Google Analytics

Google Analytics spiegato agli imprenditori

Scritto da Giorgio Minguzzi il 27 novembre 2017

Come va il sito?
Ogni tanto questa frasi mi è stata stata fatta lungo i corridoi dell’azienda.
L’imprenditore ormai intuisce l’importanza del sito web e del peso che può avere per la riuscita dei suoi intenti commerciali e prova a capire cosa succede nel digitale alla sua impresa.
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Questo episodio nasce dal desiderio di spiegare agli imprenditori come controllare l’andamento del proprio sito, non tanto perché siano loro in prima persona a metter mano alle questioni tecniche, ma che esattamente come ricevono le dashboard del gestionale, possano essere in grado di tracciare delle rotte anche guardando i dati che provengono dal proprio sito.
Siamo stati abituati a una logica a semafori: se gli indicatori vanno su sono verdi, mentre quelli ross vanno giù e bisogna lavorare per averne il meno possibile.
Questa logica è davvero elementare e non rispecchia in pieno la complessità e l’opportunità che si cela dietro i dati del sito.
Perciò questa puntata vuole spiegare agli imprenditori, in maniera rapida e veloce, quali domande fare a chi si occupa del sito, quali voci guardare e come per poter indicare la rotta anche negli aspetti digitali.
Elena Osti
Per fare questo ho chiamato una amica di Merita Business Podcast. Ho invitato Elena Osti che è una data analyst di grande esperienza che ha deciso di rispondere a qualche domanda sullo strumento gratuito più immediato che ciascuno ha a disposizione per vedere “come va” il proprio investimento digitale.

Cominciamo dalle basi: spiegaci cos’è Google Analytics.

Google analytics è un tool online gratuito fornito da Google, che permette di raccogliere i dati relativi al comportamento degli utenti all’interno di un sito internet o di un’app mobile.

Perché tutti quelli che hanno un sito dovrebbero usare Google Analytics?

Controlla i datiPremessa: tutti i proprietari di qualsiasi presenza digitale dovrebbero avere uno strumento che gli permetta di tracciare come le persone interagiscono con essa, soprattutto con un sito internet della nostra attività.

Vedere le interazioni delle persone permette di capire, quali sono le pagine più visitate e quelle meno, permette di vedere come le persone ci raggiungono, se in base al canale di acquisizione hanno un comportamento diverso.

Tutti questi dati alla fine ci forniscono i dati necessari per rispondere alla domanda: quello che stiamo facendo con il nostro sito funziona per la nostra attività?

Per quanto riguarda i siti e le applicazioni lo strumento che mi permetto di consigliare è Google Analytics, perché è gratuito e potente.

Cosa possiamo analizzare con Analytics?

Con Google analytics possiamo analizzare il comportamento degli utenti all’interno del nostro sito oppure della nostra app, l’aspetto fondamentale da considerare quando iniziare ad analizzare i dati raccolti da Google Analytics è analizzarli sempre basandoci sugli obiettivi che abbiamo fissato per la nostra attiività.

La terminologia di Analytics all’inizio può essere un po’ ostica. ci spieghi un po’ di termini base? Visite sessioni, visualizzazioni, referral, frequenza di rimbalzo…

PostPickr: provalo gratisPer Google analytics le sessioni sono una serie di interazioni sul sito in un determinato arco temporale, per esempio 2 interazioni sul sito per essere considerate all’interno della stessa sessione non devono essere distanti più di 30 minuti l’una dall’altra.

Visualizzazioni sono, quante volte una pagina è stata visualizzata all’interno del periodo temporale scelto.

Referral sono i siti, diversi dai social network e da campagne a pagamento, che hanno mandato traffico al nostro sito, magari inserendo un nostro link all’interno di un articolo.

La frequenza di rimbalzo calcola la percentuale di persone che hanno visitato una pagina del sito, durante una sessione, e senza interagire con essa, sono uscite dal sito stesso.

Quali sono le metriche di base da monitorare? Facciamo tre esempi: sito aziendale, e-commerce e blog.

Le metriche da monitorare vanno scelte in funzione del tipo di sito che abbiamo.

All’interno di un blog, le metriche più importanti sono quante pagine lette all’interno di ogni sessione e il tempo medio speso per ogni pagina, queste 2 metriche assieme aiutano a capire se riusciamo a mantenere e coinvolgere le persone che raggiungiamo.

Confrontare il numero degli utenti nuovi rispetto a quelli di ritorno.

Per quanto riguarda un sito aziendale, prima bisogna porsi la domanda che problema vogliamo risolvere con il nostro sito, mi spiego se vogliamo offrire assistenza clienti, allora dobbiamo controllare spesso le metriche relative alle pagine di uscita e tempo medio speso per ogni pagina della sezione del sito supporto e/o FAQ, per capire quali sono le domande alle quali non riusciamo a dare una risposta e quelle alle quali invece rispondiamo in maniera efficace.

Se vogliamo capire quali sono le campagne di marketing che mandano traffico al nostro sito, dobbiamo andare sulla sezione acquisizione e controllare i canali più efficaci, guardando il numero di visite e la frequenza di rimbalzo, perché ci possono essere canali che mandano molto traffico ma poco interessato perché lasciano immediatamente il sito.

All’interno di un sito di ecommerce oltre alle precedenti, le metriche più importanti sono le conversioni, una metrica che misura quante persone hanno comprato sul nostro sito.

Il tracciamento delle conversioni non è automatico in Google analytics ma va settato opportunamente.

Analytics è uno strumento fantastico perché è gratis ed è potente. Però è così pieno di opzioni e variabili che può farti sentire spaesato. Da dove comincio? Cosa vado a guardare? E questo aggeggio a che serve?

Google Analytics ti aiuta a sbrogliare la matassaPer non farsi sopraffare da tutti i dati di Google Analytics, la cosa migliore è chiedersi il desiderio delle persone che vogliamo soddisfare attraverso un sito ed in base a quello capire quali sono le azioni che le persone dovrebbero fare su di esso per soddisfare per quel desiderio.

Se abbiamo chiare le azioni delle persone che hanno un valore per la nostra attività, la domanda successiva è quali sono le metriche che tracciano quelle azioni?

Se rispondiamo a queste domande Google Analytics diventa più semplice perché ci concentriamo solo sulle metriche che trasmettono in valore.

C’è un modo per rendere l’interfaccia meno complicata per noi comuni mortali? O magari esiste qualche applicazione di terze parti che può semplificare la consultazione – e la comprensione – dei dati?

Una applicazione che mi piace molto è Google Data Studio, è un’applicazione web di Google che permette di creare dashboard personalizzate, aggregando anche dati che provengono da altri strumenti Google, come Adwords.

Questo strumento permette di creare dashboard solo con le metriche che ci interessano, non sono dashboard statiche ma i dati sono continuamente aggiornati, poiché è uno strumento che si collega direttamente alle piattaforme che vogliamo monitorare.

C’è una guida che ci puoi consigliare in cui vengono spiegati tutti i passaggi per attivare l’account Analytics e installare il codice nel sito?

La guida migliore che posso consigliare è la guida ufficiale di Google analytics, che è a questo indirizzo.

In questo link trovate i primi passi per una installazione base di Google analytics.

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Note della puntata

Elena Osti la potete seguire attraverso il suo sito elenaosti.it.
Se volete ascoltare nuovamente la prima puntata in cui Elena è stata ospite del podcast potete ascoltarla su: “Google My Business: lo strumento per gestire la tua azienda su Google“.
Il nuovo podcast di Improovo si intitola “Colazione di lavoro“. Trovi tutte le informazioni sul sito ColazioneDiLavoro.it.
Lo sponsor di questa puntata è PostPickr.

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