ICO SVIZZERA: La confederazione Elvetica punta su blockchain, ICO e Crypto Valute

Initial Coin Offering: perché la Svizzera punta su ICO e Cryptovalute

Scritto da Giorgio Minguzzi il 9 luglio 2018

ICO Svizzera, già un binomio destinato a tenere banco nelle discussioni. Tutti abbiamo sentito parlare di Bitcoin e della Blockchain, ma forse non tutti conoscono il mondo, più ampio, delle applicazioni decentralizzate (DAPP) che sono nate negli ultimi anni e delle ICO (Initial Coin Offering).

Questo mare novità portate dalla recente invenzione della blockchain hanno trova terreno fertile per crescere e prosperare fra i cantoni della Confederazione Elvetica. La Svizzera infatti si candida di buon diritto ad essere una delle primissime, se non la prima Crypto Nation.

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Infatti la Svizzere da sempre è conosciuta come uno dei più importanti centri mondiali per le banche e la finanza, ma non tutti sanno che è diventata anche una delle nazioni più aperte verso il mondo della blockchain e delle startup che operano nel mondo della cryptoeconomy.

RIchard Zoni: ICO SVIZZERA

In Svizzera, in particolare nel Canton Zugo e nel vicino Canton Ticino, si è creato un ecosistema, simile a quello di Silicon Valley, ma per il settore della crypto economy, dove gli imprenditori possono trovare tutte le risorse necessarie per lanciare con successo i loro progetti crypto e finanziarli con meccanismi innovativi come le ICO.

Per saperne di più abbiamo invitato Richard Zoni, Partner di ICO Legal Advisor, una realtà che sta supportando numerosi imprenditori nelle fasi di creazione della Initial Coin Offering.

Blockchain, Cryptocurrencies, Bitcoin, ICO, DAPP, ci riesci a spiegare semplicemente questi termini?

Richard: Mi sembra più che giusto fare una una rapida introduzione. Cercherò, per quanto possibile, di essere breve. Da mesi noi tutti leggiamo e sentiamo, quasi tutti i giorni, il nome dei Bitcoin e della blockchain. Per chi veramente fosse alle prime armi con questi temi, ricordiamo che il Bitcoin è stata la prima criptovaluta al mondo, nata nel 2008, creata da un inventore di cui a tutt’oggi non si conosce la vera identità, e che si è fatto chiamare Satoshi Nakamoto, che ha presentato questa innovazione incredibile: la possibilità per le persone di avere denaro virtuale (elettronico), simile al denaro contante, che può essere scambiato tra gli utenti senza bisogno di banche o altri intermediari. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario trovare una soluzione a problemi che erano irrisolti nel mondo della crittografia ormai da tantissimi anni. L’inventore dei Bitcoin ha risolto questi problemi grazie a una tecnologia sottostante che chiamata Blockchain. Quindi, per riassumere, Bitcoin è il nome della criptovaluta, Blockchain è la tecnologia sottostante che consente alla criptovaluta di poter essere utilizzata, conservata, trasmessa tra gli utenti senza intermediari e avendone l’esclusivo controllo. L’altro termine che hai menzionato tu, ICO, implica un concerto un pochettino più esteso. Il Bitcoin ha segnato l’inizio delle criptovalute e ha fatto intuire una grandissima potenzialità, che è stata poi estesa come concetto e come capacità tecnologica. Negli anni successivi sono nate altre criptovalute e alcune di queste, in primis Ethereum è stata creata con la possibilità di creare non soltanto denaro elettronico spendibile attraverso internet ma anche applicazioni distribuite che possono programmare le regole delle transazioni in denaro che altri tipi di applicazioni e di logiche di funzionamento.  Queste Applicazioni, che funzionano sulla Blockchain, vengono chiamate Distributed Application, che sono sostanzialmente alla base delle Initial Coin Offering.

Initial Coin Offering - Svizzera

Cosa sono le ICO (Initial Coin Offering) o ITO (inizial Token Offering)?

Richard: Il termine ICO è l’acronimo di Initial Coin Offering, così come ITO lo è di Initial Token Offering. In pratica è il nome con cui si identifica la prima offerta al pubblico di una nuova criptovaluta, di una moneta, o di un nuovo Token. Come dicevamo, nel 2008 è nato Bitcoin, oggi esistono più di 1200 tra Token e criptovalute. In pratica non sono più solo nuove criptovalute che vengono create ma sono anche dei Token, quindi dei Gettoni, che vengono creati e che non rappresentano un valore di per sé, come può essere una una valuta, che è detta anche Fiat, cioè simile al denaro che noi conosciamo e utilizziamo, ma rappresentano appunto dei Token, dei gettoni, che vengono utilizzati per accedere a determinate applicazioni o servizi.

 

MERITA: Quindi è un po’ come se io in una startup avessi dei servizi da vendere, potrei vendere questi gettoni e poi questi giorni possono essere spesi sulla piattaforma? E’ questo che mi stai dicendo?

Richard: Sì, è una rappresentazione molto corretta quella che stai dando tu, ma per semplificare ulteriormente possiamo dire che i token crittografici, i crypto-token, nel nostro mondo quotidiano possono essere ricondotti a dei voucher o dei buoni, o per semplificare ulteriormente a quello che sono i gettoni di un autolavaggio, per esempio, o di qualsiasi altra applicazione.

MERITA: Quindi, come i gettoni delle giostre, dove tu metti il gettone e la giostra comincia a girare. Per usare la giostra devi avere dei gettoni, che puoi comprare con degli euro.

ICO SvizzeraRichard: Esattamente! Il grande potere che hanno questi gettoni e questa nuova tecnologia che è la Blockchain per le Distributed Apps, come quella di Ethereum, o come le altre che stanno nascendo, con altre caratteristiche, consentono a chi crea applicazioni, di creare applicazioni distribuite e programmabili, dove in pratica la logica che regola il funzionamento di quel gettone viene implementata dalla rete stessa che è alla basa della criptovaluta. E’ come se i token avessero una loro logica di funzionamento che prescinde dal controllo dello stesso creatore stesso dell’applicazione. Questo consente di avere dei sistemi pre-programmati, indipendenti e distribuiti, che quindi, estendendo il concetto, che funzionano anche indipendentemente dalla dalla volontà degli sviluppatore che li hanno creati e anche di tutte quelle altre entità che potrebbero voler influenzare o interferire con le logiche dell’applicazione.

MERITA: Quindi diciamo che è la possibilità del creatore di rendere indipendente la sua creatura per non interferire con le logiche delle azioni che vanno fatte. Tipo: se io non volessi vendere a te perché mi stai antipatico, potrei farlo in realtà con un’applicazione tradizionale, centralizzata, ma con questo nuovo tipo di applicazioni io non potrei più averne il controllo e così se tu hai pagato, hai diritto di ricevere il servizio. E’ una cosa di questo tipo?

Richard: Sì esattamente di questo tipo. Infatti, grazie alle distributed app, sta nascendo una innovazione che cresce velocemente e che presto sarà Disruptive, una parola forse abusata, ma che in questo caso è molto appropriata. Grazie alla blockchain stiamo assistendo ad una innovazione che è paragonabile soltanto a quella dell’avvento di internet e del web. Tante applicazioni che noi conosciamo usiamo tutti i giorni come Facebook, Google, Amazon, Airbnb, ed altre, stanno avendo un loro equivalente nel mondo delle applicazioni distribuite, delle DApp, e quindi con la logica di funzionamento che dicevi tu, e quindi abbiamo OpenBazaar, una specie di Amazon dove i venditori e i clienti, la domanda e l’offerta  si incontrano liberamente, oppure un’alternativa distribuita a quello che è oggi Facebook, come Steemit, dove appunto dove i contributi e ciò che le persone vogliono condividere viene condiviso senza un’autorità centrale, retribuendo direttamente chi condivide. Questa è la grandissima potenza ma anche, ovviamente la grandissima responsabilità che sta nelle mani tutte degli utilizzatori. Ti faccio un ultimo esempio, prima di proseguire oltre, …

La Svizzera è una Crypto Valley - Ico Svizzera

Steemit è un prodotto della blockchain molto interessante per chi si occupa di creazione contenuti

MERITA: Ah, infatti anch’io ho pensato di utilizzare SteemIt per distribuire i contenuti del podcast, iniziando con il condividere qualche vecchia puntata, perché è molto interessante come applicazione di questo tipo.

Richard: Eh, eh, perché tu sei sempre sulla frontiera dell’innovazione Giorgio! E quindi non potevi esimerti dall’entrare in questo nuovo campo.

MERITA: Ma è un bel sistema, perché c’è una remunerazione per chi crea contenuti, e quindi è un piattaforma a cui guardo, non soltanto perché è sulla frontiera dell’innovazione, ma anche perché rende possibile il guadagnare dalla creazione di contenuti che è il mio lavoro.

ICO Legal AdvisorRichard: Certo, c’è anche questo importante aspetto di remunerazione in Token, che che viene condiviso anche da tante altre applicazioni, che utilizzano Token che vengono anche  comprati e venduti sul mercato secondario. Tornando all’esempio che facevamo all’inizio della puntata: mentre la vendita dei gettoni per la giostra viene fatta solo dal giostraio, nel caso dei cripto token esistono anche degli Exchange, che nono delle piattaforme di libera contrattazione tra gli utenti, l’equivalente delle borse valori ma nel mondo della crypto-economy, dove vengono comprati e venduti i Token delle applicazioni. In pratica si possono scambiare criptovalute, come Bitcoin o Ethereum, con i singoli token delle applicazioni.  In molti Exchange regolamentati, si possono ovviamente comprare criptovalute e cripto-token, utilizzando Euro e Dollari. Quindi, tornando al tuo caso pratico, i Token che accantonerai producendo contenuti o utilizzando una determinata applicazione, potranno essere da te rivenduti o scambiati con Bitcoin o Euro, e questo è un aspetto io penso sia molto interessante per tutti. E’ un’opportunità che sta creando un mercato completamente nuovo, che è veramente soltanto agli albori. Quindi per i per gli ascoltatori che ci stanno ascoltando, e per i quali spero stiamo raccontando qualcosa di nuovo, c’è la grandissima opportunità di entrare in un nuovo mercato che diventerà grandissimo rispetto a quello che è oggi. E’ l’equivalente di sentire un podcast, nel 1999 sull’imminente successo di una nuova tecnologia chiamata internet e world wide web.

Quali caratteristiche deve avere una startup che vuole fare una Initial Coin Offering (ICO)?

Richard: Il requisito fondamentale è avere un applicazione che funziona nel mondo della blockchain e con un Token. Quindi se hai un’idea per una nuova applicazione,  oppure se hai un’applicazione esistente che può beneficiare da una sua trasformazione crypto/blockchain, oggi hai un’opportunità eccezionale che è quella di lanciare una Initial Token Offering, creando e vendendo i token direttamente agli utilizzatori dell’applicazione. Il valore aggiunto di queste iniziative è che sono una nuova forma di finanziamento per l’azienda, che fa un pre-vendita dei suoi servizi. Le ICO hanno avuto dei risultati veramente formidabili per tutto l’anno scorso e anche quest’anno stanno proseguendo a ritmo sempre più sostenuto.

Cosa deve fare un imprenditore che pensa di sfruttare le ICO (Initial Coin Offering)

Richard: L’imprenditore che si avvicina a questi temi deve anzitutto confrontarsi con il fatto che è una nuova tecnologia e allo stesso tempo un nuovo metodo di finanziamento delle aziende. Quindi non tutti i posti nel mondo sono uguali dove dar vita ad un progetto di questo tipo. Un imprenditore deve quindi non solo dotarsi di partner tecnologici adeguati, ma anche di partner legali e di business che lo sappiano consigliare nel modo adeguato su come e dove far partire il proprio progetto in modo sicuro. Oltre a questo, e qui entriamo più nel tuo campo, una ICO è anche una grandissima operazione di marketing per far conoscere una nuova applicazione al mondo intero. Per questo motivo anche chi si occupa di comunicazione e di marketing è un grandissimo protagonista nel lancio di una ICO.

Quale ruolo ha il marketing nelle ICO?

MERITA: Mi sembra di rivedere le logiche del crowd-funding… propongo un nuovo prodotto alla massa, però questa proposta deve essere interattiva e questa massa deve essere costantemente ingaggiata, per essere diciamo spinta a investire. La stessa cosa probabilmente accade nelle ICO. Il ruolo della parte Push comincia a diventare fondamentale perché se non c’è engagement della community che va a sostenere l’acquisto dei token, non c’è guadagno. Giusto?

Richard: Certo, parliamo comunque di progetti nuovi, quindi il primo passo è sicuramente portarli all’attenzione di tutti quei soggetti che possono essere interessate a finanziare. La similitudine col crowdfunding è molto forte, la differenza principale è che una ICO non mira a fare fundraising vedendo Equity, cioè una parte della società, ma fa un fundraising che è riconducibile alla prevendita di servizi. Questo è un concetto fondamentale.

MERITA: E’ un bel modo per farsi finanziare il proprio progetto o la propria azienda senza cederla.

Richard: Assolutamente, anche se poi, nei casi di maggior successo vediamo sempre di più un mix delle varie fonti di finanziamento. Dal seed-investment, al crowd-funding, fondi di investimento privati, magari per avere anche più fondi per lanciare una grande ICO. Penso quindi che sia questo Mix, che meglio può soddisfare le esigenze delle startup.

Quale differenza c’è fra ICO e ITO – Coin vs Token

MERITA: Forse faccio un salto indietro, però ho notato una cosa, tu molte volte utilizzi la parola Coin oppure la parola Token. Qual è la differenza tra queste due termini? Perché poi si entra nello specifico degli Utility token o dei Security Token. Volevo sapere se potevi spiegare un po’ meglio questo aspetto.

Richard: E’ un aspetto fondamentale da chiarire. Volendo diciamo dare una distinzione di base, un Coin rappresenta una moneta, riconducibile al concetto di valuta, mentre un Token, come abbiamo detto più volte, è un gettone di utilizzo di un servizio. Oggi, assistiamo al fenomeno della tokenization, che sta creando una vera e propria Token Economy, dove i Token assumono molte caratteristiche tra loro. Non solo quindi l’utilizzo del token come Utilità per usare un servizio, ma anche come rappresentazione di un bene sottostante. Questa categoria di token viene chiamata Security Token, con un termine che richiama appunto le Securities come strumenti finanzari tradizionali. Un Security Token può rappresentare una frazione di un bene o di una azienda o di un titolo di credito. Se vogliamo fare un esempio nel campo immobiliare, che conosciamo tutti, è come se lanciamo un nuovo progetto immobiliare nel quale vendiamo un Token che  rappresenta i millesimi di proprietà di un palazzo. In questo il nostro sarebbe un Security Token il cui sottostante è l’immobile stesso, e che mi da diritto a ricevere la mia quota degli affitti percepiti oppure la mia quota del prezzo nel caso in cui l’immobile venisse venduto. Questa è la categoria più innovativa dal punto di vista della token economy ed è quindi la frontiera sulla quale si stanno sviluppando i maggiori cambiamenti, sulla quale noi come professionisti del settore stiamo lavorando per seguirne gli sviluppi tecnologici e normativi.

ICO Svizzera: la Confederazione Elvetica ha deciso di essere una Crypto Nation?

MERITA: Parliamo proprio di legislazione. La Svizzera, la nazione in cui tu vivi e da cui tu ci stai parlando in questo momento, è diventata il leader nel settore delle ICO. Perché secondo te la Svizzera si è mossa così in anticipo e ha voluto investire in questo settore?

Richard: La Svizzera è da sempre una nazione privilegiata dai mercati finanziari, ma è anche una una nazione molto aperta all’innovazione e che ha cercato di agevolare le nuove tecnologie, come quelle di ambito Fintech, per farle sviluppare senza troppe costrizioni per vedere dove avrebbero portato. Infatti è da anni che la Svizzera, tramite le sue leggi e la sua authority di controllo sui mercati finanziari, la FINMA (che ha poteri simili alla Consob o alla Banca d’Italia) ha cercato di andare incontro alle esigenze delle aziende innovative e tecnologiche del settore Finanziario, le cosiddette Fintech. E’ stata creata una normativa cosidettà Sand-Box che consente alle startup l’accettazione di depositi del pubblico, senza autorizzazione e senza sorveglianza da parte della FINMA, fino a un ammontare complessivo di un milione di franchi.  L’idea della sandbox è di consentire alle aziende un margine di manovra per sottoporre un determinato progetto FinTech alla prova del mercato prima di dover richiedere un’autorizzazione ufficiale. Anche nel settore Crypto la Svizzera si è dimostrata molto lungimirante. La FINMA ha rilasciato delle Linee Guida, specifiche per le imprese che intendono lanciare un ICO. In questo modo gli imprenditori e le aziende che vogliono lanciare progetti ICO lo possono fare con la confidenza che tali regole non verranno smentite il giorno dopo che sono state emanate, come purtroppo spesso accade in altri paesi.

Il resto continua nella puntata del podcast…

Note: gli appunti non sono completi e non sono stati rivisti dall’autore.

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Note della puntata

Se vuoi seguire Richard Zoni o se vuoi contattarlo il modo migliore è di farlo su Linkedin oppure attraverso il sito di ICO Legal Advisor.

Durante la puntata cito Sergio Mottola, Executive Chairman di San Marino Innovation, lIstituto per l’Innovazione Repubblica di San Marino che sta in questi giorni lavorando a un piano sulla Blockchain per la più antica Repubblica del Mondo.
Se vi siete incuriositi riguardo alla startup per l’anagrafe canina potete andare a curiosare direttamente nel sito di PetSource.
Richard cita alcune aziende che stanno cercando di creare alternative basate sulla blockchain ai grandi colossi americani come Facebook, AirBNB, Amazon. Eccole: Open Bazar e Steemit.

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