Vivere e Lavorare a Dubai conviene per chi opera nel digitale?

Come aprire un'azienda a Dubai e risiedere stabilmente negli Emirati Arabi Uniti.
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Vivere e fare impresa da Dubai, come si fa? Conviene fare il freelance nel settore digitale dagli Emirati Arabi?
Lo scopriamo nell’episodio di oggi!

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Oggi ho chiesto ad una amica con cui ho collaborato in passato di raccontarci la sua esperienza di expat a Dubai, per farci capire se vivere e lavorare a Dubai conviene veramente.

Oggi, da un appartamento con vista mozzafiato sul burji kalifa sarà con noi Laura Piaz.
Per chi non conoscezze Laura Piaz, laura è una imprenditride del mondo digitale specializzata nel settore real estare e hospitality.

Di solito si pensa sempre che si scelga a dubai per la tassazione, ma con tutto quello che capita ci sono moltissime occasioni di fare affari nel digital anche senza vendere per forza videocorsi e jpg.

Dubai è un posto incredibilmente interessante, vivace e ricco di opportunità, andiamo quindi a farci raccontare come si sta negli emirati.

  1. Quanto costa realmente vivere e aprire un’azienda a Dubai?

Ciao Giorgio, vivere a Dubai è relativamente caro anche se ha i suoi vantaggi. Diciamo che il motto della città è “no cash, no fun” perché la vita di tutti i giorni è abbastanza cara (spesa e cene fuori, soprattutto se non sai dove andare, sono relativamente costose): se poi consideri le esperienze in città, allora tutti i principali parchi divertimenti che possono definirsi come “the biggest / better / higher / funniest…” del mondo sono decisamente cari. 

I trasporti invece, sono molto convenienti, anche se non ancora capillari: i taxi, tuttavia, pur costando il doppio del trasporto pubblico, rimangono ben lontani dal costo che hanno in Italia (una corsa di circa 5km viene sui 4€). 

Se poi parliamo degli affitti, allora ce n’è per tutti i gusti (e tasche): io vivo in una casa discretamente grande, 85mq che mi fa anche da ufficio, e mi costa 1500€/ mese. Tanto diresti… Sì ma sono a 400m dal Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo e nel palazzo - non è un palazzo di lusso - ho tutti i servizi che potrei avere anche in hotel: concierge / piscina / palestra / posto auto privato / supermarket a 3m dall’ingresso di casa… L’unica grande pecca è il pagamento, che deve venire tutto in anticipo e al massimo è diviso in qualche rata. 

I contratti di affitto vengono fatti contratti di un anno e non è detto che alla fine del periodo il proprietario decida di mantenere lo stesso prezzo (anche se c’è una normativa per cui oltre a un certo incremento non si può andare). Vorrei anche aggiungere che molte aziende internazionali qui, tra i benefit, hanno anche la copertura di parte del canone di affitto della casa per le posizioni di responsabilità e per attrarre talenti stranieri. 

Sempre nell’ottica di avere la miglior forza lavoro e i cervelli più in gamba, aprire una società oppure una forma societaria flex sulla scia delle partite iva italiane è relativamente semplice e poco oneroso. Io per il mio business, trattandosi di consulenza marketing, ho optato per un’azienda flexi desk: cosa vuol dire? Che non sono tenuta ad avere un ufficio in questa prima fase, ho la mia sede legale (il mio post box) posso lavorare da casa, ho inclusi fino a 3 visti di lavoro per i miei dipendenti e posso facilmente convertire successivamente l’azienda a una sede fisica. L’apertura mi ha richiesto due mesi e mezzo - ho dovuto presentare diversi documenti e devo dire che la fase più difficile è stata aprire un conto corrente - il tutto, viaggi compresi per la parte burocratica, mi è costato circa 25,000€. 

  1. Dubai è una città con una tassazione conveniente, ma è un ambiente in cui c’è possibilità di fare networking e di far crescere la propria impresa anche con i locali oppure il business avviene tutto sempre all’estero?

La tassazione è sicuramente conveniente: 0% fino a un certo reddito, e successivamente IVA 5% - attenzione però che le cose cambiano molto in fretta, sempre meglio affidarsi a dei professionisti per aprire una società qui: quello che ti dicono è quanto è facile aprirla, quello che non ti dicono quanto è difficile chiuderla. 

Per la mia società io mi sono affidata a un pool di avvocati con sede fra Milano e Dubai, non avrei mai fatto nulla da sola. 

Dubai è una città particolare, sicuramente non da scegliere solo per la tassazione. L’aspetto di cui si parla meno è il meltin pot, l’insieme di culture in questa città. Sapevi che il 90% dei cittadini è straniero? Straniero, ma residente, richiedere la cittadinanza è impossibile e non viene data a tutti. Andando in giro si vedono lingue e culture completamente diverse, le persone sono incredibilmente disponibili, per me è la cosa più bella del poter vivere qui. Si possono sentire molte più storie interessanti se si parla con le persone nei locali, negozi, ristoranti… che rombi di Ferrari e Lamborghini: lo so, non vorrei distruggere l’immaginario comune di questa città consumistica e spendacciona, ma si può vivere qui anche da persona comune… 😀 

Pertanto, per rispondere alla domanda, ci sono tantissime opportunità di networking con i residenti, ma se parliamo dei locali intesi come arabi di origine emiratina, quindi i cittadini, allora ti dico di no. Questa parte della popolazione non lavora nemmeno  (e spesso vive in zone diverse della città - ci sono molte zone senza palazzi e con villette basse) oppure ha incarichi governativi, a mandare avanti le aziende locali siamo noi stranieri e residenti nella città. Hanno creato un fantastico paradiso per chi vuole viverci. 

  1. Perché pensi che siano ancora così poche le aziende, soprattutto nel B2B, a considerare i social media come touchpoint nel loro funnel? 

Ci sono tanti motivi a mio parere, elenco alcune convinzioni che mi è capitato di ricevere come feedback da clienti o potenziali clienti e che andremo a smentire molto presto 

  • Le aziende B2B non c’entrano nulla con i social - non esiste convinzione più sbagliata e poi vedremo il perché
  • Non c’è modo di fare acquisizione utilizzando strumenti come i social, al massimo si può fare brand awareness 
  • Sui social le persone non cercano nulla, si stanno esclusivamente divertendo e sono completamente inconsapevoli. Inoltre la pubblicità è poco targetizzata 
  • Mi vengono chieste cifre assurde per fare qualche post: torniamo sempre lì, il budget 

Andiamo con ordine. A mio parere le aziende dovrebbero smettere di considerare i social come B2B o B2C, ma iniziare a concepirli come strumenti assolutamente unici per raggiungere delle persone - come a volte si sente dire, human to human. Ogni azienda ha un suo lato da mostrare per farsi conoscere, che sia per assumere oppure per ricercare nuovi clienti, partnership o collaborazione, se vogliamo guardare il lato pratico. Il social è il canale più diretto che avete per dialogare con il vostro pubblico, trasmettere valore, trasparenza e percepire il reale impegno dell'azienda. Ogni azienda, incluse le aziende B2B, può raccontarsi sui social semplicemente per il fatto di essere composta da persone. 

Siamo tutti d'accordo nel dire che esistano Social adeguati o meno per un certo tipo di business questo tuttavia non vuol dire che aziende innovative non possono essere capaci di presentarsi anche sui canali più inusuali con strategie vincenti punto rimango dell'idea di partire dalle cose semplici: se non hai mai utilizzato i social sicuramente di partire con quelli più idonei al tuo campo come tutti sapranno LinkedIn è un ottimo canale per le aziende B2B dove la piattaforma di inserzioni è decisamente avanzata e permette di fare Lead Generation con contatti qualificati. 

Qual è il problema delle aziende che non riescono ad acquisire tramite social? il loro problema è che pensano che con delle Campagne Social si generano contatti di marketing qualificati e pronti all'acquisto punto chiaramente se fosse così semplice saremo tutti a Dubai 😀 scherzi a parte, Non si tratta tanto della tipologia di campagna dell'obiettivo della campagna o della piattaforma Social quanto della strategia che viene prima della scelta del canale e che spesso manca.  Si pensa al social media marketing come un particolare tipo di strategia ma in realtà sempre di marketing parliamo. Bisogna aver chiaro il nostro posizionamento e gli obiettivi di marketing che vogliamo raggiungere prima ancora di scegliere il mezzo. 

Di strumenti poi ce ne sono tanti per questo è giusto provarne diverse e fare dei test per costruire il funnel perfetto per la nostra tipologia di cliente. 

In generale, alcune best practice possono essere: 

  • Utilizzare sempre più strumenti (es. casi studio, newsletter, webinar, demo), considerando tutti i possibili touch point (es. dove posso mettere questo messaggio?)
  • Adottare una buona strategia di retargeting, per non perdersi gli utenti più interessati e invogliarli a proseguire nel nostro funnel, ma soprattutto per avere il contenuto giusto destinato alla persona giusta
  • Avere ben chiaro cosa far fare ai nostri lead una volta che sono acquisiti. Abbiamo una strategia per tenerli caldi? 

Quindi prima di giudicare una piattaforma come giusta o meno per fare Lead Generation pensiamo se è la nostra strategia a non avere bisogno di aggiustamenti.

Sui social le persone non cercano: vero in parte. Forse tu non cerchi sui social, ma ti assicuro che una delle tendenze della generazione Z il nostro futuro pubblico di acquirenti, ricerca eccome sui social tanto che piattaforme come TikTok hanno implementato dei motori di ricerca interni e un algoritmo che permette il funzionamento della piattaforma quasi come se fosse un Google in miniatura. Le persone trovano prodotti, servizi professionisti e informazioni su questo social. 

Vi faccio un semplice esempio io ho un'azienda e qualche settimana fa stavo cercando un tool per la gestione della reportistica per i clienti ho cercato in Google e mi sono venuti fuori articoli  con decine di nomi di App e screenshot del loro utilizzo. Ho voluto fare per scrupolo una ricerca su TikTok insieme a uno dei miei collaboratori, Gen Z naturalmente.  abbiamo trovato un tool che rispecchiava al cento per cento le nostre esigenze un mix fra funzionalità il prezzo abbordabile con la possibilità di personalizzare i report e di avere all'interno non solo le piattaforme Social ma anche Google.  non farò il nome del tool vi basti sapere che in poco meno di 5 minuti ho trovato il suo nome, i prezzi e diversi tutorial video sul suo utilizzo.

Mi vengono richieste cifre assurde per fare dei post quarta e ultima obiezione che abbiamo individuato.  Purtroppo questo in Italia è ancora un problema molto diffuso si pensa che un'agenzia che cura la presenza Social del cliente faccia due post punto da che cosa dipende tutto ciò la mancanza di un albo, la scarsa barriera di ingresso nel mondo social che permette a tutti persone qualificate o meno di fare questo lavoro la spesso totale assenza di una formazione in campo di marketing degli esperti di social media mentre sappiamo benissimo che il marketing è alla base di questo tipo di strumenti. Le aziende con una certa struttura risultati serietà e anni di esperienza alle spalle devono competere contro professionisti e altre agenzie che purtroppo non fanno altro che confermare l'ignoranza o i falsi miti che crede il cliente. A lungo andare sono convinta che in questo mercato rimarranno soltanto le aziende i professionisti che sanno innovare portare risultati reali e andare oltre la semplice pubblicazione dei post includendo i social media nel processo di comunicazione omnicanale dei propri clienti.

  1. Ma realmente, si può fare lead generation tramite social media? 

Assolutamente sì. Dobbiamo considerare il social media come un canale nella nostra strategia come accennavamo nella precedente risposta. Le piattaforme permettono di fare lead Generation come obiettivo specifico delle loro campagne, ma non è questo il punto. 

Dobbiamo considerare il problema del nostro cliente la nostra capacità di risolverlo e il suo viaggio, dalla totale inconsapevolezza alla percezione del problema fino alla scelta del fornitore che glielo risolverà. 

Quando iniziamo a inquadrare gli strumenti social come canali di traffico in questo viaggio per la promozione attiva o il retargeting dei nostri messaggi e allora che stiamo concependo come fare Lead Generation utilizzando i nostri social media. 

Sconsiglio di creare una campagna di Lead Generation non avendo chiaro l'obiettivo reale della comunicazione. È molto facile infatti creare una campagna di acquisizione contatti che vi porterà centinaia di numeri di spam soldi spesi con costi di conversione altissimi e zero sostanza nei contatti che vi arrivano molte persone quando le chiamerete non avranno nemmeno coscienza di aver compilato il form a cui farete riferimento. 

  1. Hai parlato di funnel, quindi, dato che i contatti non sono tutti interessati alla stessa maniera, a cosa si dovrebbe prestare attenzione quando si pensa alla lead generation tramite social media? 

Senza dubbio partendo dalla fase iniziale a quello che si sceglie come messaggio del proprio funnel punto mi è capitato spesso che esperti stessi di settore valutassero in maniera erronea il problema da cui partire facendo costruire un funnel su quello che effettivamente non era un pain point  del cliente.

Ho visto inoltre funnel costruiti per vendere fin da subito un servizio partendo dai social. Non possiamo pensare che un pubblico freddo come quello sui nostri,  in questa fase non stiamo considerando il retargeting sia interessato effettivamente a un prodotto che come nel mercato B2B ha una lunga fase decisionale prima della sua scelta.

Terza cosa a cui prestare attenzione: non tutti i nostri contatti ci conoscono alla stessa maniera se abbiamo una lista di contatti che ha già avuto una relazione con noi di qualsiasi tipo, come la frequentazione di un webinar o la ricezione di una brochure, non possiamo pensare allo stesso messaggio per qualcuno che neanche mai visto una nostra inserzione e quindi non conoscere nemmeno il nostro nome.  

Più il nostro pubblico è freddo più lungo dovrà essere il percorso di comunicazione e meno aggressivo nella fase iniziale il nostro approccio.

Sui social partiamo effettivamente con delle campagne di brand awareness e successivamente proponiamo delle risorse che si adattino alla parte alta del funnel, come blog post, webinar, whitepaper, checklist da scaricare… 

Evitiamo di proporre prodotti e servizi a prezzo scontato, coupon (stiamo sempre parlando del B2B)

Se invece consideriamo il retargeting possiamo pensare soprattutto se il cliente ha già fatto un'azione nei nostri confronti di andare a proporre un messaggio più forte punto.  Ad esempio se il nostro potenziale cliente si è iscritto alla nostra newsletter tramite i nostri canali Social possiamo pensare di invitarlo a vedere una demo o organizzare un webinar comparativo o una sessione Q&A 

  1. Pensi che piattaforme di nuova generazione abbiamo un futuro nel mercato B2B? Come possono sfruttare le aziende, soprattutto per fare lead generation? 

Sicuramente Le piattaforme di nuova generazione prima di essere utilizzate per la lead Generation dal B2B devono essere esplorate. 

Ci sono diverse aziende nel B2B che stanno iniziando a studiare piattaforme come TikTok per raggiungere pubblici molto giovani: una particolarità della generazione Z Infatti è quella di avere un alto tasso di giovani imprenditori, small business e partite IVA che in un futuro molto prossimo potrebbero avere necessità di servizi. (menzionare articolo su forbes del 2021)

Il consiglio che do a chi vuole esplorare TikTok è sicuramente di valutare in maniera molto ponderata la propria strategia differenziando la propria comunicazione scegliendo solo quei Trend che veramente possono far percepire il valore dell'azienda. Ci vuole davvero poco a perdere il proprio tono di voce e risultare inappropriati quando si parla online, è un errore che commettono anche i grandi brand. 

Come utilizzare queste piattaforme per la Lead Generation punto di domanda anche qua abbiamo diversi obiettivi pubblicitari se vogliamo parlare della mera operatività -  Tik Tok fra l'altro è un canale abbastanza costoso per fare pubblicità-  ma soprattutto dobbiamo imparare a parlare di strategia Tik Tok potrebbe ad esempio essere interessante per promuovere un webinar informativo su una specifica tematica.

  1. Quanto costa un servizio di social media marketing con lo scopo di creare delle campagne pubblicitarie per l’acquisizione? 

Quanto costa un servizio di social media marketing per i clienti è molto difficile capire questo concetto perché non esiste un albo del social media Manager, non è quindi una professione regolamentata con delle tariffe di partenza e dei range di prezzo che valgono per tutto e tutti. 

Posso dire quella che è la mia esperienza il social media manager a tutti gli effetti è un professionista diffidate da chi lo fa gratis o a un paio di centinaia di euro al mese perché lo farà sicuramente come hobby. Inoltre, in particolar modo nel B2B, abbiamo visto che il social non funziona per se stesso, ma ha “bisogno” di un approccio mutlicanale 

Studio di mercato / Analisi dei competitor 

Analisi SWOT 

Mission Vision 

Tono di voce

Messaggi 

Piano marketing 

Ottimizzazione dei canali (business suite, business manager)

Se qualcuno vi chiede 200 euro al mese per una gestione social significa che inizierà a pubblicare sul vostro canale senza alcun tipo di analisi alcun tipo di studio del vostro mercato ma soprattutto nessuna idea dei valori della vostra azienda. 

Quest'anno ho effettuato un processo di rebranding della mia azienda sono stata quindi io la prima investire sul formalizzare quelli che erano i miei ideali nero su bianco con anche un nuovo aspetto grafico e il tutto mi è costato all'incirca 12 mila €.  

Cosa ho ottenuto da questa attività di rebranding? un nuovo luogo un nuovo aspetto grafico uno studio dei colori uno studio di mercato un documento di missioni di Vision una costruzione di un piano marketing con le nuove linee guida.

Formalizzare un piano marketing tipo è fra circa 1500 e 4500 euro a seconda della consistenza che dovrebbe avere il piano marketing. 

Gestione Social operativa

  • Testi
  • Grafiche 
  • Campagne - esclusi i costi pubblicitari a carico del cliente 
  • Creazione di contenuti 
  • Reportistica

Può variare da circa 650 a mio parere a circa 1.750 euro.  

Parlo per esperienza mia e di agenzie con cui collaboro è spesso inclusa la pubblicazione di diversi post a settimana circa 3 contenuti in media di cui la maggioranza video e include spesso un'uscita da parte di un fotografo e di un videomaker per la creazione di formati social.  

Spero di aver dato una panoramica interessante di quello che potrebbe essere un servizio di questo tipo e che renda più cara l'importanza di questi strumenti del loro corretto uso e della capacità di approcciarsi a questo mondo con cognizione di causa ma soprattutto discernimento. 

Note

Per contattare Laura Piaz il modo migliore è scriverle su Linkedin.

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