Come insegnare ai bambini il senso del denaro

Come insegnare ai bambini il valore del denaro, l’imprenditorialità, lo spirito critico

Scritto da Giorgio Minguzzi il 7 Settembre 2020

Come insegnare ai bambini il valore del denaro? Come fare in modo che abbiano uno spirito libero e critico e che possano iniziare a comprendere ciò con cui avranno a che fare per tutta la vita: le banche, il lavoro, l’imprenditorialità, il salario…
Oggi vedremo insieme uno strumento a supporto dei genitori, che permetterà loro di insegnare ai propri figli argomenti complessi ma fondamentali. Delle letture che insegneranno loro i principi di un una vita responsabile e di successo basata su principi cardine come quello della libertà e della giustizia.

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Oggi parleremo con Francesco Carbone grande esperto di economia e podcaster. Vi invito infatti ad ascoltare il suo podcast dal titolo “il Truffone”.

I bambini di oggi saranno i protagonisti del futuro. Educarli sin da piccoli ai principi di libertà e ai buoni concetti di economia è fondamentale affinché siano loro a costruire un futuro migliore.

Nella puntata di oggi parliamo di uno strumento che può usare un genitore per educare il proprio figlio in questi aspetti fondamentali della vita come: il denaro, le banche, lo Stato, l’economia… Se non ci pensa il genitore non lo farà sicuramente nessun altro. Che poi quando per caso ci pensa qualcun altro abbiamo già visto come va a finire. I risultati sono lì a farsi guardare: l’educazione sessuale, la filosofia, la religione, l’italiano, l’inglese… meglio che non si facciano altri danni e che i genitori trovino soluzioni alternative.

Così eccone una interessante.
Oggi ho chiesto a Francesco Carbone di darci una mano. Francesco è un esperto di economia ed ha un bellissimo podcast che si chiama il Truffone.
Vi invito a metterlo fra i preferiti perché ascoltare opinioni originali non può che far bene a tutti.

Come insegnare ai bambini il valore del denaro

Francesco senti i miei figli hanno 5 e 7 anni. Ora è il lavoro del genitore è un mestiere duro, non è che mi invento niente, anche tu hai figli e lo sai perfettamente. Però è anche pieno di belle sorprese. I miei bambini hanno la fortuna di andare in una buona scuola privata ma nonostante tutto io mi accorgo che nel modello scolastico in generale ci sono dei buchi. Ci sono aspetti della vita di tutti i giorni che non vengono proprio minimamente trattati.
Penso all’economia, al valore del denaro, l’imprenditorialità, banalmente anche l’inglese ci ha insegnato ma insegnato sappiamo tutti come…
Probabilmente ad un livello così elementare non serve a nulla.
Secondo te perché siamo arrivati a questo punto?

Il problema è ovviamente la scuola pubblica. Tu hai detto che i tuoi vanno a una scuola privata, però se andiamo a vedere alla fine, anche una scuola privata è costretta prima di tutto ad assoggettarsi a quelli che sono i programmi ministeriali. Quindi volendo insegnare o organizzare l’insegnamento in maniera diversa… Non credo che abbiano molti spazi per poterlo fare.
Ora in quella pubblica, c’è anche il problema della qualità dell’insegnamento. Tutto ciò che è pubblico, non voglio usare brutte espressioni, diciamo solo che funziona male e questo è riscontrabile. Quindi se andiamo a vedere materie, magari anche come l’inglese, sono materie che si insegnano male, si insegnano male perché non c’è concorrenza tra le scuole. Se sei costretta mandi i figli nella scuola pubblica, se ci tiene all’insegnamento migliore, magari in quella privata perché speri che nella scuola privata riusciranno a insegnare anche qualcosa di meglio.

Ma il limite è fondamentalmente, proprio una assenza di concorrenza viva nel sistema scolastico che possa permettere un continuo miglioramento di quello che il prodotto. Questa è la semplice ragione, vero è che se andiamo a vedere questi argomenti: l’economia, il denaro, l’imprenditorialità, sicuramente sono concetti molto complessi. Non è facile insegnargli ai bambini, come vedremo magari proprio nel corso di questa puntata.

A mio modo di vedere però devo dire che tutto sommato forse è meglio che non si insegnino nelle scuole. Perché se tanto poi i contenuti sono comunque quelli dell’università, semplificati ovviamente per i bambini, si farebbe comunque un danno.

Insegnando le cose sbagliate che purtroppo si insegnano nelle università sarebbe un guaio! Meglio che a pensarci, tutto sommato siamo noi. Io ricordo che qualche anno fa la Banca Centrale Europea aveva creato un pamphlet da distribuire proprio nelle scuole, per insegnare il denaro. Ecco quella roba lì andava bruciata all’istante!!! Purtroppo per le bestialità, le assurdità, che si insegnavano lì dentro.

E però ripeto, meglio che non si insegnino, proveremo a pensarci noi con un’iniziativa privata.

Ecco parliamo proprio di questo perché in queste settimane gli abbiamo regalato mia moglie e i bambini un portafoglio ciascuno con questo regalo.
Il tentativo era quello di cominciare a farvi capire che esiste il denaro e ad educarli un po’ su questo tema ora a me interessava fargli capire che non si crea dal nulla la risorsa che compra a carte Pokémon e scudi format.
Ma mi rendo conto che prima di educarli sul lavoro sulla fatica poi alla fine che compra le skill dei Pokemon. Sarebbe utile spiegare un po’ come ha fatto la Bce che cosa sia il denaro.
Tu che hai figli come hai fatto a spiegare il valore del denaro?

Connor Boyack

Connor Boyack, autore dei Gemelli Tuttle

Sai che questo è praticamente il mio campo di expertise, quello la questione monetaria. Quindi sin da quando era bambino, ho provato in qualche maniera a trasmettergli, con tanti piccoli esempi il valore del denaro. Per esempio quando si va a prelevare al bancomat, che loro la vedono come una cosa molto affascinante… Scrivi, batti due numeri… di solito li vogliono battere sempre loro e questo Bancomat sputa questi soldi. È una cosa bellissima sembra che quando hai bisogno di qualcosa basta andare lì e puff… Però cominci già a spiegargli: “ma guarda che lì dentro ci sono i soldi ma non te li dà se tu prima non li hai guadagnati”!
Si parte da cose semplici così poi. Per fortuna ecco è uscito questo libro proprio per i bambini, che insegna un po’ il denaro. Quindi man mano ci si lavora, si cercano nuovi modi, per esempio anche di Bitcoin gliene parlo spesso. Comunque gliel’ho messo in testa quando aveva 3 anni. C’è un video che tra l’altro avevo postato su Facebook non tanto tempo fa, del mio bimbo a due anni e mezzo in spiaggia che dice “I Love Bitcoin” e lo diceva già con una pronuncia perfetta perché ci tenevo a insegnargli l’inglese!

Io ho preso i gettoni ho preso loro due gettoni che raffigurano Bitcoin, Ethereum, Ripple. Se li scambiano e giocano così ma per loro sono dei frisbee
Questa è anche una cosa importante! Ogni tanto gli dico: pensa che se i tuoi nonni, anziché regalati queste banconote da 100 euro da 200 euro, all’epoca ti avessero dato solo la metà di questi soldini in Bitcoin tu oggi forse saresti milionario! E poi c’è un’altra cosa: una moneta d’oro che gli avevano regalato quando era piccolino, ogni tanto gliela tiro fuori, gliela faccio vedere ed è anche affascinato, perché fargli vedere l’oro metterglielo sulla mano, è talmente pesante che capiscono subito la differenza con queste monetine che non valgono nulla.

E poi quando gli dici il valore di questa moneta da un’oncia che oramai oggi vale 2000 euro …
Poi gli dici: “guarda che quando te l’hanno regalata questa moneta valeva solo 1000. Oggi ha mantenuto il potere d’acquisto, invece tante cose che dieci anni fa costavano così tanto non lo hanno fatto.
C’è il fatto che i soldi non vanno solo spesi ma bisogna anche saperli gestire, bisogna anche investirli. Ecco prova in tutte le maniere da ogni lato a cercare di spiegare queste cose, che ripeto sono difficili ma possono essere semplificate, per essere anche capite dai bambini.
Sì, tu vivi di economia; per noi markettari non è facile. Servirebbero poi degli strumenti, perché io mica posso mettermi a studiare come hai fatto tu!
Ognuno al suo lavoro! Alla fine la specializzazione è il fondamento del libero mercato, quindi è giusto che tu faccia il tuo lavoro; è giusto. E io penso che tutti dovrebbero avere delle conoscenze di base di queste cose, che in una maniera o nell’altra hanno un impatto nelle proprie vite.

Ecco anche negli argomenti come l’economia o investire. È stupido andare in banca senza sapere niente come quel mondo è regolato. Delegare tutto al personaggio che sta lì alla fine ormai è un povero burocrate. Diciamoci anche la verità. E poi ritrovarsi che i soldi sono stati investiti male sono stati persi non rendono quello che ci si aspettava perché ormai non lo rendono più otto dieci anni fa ancora qualche piccolo rendimento c’era trent’anni fa i bot davano anche il dieci per cento.
Oggi i tassi sono a zero e quindi è bene cominciare a informarsi anche di questi aspetti.

Come insegnare ai bambini il valore del denaro

Mi fa venire in mente quando il primo mese di lavoro, ero giovane, ero ingenuo, ma allora mio padre mi disse che era ora di aprire un conto in banca. Così incontrai un promotore finanziario. Mi ricordo che lui mi fece tutto il discorso sulla linea della vita, i rischi, la fine della vita ecc. Poi Capitalia a casa di un amico dove c’era lo stesso promotore. Rimasi malissimo che il discorso era uno script esattamente uguale a quello che avevo fatto a me.
Capisco, capisco cosa dici. Lo comprendo anche che per me, è utile aprire gli occhi e ascoltare qualche cosa che non viene dai mainstream media come il tuo podcast. Ma cosa posso fare per i bambini per dargli qualcosa per educarli.

Gemelli Tuttle: collezione completaIo sto provando da 6 anni a inserirmi in questa nicchia, per provare a educare e passare certi insegnamenti anche ai bambini. Ho già costruito abbastanza cultura economico-finanziaria con i libri che ho pubblicato finora, sono al numero 9 e penso forse a settembre farò il decimo. Quando ho scoperto questi libri per i bambini, pubblicati negli Stati Uniti, da questo americano, ne ho comprati i diritti. Sono fenomenali e ho detto: proviamo! Perché sono contenuti che bisogna anche cominciare a trasmettere ai bambini.

Il mondo è cambiato, se gli adulti oggi devono informarsi su queste cose, c’è questo “truffone monetario”, per come la vedo io, che sta arrivando quasi alla fine dei propri giorni. Quindi avrà un impatto sulla vita degli adulti ma per i bambini non è solo importante trasmettergli queste cose, perché le imparino sin da piccoli e quindi non si ritrovino poi come è successo a tanti da adulti a essere completamente disorientati. Ma anche perché toccherà a loro un domani provare a ricostruire le fondamenta della società.

Secondo me ha preso una pericolosissima deriva quindi di contenuti ce ne sono. Non credo che siano gli unici libri questi che ho deciso di tradurre. Non penso siano gli unici da importare in Italia per i bambini. So che ce ne sono anche tanti altri. Proverò anche a trovarli e a scoprirli a divulgarli a mio modo parlandone con chi magari li ha tradotti in Italiano. Ma è un compito che bisogna cominciare a fare per colmare questa lacuna che abbiamo detto prima, lacuna di cose che sono importantissime  per le nostre vite ma che non vengono insegnate nelle scuole.

Ci dai qualche anticipazione su questi libri? Sono libri a fumetti?

Allora i libri sono otto in tutto almeno quelli tradotti da me. I primi tre l’avevo già stampati nel 2017 poi mi sono fermato per tanti motivi ma quest’anno proprio in occasione del lockdown dove i bambini erano chiusi in casa, mi sono detto: corriamo!

Pubblichiamone altri 5 e cerchiamo di metterci in pari con una serie americana che invece è arrivata al numero 11 e presto uscirà anche dodicesimo. Allora i libri cercano di semplificare questi concetti e ovviamente per rendere al bambino la comprensione più semplice.

Si parte da bambini di 5-7 anni fino ovviamente 13-14. Io dico anche fino ai bambini di 99 anni! Per semplificare la lettura e la comprensione si hanno delle illustrazioni non sono a fumetti. Sono illustrati ci sono in ogni pagina una due immagini e quindi il bambino comunque sentendo la storia si accompagna con le immagini. Sono tutte situazioni dove un bambino ha molta facilità di immedesimarsi quindi anche quello di 5-6 anni, che non riesce a cogliere i contenuti di fondo però è attratto dalla storia di superficie. Attraverso le immagini rimane comunque incollato al libro senza distrarsi.

Quando i bambini entrano in contatto con questi contenuti fanno domande e si rapportano con i genitori. Ed è bello perché si può anche con i propri figli intavolare discussioni che non sono sempre le conversazioni superficiali sul nulla, ma anche conversazioni di sostanza. All’inizio bisogna leggerli con loro almeno finché non hanno 8-9 anni. Ora il mio ogni tanto se li prende se li va a leggere anche da solo, però accompagnarli a 5-8 anni è bello! Leggerli proprio a loro, perché ci sono tanti termini nuovi da insegnargli. È bello per il vocabolario scoprono, tanti termini ai quali non sono abituati, che non sentiranno nelle scuole perché di nuovo sono legati ad argomenti che nelle scuole non si insegnano.

Poi magari quando possono camminare con le proprie gambe cominceranno a leggerli da soli. E lì la conversazione, il dibattito, verrà spondanea. Allora l’hai letto: cosa ne pensi?

Una cosa bella però che tu hai detto durante uno dei tuoi podcast, è che tu volutamente quei libri li ha lasciati con alcune parole in inglese. Ci puoi spiegare un po meglio questa cosa?

Ecco dico la verità: all’inizio perché avevo fretta di stamparlo e volevo che uscissero ancora a scuole chiuse ma per aperte ma chiuse cioè nel senso era ancora periodo scolastico ma a causa del lockdown erano chiuse. Quindi volevo pubblicarli, poi non ci sono riuscito comunque. Ma ho deciso di lasciare le immagini in inglese per evitare un lavoro in più. Ragionandoci sopra ho deciso di lasciare invece il testo in inglese, perché perché quando ero ragazzino ero affascinato da questa lingua.

Forse ci avevano fatto qualche lezione anche alle elementari perché anch’io qualche anno l’ho fatto in una privata, poi passando nella pubblica non se ne è sentito più parlare, fino all’ingresso nelle medie. Ma era la cosa che mi affascinava. Era completamente al di fuori del mondo per me sapere che ci sono altri popoli che non sono in grado di capirci e tu non sei in grado di capire loro.

L’aver lasciato questi termini in inglese è un aggancio per loro.

Mentre parlavi sono andato a vedere nel sito americano dei Gemelli Tuttle, quello dell’autore. Lì c’è scritto che uscirà anche un un gioco di carte, pensi di produrre anche quello?

Sì abbiamo intenzione, piano piano, col tempo, se ci riusciamo, e da qui dipenderà solo dal successo di questi libri. Se riusciremo a farli circolare, se avranno successo, avremo più risorse. Ritorniamo al concetto di reinvestire anche i guadagni nello sviluppare altri contenuti. Quindi mio fratello, perché mi sta dando una mano lui che vive negli Stati Uniti. Ha già tradotto i workbook…

Il primo si può ottenere scannerizzando il QRCode che c’è in fondo al libro

Dopo che tu ne hai parlato una volta, abbiamo ordinato i libri. Abbiamo cominciato a leggere il Mostro dell’Isola di Jekyll. Non voglio spoilerare niente. Chi lo compra poi lo leggerà con calma. Ora i bambini si sono appassionati un sacco alla storia di questo mostro e alla fine del libro l’autore cita la parola Bitcoin. Mi chiedevo, se come padre devo cominciare a spiegargli questo concetto non è facile. Non saprei da dove cominciare. Però potrei, visto che giocano continuamente con due tablet, metterci sopra un wallet e caricare qualcosa.

Mi dai due consigli Tu cosa ne pensi?

Bella domanda. Io penso che vada benissimo anzi, bisognerebbe cominciare già da ora fargli capire che c’è un denaro buono e un denaro cattivo. Allora ovviamente non usiamo il denaro cattivo e questa potrebbe essere anche un altro insegnamento c’è una legge. La legge di Grisham dice il denaro buono scaccia quello cattivo denaro cattivo scaccia quello buono a seconda di come la leggi. Ecco noi usiamo quello cattivo ma non vogliamo tenere quello cattivo, quello cattivo lo spendiamo. Noi vogliamo trattenere quello buono e perché come abbiamo detto prima, mantiene il potere d’acquisto nel tempo.

Bitcoin è ancora un esperimento non è detto che funzionerà su questo anch’io non ho ancora la certezza nonostante creda nel buon esito, finora possiamo dire che è un buon esito quello di Bitcoin. Però educarli innanzitutto attraverso Bitcoin a questa distinzione è utile. Denaro buono, qui abbiamo l’oro che è stato per 5000 anni il denaro buono. Poi abbiamo questo nuovo esperimento che è possibile solo grazie alla tecnologia. A il denaro cattivo dall’altra parte. Da qualche parte bisogna cominciare; perché no con dei wallet magari di cripto valute minori per le quali se poi l’esperimento andasse male perdono poco e niente,

Si possono avere anche solo 100 Satoshi che l’unità per ora la più piccola al 100 milionesimo di Bitcoin. Io lo comincerei a fare. è importante che già da ora capiscono questa fondamentale differenza tra il denaro buono denaro cattivo, il risparmio vero è quello investito.

Io avevo tradotto quei primi tre, il Mostro dell’Isola di Jekyll è uno di quei tre, perché già trattavano quelli che sono i fondamentali argomenti che sono la legge. Il primo. Il mercato quindi come come viene prodotta una matita e poi il denaro. Questi sono i tre concetti che veramente prima si abituano i bambini a capire, meglio è. La legge che regola le nostre vite e la nostra convivenza si legge con la “L” maiuscola e le leggi con la “l” minuscola.

Il mercato quindi, il volontarismo nello scambiarsi le cose e il denaro, il mezzo di scambio per effettuare questi scambi. Sono tre concetti assolutamente fondamentali fondamentali, prima si insegnano e si cercano di insegnare nei termini giusti meglio è.

Appunti non integrali e non rivisti dall’autore.

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Note della puntata

Per chi volesse restare in contatto con Francesco Carbone, il miglior modo è attraverso il suo sito: il truffone.
Nel sito potrete ascoltare anche il suo podcast.
Per acquistare i libri dei Gemelli Tuttle ecco il sito: gemellituttle.it. Vi ricordo il codice sconto: MERITABIZ da inserire prima di pagare.

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