Content Repurposing

Content Repurposing: allunga la vita dei tuoi post

Scritto da Giada Centofanti il 25 settembre 2017

Sappiamo tutti che creare contenuti originali, di qualità e che portino valore a chi ne fruisce, non è semplice e ci porta via anche un bel po’ di tempo. Con la puntata di oggi vogliamo darvi qualche consiglio per far fruttare di più questi contenuti.

Per la precisione vogliamo spiegarvi come mettere in pratica una tecnica che i nostri amici americani chiamano Content Repurposing, ovvero riutilizzare i contenuti dando loro un nuovo scopo e una nuova forma.
Ascolta “Content Repurposing: allunga la vita dei tuoi post” su Spreaker.
Ti è piaciuta la puntata? Dillo su Twitter.

I benefici del Content Repurposing

Giorgio: In pratica, seguendo questa logica, dovremmo modificare contenuti già esistenti invece di crearne di nuovi. Ci vuoi spiegare perché sarebbe utile?

Giada: È vantaggioso perché ti consente di concentrarti non solo sulla creazione di un ottimo contenuto ma anche sulla sua promozione.
Content Repurposing
Oggi se non promuoviamo a lungo e su diversi canali i nostri contenuti, c’è rischio che nessuno li veda. Considera che solo nel nostro news feed di Facebook ogni giorno sono in competizione almeno 1.500 storie.

Content RepurposingChiaramente creare nuovi formati per il nostro contenuto originale ci permette di riempire il nostro piano editoriale social, al contempo venendo incontro alle preferenze dei nostri utenti. C’è quello che ama leggere, quello che preferisce un’infografica e quello che vuole le slide, per esempio.

Giorgio: E poi abbiamo più opportunità di saltare fuori nei risultati di ricerca. Perché salta fuori il nostro blog ma magari anche le slide che abbiamo messo su Slideshare o il video su YouTube.

Giada: Sì, proprio così. Certo poi sta a ognuno valutare se vuole andare in competizione con grandi siti ben posizionati per la stessa chiave di ricerca, oppure preferisce spingere solo il proprio sito. Secondo me però l’opportunità di essere trovati – e conosciuti – su siti diversi dal nostro è comunque da valutare

Come scegliere i contenuti da riutilizzare

Giorgio: Ok, allora, da dove dobbiamo cominciare per mettere in atto questo content repurposing?

Giada: Prima di tutto dobbiamo scegliere i contenuti da cui partire, possibilmente post del nostro blog aziendale.

Content Repurposing - Google AnalyticsPossiamo usare tre parametri per guidarci nella decisione:

  1. Andiamo a prendere i contenuti evergreen perché, lo capite bene, avrebbe poco senso investire altro tempo per creare nuovi formati di articoli che ormai hanno fatto il loro tempo, che so per esempio se si parla di un vecchio modello di iPhone o di una funzionalità di Facebook che poi è stata eliminata.
  2. Spulciamo Google Analytics e gli insight dei vari canali social per capire quali sono i più popolari, in termini di traffico, condivisioni e tempo sulla pagina.
  3. Da ultimo possiamo andare a vedere se abbiamo qualche contenuto che sia evergreen e popolare e magari abbia bisogno di un aggiornamento.

12 formati in cui trasformare i tuoi contenuti

Giorgio: Sto sfogliando mentalmente i post del blog di Merita e già ho qualche idea di quale potrebbe essere rimaneggiato… Ora però vorrei arrivare alla “ciccia”, cioè: in pratica in cosa possiamo trasformare i nostri post?

Giada: Beh, le possibilità sono parecchie. E fra l’altro sono bidirezionali, nel senso che ora noi faremo l’esempio di post del blog che possono diventare altro, ma tutto questo “altro” che menzioneremo può diventare un post. O una serie di post, a seconda di quanto sono corposi i contenuti che prendete in considerazione.

Giorgio: Molto interessante. Da dove cominciamo però?

Giada: Allora, partiamo da una cosa banale ma non scontata: un vecchio post del blog può essere trasformato in altri post. Se ci pensi, ogni articolo che scriviamo in realtà contiene tanti spunti, tante diramazioni che potremmo percorrere ma che, giustamente, non approfondiamo in un singolo post perché rischieremmo di essere dispersivi. Se stessimo parlando di una serie tv, li chiameremmo spin-off.

Giorgio: Non male. Poi alla fine tutti questi post si possono mostrare agli utenti come “related posts” – correlati – così da creare per loro un percorso di lettura e in questo modo tenerli più tempo sul sito.

Giada: Certo! Esattamente come possiamo ampliare l’argomento per altri post sul nostro blog, lo possiamo fare per eventuali guest post. Quando siamo in fase iniziale o comunque di brand awareness, scrivere per conto della nostra azienda o nostro su siti altrui può essere una strategia efficace per ottenere visibilità, credibilità e in alcuni casi anche traffico verso il nostro sito.

backlinks content repurposingGiorgio: Tra l’altro un po’ di sani backlink possono sempre essere utili a livello di indicizzazione su Google. Io sono diventato bravissimo a scrivere per farmi ottenere opportunità di visibilità da altri siti. Ci è voluto un po’, ma ho tutta una serie di script che mi aiutano a strappare un sì al gestore del sito. Mi stai dando uno spunto nuovo perché mi dici: non argomenti tuoi, ma parti da un post che c’è già e amplialo o approfondisci un aspetto. Gli appassionati di neuromarketing si staranno già facendo delle idee in proposito, ma come possiamo riutilizzare i nostri post del blog, mica potremo solo copiarli e incollarli altrove…

Giada: Un modo classico di riutilizzare i post del blog è quello di elaborarli in formati adatti ai diversi canali social. Intendo dire che possiamo creare dei micro contenuti, modellandoli a seconda del social media in cui li vogliamo pubblicare. Possiamo fare un’immagine con un breve testo – oppure con dei dati rilevanti – estrapolati dall’articolo. Magari possiamo fare un breve video che funzioni come un teaser per il post.

Giorgio: Nel caso di un podcast si potrebbe tagliare un pezzo brevissimo della puntata e usarlo come quote audio.

Giada: Eh sì. Altra opzione è quella di creare una serie di email. Sai, quelle classiche cose “mini corso email in 7 giorni” che possono essere utili all’utente e portare a noi lead, cioè nuovi contatti. Fra l’altro un’automazione del genere adesso è gratuita anche con Mailchimp e voi, ascoltatori di Merita, avete a disposizione una bella puntata per capire come usare questa funzionalità.

Giorgio: Sì, e ve ne parla Alessandra Farabegoli, la persona più esperta nel suo campo. Si può fare anche con Mailerlite, quel prodotto che avevi recensito tu qualche mese fa sempre qui. Mi pare la puntata numero 94: merita.biz/94.

Giada: Sempre pensando a un’eventuale acquisizione di lead, a partire da diversi post possiamo creare un ebook. L’importante è che non mettiamo lì i post così come sono. È sempre bene aggiungere altri concetti e qualche immagine. Insomma, se l’utente mi dà la sua mail e io poi gli rifilo gli stessi post che poteva leggere sul sito senza offrire qualcosa in più, beh, penso che poi si senta fregato. Almeno io mi sentirei così.

Giorgio: Credo proprio di sì, non è che poi l’utente è fesso. Pensare che l’utente sia u-tonto lo fanno i perdenti, quelli che criticano i loro clienti sul web e si lamentano delle loro richieste o dei loro comportamenti.

L’utente è sempre più furbo di quello che pensiamo e se fa domande stupide, è perché probabilmente noi non ci stimo rivolgendo a lui dandogli tutte le informazioni per capire.

Perciò l’utente è da coccolare, offrendogli, se non proprio i contenuti migliori in assoluto almenno del materiale di sostanza.

C’è qualche altro formato che potrebbe interessarci per queste attività?

Podcast Content Repurposing

Giada: Ora veniamo a un formato che ci piace proprio tanto: il podcast! Eh sì, perché, in effetti potreste anche pensare di riutilizzare i vostri post trasformandoli in puntate per un podcast.

Giorgio: O viceversa, qui noi facciamo i podcast e poi li trasformiamo in blog post. Qui facciamo il lavoro inverso perché così ci è più comodo, perché l’asset principale di Merita.biz è il suo podcast.

Immagino però ci sia altro, giusto?

Giada: Passando invece a un ambito più visual, potete usare un post come base di partenza per una presentazione. Le diapositive potete crearle con Canva, di cui abbiamo parlato nella rubrica Merita Business Tool, e poi potete caricarle su SlideShare, una piattaforma che vi consente di far avere al vostro contenuto ulteriore esposizione.

Giorgio: Volendo guardare la cosa al contrario, sappiate che se tenete una presentazione durante qualche evento, poi – magari modificandola e adattandola – potete sempre riutilizzarla come post del blog.

Giada: Esatto. Rimanendo sempre tra le cose che si possono fare con Canva, abbiamo un grande classico: l’infografica. Un post che contiene molti dati o statistiche può facilmente diventare un’infografica.

Giorgio: E si sa che le infografiche piacciono parecchio e vengono condivise molto. Peccato che poi i dati siano costosi da ottenere (a volte…) e che le infografiche siano pure più costose. Non so a te, ma i grafici che conosco io si fanno davvero pagare tanto.

Giada: Già. Poi c’è anche una parente dell’infografica. Stesso formato verticale ma scopo leggermente diverso e nome allegramente pieno di consonanti: instructographic.

Giorgio: E che diavoleria sarebbe?

Giada: Beh, io l’avrei chiamata semplicemente tutorial, ma gli anglofoni sono molto produttivi in quanto a neologismi!. In pratica non è altro che un How-To, un Come-Si-Fa, tradotto in immagini e grafica. Funziona alla grande su Pinterest.

Giorgio: Mi è venuto mal di testa!

Giada: Potrebbe essere una ricetta oppure uno di quei tutorial che ti mostrano come si fa una certa pettinatura… Io li provo sempre e non mi riescono mai!

Giorgio: Beh, sì, penso siano fattibili quando abbiamo un post che racconta come si fa qualcosa passo dopo passo. In quel caso ogni step diventa una parte dell’instructographic.

Giada: Esatto. Per concludere la parte visual ci mancano i video. In questo caso possiamo creare degli explainer, con testi e animazioni, che raccontino il nostro contenuto oppure magari ci possiamo mettere la faccia e fare un video più in stile YouTuber. In ogni caso possiamo scegliere un taglio breve o lungo a seconda del canale di comunicazione attraverso cui vogliamo diffondere il video.

Giorgio: Ho sempre pensato che i video fossero cari da realizzare, poi ho visto che oggi ci sono vari mezzi che riducono un po’ i costi. Per esempio Viddyoze, VideoMakerFx o Easy Sketch Pro. VideoPal oppure Explaindio.

Giada: Quando abbiamo una serie di post approfonditi e sentiamo che ci sarebbe ancora parecchio da dire, possiamo pensare di trasformarli in uno o più webinar o magari in un corso online.

Giorgio: Il vantaggio dei webinar è l’acquisizione di lead e un primo contatto con potenziali clienti. Nel caso di un corso online invece siamo già in fase di profitto, perché il corso lo venderemo.

Giada: Bene, siamo arrivati all’ultima idea che vogliamo darvi. E cioè riutilizzare i propri contenuti attraverso altre piattaforme, possibilmente evitando il copia-incolla (anche se qualcuno lo fa) e adattando invece il testo al mezzo.

Giada: Per altre piattaforme intendo per esempio Quora, di cui abbiamo parlato nella puntata 121. Se c’è una domanda alla quale abbiamo già risposto nel nostro blog, nulla ci vieta di riprendere quanto abbiamo scritto e inserire un commento su Quora.

Giada: Poi c’è Medium, che sembrerebbe essere uno di quei luoghi da presidiare perché può farci ottenere una certa visibilità e autorità e, se ci giochiamo bene le carte, anche traffico verso il sito. Lo stesso discorso vale per Linkedin Pulse.

Giorgio: Anche se per me, LInkedin Pulse è ancora un grande punto interrogativo. Linkedin non ha le idee chiare. Può essere molto utile, ma vedo che la visibilità degli articoli è sempre più bassa per via dell’alta esposizione che viene data a temi popolare e di scarso rilievo lavorativo. Poi Linkedin a volte fa percepire tutta la sua incapacità a comunicare con i propri utenti… comunque anche su linkedin c’è del lavoro da fare…sempre a schiena gobba!

Giada: Beh, quando il nostro team di content creator è formato solo da una persona, è faticoso anche solo pensare di metterci a creare contenuti appositi per un’altra piattaforma oltre al blog e ai social. Però recuperare un buon post, dandogli un nuovo scopo attraverso un formato diverso ci può aiutare a sprecare meno tempo e promuovere di più.

Aiutaci a far crescere il podcast!

Ti è piaciuta la puntata di oggi? Lascia la tua recensione su iTunes e iscriviti al podcast.

Se ascolti MERITA BUSINESS PODCAST su Stitcher o altre piattaforme puoi lasciare la tua recensione seguendo queste istruzioni. Grazie!

Fai conoscere MERITA BUSINESS PODCAST ai tuoi follower su Twitter!
Condividi il podcast

Note della puntata

I tool di cui abbiamo parlato:

Le puntate che abbiamo citato:

Email marketing con MailChimp: la potenza dell’automazione gratis per tutti

Mailerlite: l’alternativa economica e potente per l’email marketing

Cos’è Quora e come può essere utile per promuovere la tua attività

Canva: progettazione grafica e editor senza sapere nulla di Photoshop

 

Per accedere al gruppo Telegram che abbiamo citato all’inizio dela puntata vi basterà cliccare qui. Se non avete ancora installato Telegram lo potete trovare a questo link.

Non tutti, ma una parte dei link proposti a prodotti sono link affiliate.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Come avere successo nel dropshipping e cambiare la propria vita

Come avere successo nel dropshipping e cambiare la propria vita

11 dicembre 2017
Che cos'è il Dropshipping e come può cambiare la tua vita

Che cos'è il Dropshipping e come può cambiare la tua vita

04 dicembre 2017
Google Analytics spiegato agli imprenditori

Google Analytics spiegato agli imprenditori

27 novembre 2017