone hanno diversi cappelli all’interno di una organizzazione e di una azienda. Persone che ricoprono vari ruoli. Si può dare evidenza nel profilo a tutte queste sfaccettature, ma per la headline bisogna operare delle scelte. Per cosa volete usare LinkedIn? Quale ruolo contribuisce maggiormente al raggiungimento dello scopo per cui si è su Linkedin? Queste sono le domande che devi porti quando ricopri vari ruoli con caratteristiche diverse all’interno della medesima organizzazione.

Immagine di Backgorund: è importante?

L'89% dei clienti inizia il processo di acquisto con una ricerca online.Visto che parliamo di foto occorre anche menzionare l’immagine di background, quella immagine grande e grossa che sta sopra la vostra foto proprio nel profilo.

Questo è uno spazio più adatto a parlare o dei nostri interessi professionali oppure per usare una foto più istituzionale che magari ci viene dal marketing.

Un’immagine bella, professionale, capace di spiegare visivamente quello che fai o che a colpo d’occhio identifichi l’azienda è senza dubbio da prediligere a tutte quelle in cui cucini sulla graticola le costine di maiale, sbocci bottiglie magnum e così via…

Anche sullo stile possiamo parlarne. Ci sono banner più minimali e alcuni con molti elementi grafici. Cosa vuoi comunicare con quello spazio? Mettici gli elementi che ritieni importanti per il potenziale cliente.

Ancora meglio: chiedi al marketing di prepararti una immagine bella da mettere come sfondo. Avvisali solo che da pc a telefono potrebbe cambiare la visualizzazione e di preferire qualcosa che si veda bene da mobile. Il 67% degli utenti guarda LinkedIn da telefono.

Quindi ricapitolando. La prima impressione nel business conta moltissimo, anzi è tutto.

Su LinkedIn la tua foto, foto di sfondo, nome cognome e headline sono le prime cose che di te restano impresse.

Fatti una foto professionale e già che ci sei porta il fotografo in azienda per fare una nuova foto a tutti nel tuo team.

Professionale non vuole dire giacca e cravatta: vuol dire che quando i clienti mi vedono hanno la sensazione di avermi in qualche modo già conosciuto, sono loro familiare.

La foto di sfondo è meglio farla fare al marketing. Per quanto riguarda la headline, invece, miscela sapientemente sempre i 3 elementi: aziendale, professionale e personale.

Ricordati che devi rispondere solo a 2 domande: “mi è utile?”, “mi fido”?

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Note della puntata

L’articolo che cito durante la puntata ha come titolo: “The 10 Worst LinkedIn Profile Pictures Ever” ed è un articolo che richiama centinaia di lettori al mese ancora oggi.

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Queste sei puntate sono frutto di una collaborazione fra Merita.biz e ThinkIn.
Ti sei perso la prima puntata? Riascoltala qui:

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