Come funzionano i Bitcoin

Come funzionano i Bitcoin e cosa posso farci in concreto

Scritto da Giorgio Minguzzi il 10 Dicembre 2018

Come funzionano i Bitcoin?
Cosa posso fare con i Bitcoin? Posso comprare qualche cosa di concreto? Posso comprare beni e servizi con questa criptovaluta?
Oggi ripercorriamo la storia della nascita del bitcoin. La nascita di una tecnologia che è appena agli albori ma che ha fatto parlare davvero tanto di sé.
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Alcune puntate sull’argomento “crypto” mi avevano fornito alcuni segnali che mi dicevano che questi argomenti, specialmente se non trattati tipo “forex” per fini speculativi, vi piacciono davvero tanto.

Così ho chiesto a Mirco Cavicchioli di venirci a trovare per raccontarci la storia del Bitcoin, per spiegarci cosa possiamo farne in concreto. In modo da inserire il tassello numero uno in un percorso che ci porterà a parlare ciclicamente di criptovalute e di blockchain.

Per chi non conoscesse Marco Cavicchioli, Marco e docente e divulgatore, fondatore de ilBitcoin.news, collaboratore del Cryptonomist (la principale testata online su queste tematiche) e proprietario del più antico canale YouTube italiano dedicato alle criptovalute.
Marco Cavicchioli: come funzionano i Bitcoin

Come è nato Bitcoin?

CoinbaseBitcoin nasce nell’ambiente Cypherpunk, ovvero all’interno di una community online molto attenta alle questioni legate alle libertà personali ed alla privacy.
Nasce pertanto come un sistema che utilizza la crittografia per consentire lo scambio di valore in modo anonimo, ed in modalità P2P.
Il punto chiave è stata l’invenzione di Satoshi Nakamoto, che per primo nell’intera storia dell’umanità è riuscito a creare un modo per impedire che un’informazione digitale non possa venire duplicata, evitando così il rischio di “double spending”.
Inoltre è nato nel 2008, in piena crisi finanziaria globale, con l’intento di creare una nuova moneta con natura deflattiva, al posto della natura specificatamente inflattiva delle tradizionali valute fiat.

Chi è Satoshi Nakamoto?

Fai una donazione a Merita Business PodcastFai una donazione a Merita Business PodcastSatoshi Nakamoto è lo pseudonimo utilizzato dall’inventore di Bitcoin che, nel 2008, pubblicò un oramai mitico whitepaper in cui annunciava di essere riuscito, per la prima volta nella storia, a creare un sistema di scambio P2P che impedisse a livello tecnico il double spending, grazie ad un apposito protocollo informatico inventato da lui.
A dire il vero ad oggi ancora nessuno sa chi si nascondesse dietro quello pseudonimo, tanto che c’è anche chi sospetta che potesse non trattarsi di una singola persona, ma di un gruppo di persone.
Sono state fatte molte ipotesi, ma le uniche certezze sono che Satoshi fosse un genio assoluto, non fosse un programmatore, e che sia scomparso nel nulla nel 2011.
La sua scomparsa fa presumere che possa anche essere morto, tanto che c’è chi per Bitcoin parla di una “immacolata concezione”, visto che il suo creatore sarebbe morto prima che il valore dei token esplodesse. In altre parole Satoshi ha creato Bitcoin come un esperimento, che è riuscito dopo la sua scomparsa, e questo rende evidente che, a differenza di molti altri progetti simili, Bitcoin non sia affatto nato per scopi speculativi o business.
A ciò va aggiunto che Satoshi sembra detenesse più di un milione di bitcoin (cifra ad oggi superiore ai 3 miliardi di dollari), che non sono mai stati usati, e probabilmente con la sua ipotetica morte potrebbero essere andati perduti per sempre.

Concretamente a cosa serve Bitcoin?

Bitcoin non è ancora molto in uso come moneta, soprattutto per via del suo valore instabile, ma è già utilizzato soprattutto da chi ha bisogno di spostare facilmente, velocemente, e soprattutto a bassissimo costo, grandi cifre in giro per il mondo. In questo non ha rivali, perché le valute fiat invece non consentono di poter effettuare ad esempio pagamenti di grosse somme in modo facile e senza ostacoli, o in modo molto rapido, o a basso costo, in tutto il mondo senza problemi di carattere geografico o transnazionali.
Inoltre grazie ad una nuova tecnologia, chiamata Lightning Network, consente anche di effettuare micropagamenti, in modo rapidissimo, ed a costi irrisori, come mai è stato possibile prima di ora.

Ma allora perché dovrei usare Bitcoin al posto dell’euro?

Come funzionano i BitcoinCome detto prima il valore instabile di bitcoin non lo rende ancora una valida alternativa alle valute fiat come l’euro, ma la sua natura deflattiva in teoria nel corso degli anni dovrebbe consentirgli non solo di non soffrire di inflazione, deprezzandosi, ma addirittura invece di apprezzarsi nel corso del tempo.
Ad oggi ad esempio solo nel 2015 il valore medio annuale è stato inferiore a quello dell’anno precedente, perché in tutti gli altri anni, compreso il 2018, il valore medio è stato superiore a quello dell’anno precedente.
Quindi in questo momento non è ancora una valida alternativa all’euro, ma visto che ha solo 10 anni (il primo blocco è stato minato nel 2009), forse in futuro potrà esserlo. Non dimentichiamoci ad esempio che Internet nacque nel 1969: basti pensare a com’era Internet nel 1979 per immaginare quali potenzialità potrebbe ancora essere in grado di avere Bitcoin.

Cosa succede adesso al Bitcoin?

Quella che è scoppiata a gennaio 2018 è stata la quinta grande bolla speculativa della storia di bitcoin. Tra gli addetti ai lavori questa cosa è ben nota, tanto che non c’è molta preoccupazione (oramai ci hanno fatto l’abitudine).
Inoltre il trend dell’evoluzione del prezzo di bitcoin nel 2018 è molto simile a quello che ebbe nel 2014, quindi ciò che sta accadendo sembra abbastanza “normale”. Questo invece non è affatto chiaro ai non addetti ai lavori, e soprattutto a chi si è avvicinato a questo mondo ad esempio solo nel 2017, senza memoria delle altre 4 bolle.
Le criptovalute sono investimenti ad alto rischio, moto simili a scommesse, in cui bisogna investire solo ciò che si è disposti a perdere, e magari evitando il faidatè qualora non si conoscano bene questi asset ed il relativo mercato finanziario, ma continuano ad avere un forte potenziale di crescita (perlomeno in teoria).

Ora abbiamo parlato di bitcoin, ma tutte le altre?

Come funzionano i bitcoinBitcoin ad oggi detiene, da solo, il 54% della capitalizzazione dell’intero mercato delle criptovalute. Ovvero da solo vale più di tutte le altre criptovlute messe insieme.
In altri termini da una parte c’è Bitcoin, e dall’altra tutte le altre.
Anche perchè Bitcoin, come già detto prima, è assolutamente unico. Nessuna criptovaluta è simile a Bitcoin, e nessuna può nemmeno ragionevolmente ambire ad esserlo (perlomeno ad oggi).
Le altre insomma hanno caratteristiche diverse, ed ognuna ha le sue. Qualcuna consente gli smart contract, qualcuna consente altissimi livelli di privacy, qualcuna riesce a gestire milioni di transazioni al giorno, ma nessuna è “oro digitale” come Bitcoin.
Anzi, il valore delle altre criptovalute molto spesso segue pedissequamente quello di Bitcoin, perché questo mercato è letteralmente dominato dalla prima e più importante criptovaluta. È il benchmark del settore, ed è anche il suo punto di riferimento assoluto.

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Note della puntata

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