Che cosa è il crowdfunding

Che cos’è il crowdfunding: come generare risorse dalla folla

Scritto da Giorgio Minguzzi il 10 Giugno 2019

Crowdfunding, una parola sempre più comune eppure ancora sconosciuta alla maggior parte degli imprenditori italiani.
Oggi iniziamo un piccolo viaggio all’interno di questo universo in grande fermento. Un viaggio lungo alcune puntate che indagherà su uno dei fenomeni del momento: il Crowdfunding ed in particolare l’Equity Crowdfunding.

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Perché un viaggio così lungo e così diverso dalle solite puntate?

Per due motivi: il primo è che voglio cambiare il mondo della formazione insieme a chi ascolta questo podcast e per farlo ho bisogno che chi ha voglia di costruire un paradigma diverso in questo mercato sappia di cosa si parla (lo avete sentito prima trovate tutti i dettagli per partecipare su diventasocio.improovo.com), il secondo motivo è che in un’Italia dove gira poco denaro, uno dei modi che funzionano meglio proprio per raccogliere il capitale per trasformare le idee in progetti concreti è proprio il crowdfunding.

Così ho pensato che mentre poteva essere utile a me spiegare a chi mi segue da tanto tempo , come poter fare qualche cosa di concreto insieme, una serie di episodi sarebbe stata utile anche ad altri imprenditori per conoscere una opportunità che ormai non riguarda solo il mondo delle delle startup ma che è accessibile a tutte la PMI (innovative e non).
Che cosa è il crowdfunding. La cover del post.
Questa miniserie di episodi sarà composta da 2 sezioni fondamentali. In una scopriremo che cos’è l’Equity crowdfunding e nell’altra vedremo come condurre le attività marketing affinché la campagna di equity crowdfunding dia un esito positivo.
All’interno delle prime puntate scopriremo come sia possibile generare soldi dalla folla (cioè dal crowd), quali modelli di crowdfunding esistono e come scegliere quello più adatto a noi. Approfondiremo in particolare uno di questi, l’equity crowdfunding, andando a conoscere insieme le piattaforme su cui far girare la campagna di raccolta fondi e vedremo alcuni esempi di progetti fra cui proprio quello di Improovo.
Una volta completata la prima parte ci dedicheremo al marketing per vedere come si costruisce una campagna, quali ingredienti servono e perché le campagne falliscono in modo da provare ad evitare gli errori fatti da altri.
Ovviamente vedremo anche alcuni casi di successo in cui il marketing ha centrato l’obiettivo per poterne essere ispirati e trarre qualche spunto.

Prima di entrare nello specifico e parlare di Crowdfunding è bene fare una premessa che ci servirà per poi comprendere meglio tutto quello che vedremo all’interno di questo percorso fatto di diversi episodi.

Iniziamo quindi a capire insieme che cosa è questo “crowd”, questa “folla” che dovrebbe aiutarci introducendo il termine Crowdsourcing.

Che cosa è il crowdsourcing?

Il Crowdsourcing è una espressione inglese che unisce la parola “crowd”, appunto “folla”, “calca”, con la parola source”: sorgente, origine e rappresenta la possibilità di coinvolgere grazie al Web, la “folla” cioè un ampio numero di persone al raggiungimento di un obiettivo comune.
Il crowdsourcing, grazie alla Rete, può prendere diverse forme e può riguardare diversi mercati e settori. Grazie al web è in grado di convogliare il supporto di moltissime persone ad una causa o al raggiungimento di un obiettivo comune rendendole in grado di contribuire con idee, tempo, esperienza oppure soldi.

Dov’è possibile applicare il crowdsourcing?

Diventa socio di Improovo: campagna di equity crowdfundingCome dicevo, una vastità impressionante di situazioni possono avvantaggiarsi con l’impiego del crowdfunding. Infatti il crowdsourcing sta trasformando il modo con cui i governi cercano di coinvolgere i cittadini e dare loro maggior voce. Il crowdsourcing è il modo con cui gli scienziati collaborano su progetti di ricerca.

Il crowdsourcing sta addirittura sfidando il tradizionale sistema dei prestiti bancari, andando quindi a competere con i modelli tradizionali di investimento che iniziano a sentire il fiato sul collo.

Insomma il crowdsourcing è un sistema che sarà sempre più protagonista del nostro futuro e servirà ad accelerare l’innovazione, condividere e far fiorire le idee, reinventare modelli di business, co-creare, coinvolgere, ridisegnare modelli obsoleti, diminuire i costi e rinnovare i modelli di supporto della finanza.

Ma le azienda stanno a guardare?

Il crowdsourcing è senza dubbio una realtà destinata a rimanere a lungo e a trasformare le nostre abitudini innovando il nostro rapporto con i clienti, i fornitori, i dipendenti e persino le banche. Le aziende che non capiranno quello che sta accadendo si troveranno semplicemente molto svantaggiate rispetto a quelle che vorranno abbracciare questo cambiamento.

Negli appunti della puntata voglio condividervi una bella infografica che offre a colpo d’occhio una istantanea di come i processi che fanno leva sulla folla possano coinvolgere moltissimi aspetti aziendali, da quelli commerciali alla governance, dall’innovazione alle operation, dai sistemi IT fino al finance, senza scordare la le risorse umane e il management.

Crowdfunding: come generare soldi grazie al crowd?

Ora, oggetto della nostra serie di episodi è il crowdfunding, cioè un metodo collaborativo che sfrutta la folla per attivare un finanziamento collettivo, un processo che chiede al crowd di contribuire con il proprio denaro al sostegno della creazione di idee, aziende e innovazione.

Fino a qualche anno fa per far finanziare un progetto di sviluppo della propria impresa o la trasformazione di un’idea in un’impresa nuova ci si doveva rivolgere a grandi finanziatori, imprenditori, facoltosi privati, banche, e convincerli ad investire del denaro sul nostro progetto con tutti i vincoli e le difficoltà che ne derivano:

  • le banche non sono così disponibili a prestare soldi e fra tassi di interesse e garanzie bancarie questa opzione non è spesso conveniente;
  • le grandi imprese sono riluttanti ad investire in aziende esterne, preferiscono finanziare al loro interno l’innovazione affinché resti sotto il loro totale controllo;
  • lascio ai volenterosi l’ardua ricerca del mecenate illuminato o di un amico facoltoso capace di scorgere in voi delle potenzialità tali da volerle finanziare.

Ma se al posto di queste strade tradizionali si decidesse di battere delle strade nuove, differenti, ad esempio quella di mettere insieme una moltitudine di investitori capaci, anche senza conoscersi di supportare l’innovazione spalmando il rischio di impresa, non sarebbe tutto molto più semplice?

È chiaro che questo sistema è sorto insieme alla Rete che ha azzerato le distanze e reso possibile a migliaia di persone che non si conoscono fra loro e aziende, di finanziare progetti e monitorarne l’evoluzione; rendendoli di fatto in grado di finanziare con successo centinaia e centinaia di idee interessanti.

In Italia il Crowdfunding può presentare dati molto interessanti, nel 2018 ha generato oltre 111,5 milioni di euro, raddoppiando i volumi di un intero mercato in un solo anno. Almeno questo è quello che ci dice il report di Starteed, una ricerca volta proprio per studiare i cambiamenti che stanno avvenendo con il crowdfunding.

Crowdfunding: il potere della folla di finanziare le startup

Cosa serve per avviare una campagna di crowdfunding?

Affinché il crowdfunding possa esprimere le sue potenzialità servono quattro ingredienti fondamentali: un’idea, chi la propone, uno o più finanziatori, una ricompensa.
Ora questa idea è bene specificare deve essere un’idea in grado di aggregare persone e accendere il loro interesse.

Non c’è quindi nessun requisito stringente relativo al software, ai social, al digitale.

Il segreto non è quindi nell’avere un’idea innovativa, digital o particolarmente disruptive ma di avere un’idea in grado di coinvolgere una (o meglio più persone) fino a stimolarla la punto di decidere di offrire soldi affinché possiate portare a termine il vostro proposito.

Non ultimo ingrediente, gioca un ruolo fondamentale la ricompensa.

Chi investe deve avere qualche cosa in cambio, che può essere un guadagno economico, o una soddisfazione morale di qualche tipo.

Ad esempio c’è chi è contento di finanziare iniziative non speculative supportando finanziariamente cause sociali o culturali che l’investitore ha sposato, o che offrano rimedi a problemi che l’investitore sente come estremamente urgenti per sé o per la propria famiglia, come può essere ad esempio la ricerca per una cura di malattie specifiche. Ma anche chi si sente ricompensato dall’avere un prodotto in anteprima per poterlo mostrare con orgoglio ad amici e parenti.

Qualunque sia la tipologia di ricompensa che interessa gli investitori, questo comunque ha sempre una grande rilevanza per la campagna di crowdfunding che si vuole portare avanti.

Crowdfunding: generare risorse dalla folla

I 4 modelli di crowdfunding

Ora il crowdfunding si divide in 4 modelli di riferimento: Donation, Lending, Reward e Equity.

Nella prossima puntata approfondiremo ciascuno di questi modelli e ne scopriremo insieme le caratteristiche cercando di cogliere l’utilità e la possibilità di impiego di ciascuno di essi. Ma volendo spendere comunque due parole ancora sul crowdfunding, il mercato è caratterizzato da un numero molto ampio di piattaforme donation/reward.

Questo è dovuto alla totale mancanza di regolamentazione per questo modello di crowdfunding, mentre negli ultimi anni, complice proprio la normativa che ha visto l’Italia essere il primo Paese al Mondo a dotarsi di una legge specifica, il nostro Paese ha visto il fiorire di un buon numero di piattaforme più o meno verticali che stanno attirando sempre più investitori e progetti di valore.

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Note della puntata

Lo sponsor della puntata è Improovo, una startup innovativa che sta, proprio in questi giorni, promuovendo la sua campagna di Equity Crowdfunding. Vuoi sapere di più della campagna di Improovo? Vai alla pagina diventasocio.improovo.com
La bibliografia servita per preparare questa serie di episodi è la seguente:

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