Telegram Messenger

Telegram Messenger: tutto quello che devi sapere

Scritto da Giorgio Minguzzi il 3 luglio 2016

Telegram può essere utile al tuo business oppure è l’ennesimo clone di un sistema di messaggistica che già esiste?
Ti scrivono via SMS, via messenger, via WhatsApp e ora anche su Telegram e non sai come sopravvivere?
Vorresti andare oltre al gruppo Telegram a cui sei stato aggiunto e usarlo per business?

Se anche tu ti poni le stesse domande, questa puntata è fatta apposta per te. A scoprire le potenzialità di Telegram per il nostro business ci aiuterà Giada Centofanti.

Ti è piaciuta la puntata? Dillo su Twitter.

Per chi non conoscesse Giada Centofanti, Giada è una giornalista da oltre 10 anni nel settore comunicazione.
Ha lavorato principalmente con enti che operano nel campo delle arti performative. Mossa dalla convinzione che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, negli ultimi anni ha focalizzato l’interesse sulla comunicazione e sul marketing digitale, specializzandosi nelle strategie social media e nel content marketing.
Telegram: intervista a Giada Centofanti

Che cos’è telegram e quando nasce?

Fra un mese e mezzo Telegram festeggerà i 3 anni. L’hanno lanciato i fratelli Pavel e Nikolaj Durov a metà agosto 2013.
I fratelli Durov non sono proprio due sconosciuti, perché sono i fondatori di Vkontakte che è il maggiore canale social in Russia, conosciuto anche come il “Facebook russo“.

Telegram è un’app di messaggistica istantanea con molti assi nella manica, anche se per ora ha meno utenti di altre applicazioni più conosciute.

Telegram è passato dai 100 mila utenti attivi al mese del 2013 ai 35 milioni nel 2014, complici probabilmente il down di 5 ore di Whatsapp a febbraio 2014 e l’annuncio, poco prima, dell’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook.
A febbraio di quest’anno i fratelli Durov hanno annunciato che Telegram ha raggiunto i 100 milioni di utenti attivi al mese, con ben 15 milioni di messaggi scambiati al giorno.

Siamo ancora lontani dai numeri di Whatsapp che ci dice di avere 1 miliardo di utenti, ma sicuramente il trend di Telegram è in crescita.

C’era proprio bisogno di Telegram? Non c’è già Whatsapp? Quali sono le principali differenze?

Messaggi su TelegramPavel Durov ha dichiarato di aver contribuito al lancio di Telegram perché voleva un mezzo di comunicazione che non fosse accessibile alle agenzie di sicurezza russe. Quindi è chiaro che la caratteristica principale su cui hanno puntato è la crittografia.
Secondo me quello che fa la differenza per un uso business è il fatto che Telegram è basato sul cloud ed è multipiattaforma. Oltre alle app per dispositivi mobili – anche Windows phone – ci sono le versioni desktop per windows, MAC e Linux e si può accedere anche da browser.

Avere il cloud alle spalle, gratuito fra l’altro, vuol dire che possiamo inviare e ricevere file di tutti i tipi con dimensioni fino a 1,5 Gb.

Una funzione da sfruttare, anche a livello marketing, sono i canali, uno strumento particolare che riporta il focus su un tipo di comunicazione unidirezionale, tipica delle trasmissioni broadcasting.

Le chat di gruppo hanno alcune funzioni particolari:

  • si può rispondere a messaggi specifici, che è un po’ come quotare – che in italiano sarebbe citare – qualcuno in un forum per fargli sapere che stiamo rispondendo specificamente a quel messaggio
  • poi si possono menzionare gli altri utenti, come su Twitter
  • e ci sono gli hashtag che sono cliccabili e ricercabili.
  • poi ci sono gli stickers e i bot che, come i canali, Whatsapp non ha…

Ma penso che ne parleremo fra un po’…
A proposito di crittografia, Telegram ne supporta due tipi

  • la crittografia server-client per le chat normali
  • e la crittografia end-to-end per le chat segrete.

Queste chat non vengono salvate nel cloud ma esistono solo sui dispositivi degli utenti e volendo supportano l’autodistruzione dei messaggi.

Ad aprile di quest’anno anche Whatsapp ha introdotto la crittografia end-to-end, ma senza distinguere tra chat normali e segrete, l’ha messa di default per tutte le chat.

Telegram è sicuro?

Quanto è sicuro Telegram?La doverosa premessa è che io di crittografia non ci capisco un tubo. Però vi posso raccontare l’idea che mi sono fatta.
La crittografia server-client di Telegram è basata su un protocollo sviluppato autonomamente. È questo che ha fatto storcere il naso agli esperti di sicurezza.
Per quello che ho potuto capire, secondo gli esperti ci si dovrebbe sempre affidare a protocolli testati e riconosciuti.

C’è da dire però che nessuno ha vinto il contest promosso da Telegram nel 2014 in cui venivano messi in palio 200 mila dollari per chi fosse riuscito ad hackerare questo protocollo proprietario.

Nel caso della crittografia end-to-end delle chat segrete, alcuni hanno sollevato dei dubbi sul tipo di chiave di crittazione utilizzata che è di fatto una specie di QR code invece di una stringa alfanumerica come solitamente si usa.

Anche per la end-to-end, Telegram ha fatto un contest, stavolta di 300 mila dollari, e anche in questo caso non c’è stato nessun vincitore.

Di recente Pavel Durov ha consigliato agli attivisti che si trovano in paesi con regimi repressivi di attivare per Telegram, e per tutte le altre applicazioni che usano, l’autenticazione a due fattori.

Certo è che io non sono un’attivista e nemmeno Assange o Snowden e in generale mi preoccupo in maniera relativa della privacy, visto che ho messo in mano i miei dati a Google, Facebook, Twitter e altre decine di servizi.

Quindi, come per un sacco di altre cose, il fatto che Telegram si possa considerare o meno sicuro dipende dalla situazione in cui siamo e lo scopo per cui lo vogliamo usare.

Telegram viene usato per fare assistenza clienti. Ci spieghi come e perché le aziende dovrebbero mettere delle energie anche in questo nuovo canale di comunicazione?

Qiali possibilità per i gruppi telegram?Anche Facebook da qualche tempo si sta muovendo in questa direzione, aggiungendo funzioni specifiche alle pagine e a Messenger. E d’altra parte esistono diverse soluzioni già ampiamente in uso che permettono di fornire assistenza al cliente tramite live chat.

Penso che il succo del discorso sia assistere il cliente tramite il canale a lui più congeniale, magari anche in mobilità. Siamo noi che dobbiamo andare dal cliente, non dobbiamo farci cercare.

Perché l’assistenza clienti è fondamentale in un’ottica di fidelizzazione del cliente, fa parte della famosa fase del delight dell’inbound marketing.
Un cliente non si abbandona al momento dell’acquisto ma si segue nel post vendita e oltre per deliziarlo, appunto.
Perché un cliente felice è non solo un cliente fedele ma anche la migliore pubblicità che possiamo sperare di avere. Soprattutto in un momento in cui in tantissimi si affidano alle recensioni online.

È chiaro che, come per qualunque altro canale, va valutato se il proprio target di riferimento è lì oppure no, ma almeno questa prima ricerca va fatta. Le aziende non sono obbligate a essere ovunque, ma devono sapere dove è necessario che siano.

Certo, il mio auspicio è che le aziende non usino le possibilità di automazione offerte da Telegram per creare una replica delle risposte automatiche che già possiamo trovare sui loro siti o ascoltare ai loro numeri di assistenza clienti… sarebbe molto triste!

Se posso aggiungerei anche un’altra cosa sui possibili usi di Telegram nelle aziende.
Penso che sarebbe uno strumento utilssimo per la comunicazione interna. Io sono una grande fan della comunicazione interna, forse perché ho visto più casi in cui non c’era o non funzionava e l’ho sognata tanto!

Dopo il cliente felice come migliore pubblicità, c’è il dipendente felice! Che non è solo più produttivo, ma diventa anche un grande sostenitore dell’azienda per cui lavora… la famosa employee advocacy.

Vi do un coniglio di lettura: Delivering happiness, del fondatore e amministratore delegato di Zappos, uno che ha costruito tutta la sua cultura d’impresa sulla felicità del cliente e la comunicazione interna.

Come posso usare Telegram per fare marketing?

Anche nell’uso dei canali Telegram vale il principio base del marketing fatto bene e cioè l’utilità.
E essere utili a qualcuno non significa riproporgli un contenuto che può già trovare altrove.
È fondamentale creare dei contenuti ad hoc per il canale Telegram.
Per esempio potremmo lanciare offerte dedicate agli utenti del canale, che so, uno sconto nel nostro negozio o un aperitivo gratis.
Magari potremmo vivacizzare la cosa organizzando una sorta di caccia al tesoro nel nostro negozio, dove il tesoro è un buono sconto, fornendo gli indizi solo nel canale telegram.
Potremmo promuovere il gioco sul sito e sugli altri canali social e così arriveremmo ad avere più iscritti al canale telegram e nuovi utenti che visitano il nostro negozio.

Abbiamo parlato di customer care via chat, ma volendo anche i gruppi possono essere usati in questo senso. Per esempio nel settore B2B.
Mettiamo che la mia azienda fornisca un software ad altre aziende, beh, potrebbe fare assistenza a team di lavoro utilizzando un gruppo privato di Telegram.
Come dicevamo prima, anche l’assistenza è marketing.

Per i gruppi ci possono essere vari utilizzi. Per esempio anche i canali televisivi potrebbero sfruttarli.
La Rai ha già fatto esperimenti di social tv, facendo chattare i protagonisti delle fiction con il pubblico.
Potrebbe farlo direttamente su telegram, evitando allo spettatore di andare sul sito Rai.

Con i bot si possono aprire mille scenari.
Una sperimentazione interessante l’hanno fatta un paio di case di produzione americane.
Negli Stati Uniti c’è un’altra app di messaggistica istantanea che va forte, si chiama Kik, esiste da qualche anno prima di telegram e ha da subito implementato i bot.
Kik ha un’utenza molto giovane che ama chattare con i bot e così due case cinematografiche hanno colto la palla al balzo e hanno creato dei bot con la personalità dei protagonisti dei loro film e li hanno rilasciati nello store dei bot molto prima dell’uscita dei film nelle sale, pronti a chattare con gli utenti, creando una grande attesa.

Mi ricorda un po’ la campagna di marketing fatta per The Blair Witch Project, ma con molte più potenzialità.

Telegram per business

Non è che tutte queste notifiche fanno sì che veniamo percepiti come una scocciatura?

Se partiamo dal presupposto che i contenuti che creiamo per i nostri canali telegram siano esclusivi, utili e di qualità, non correremo il rischio di diventare fastidiosi.
Semplicemente perché quando parliamo di qualità escludiamo dall’equazione la quantità.
Secondo me si tratta di pubblicare al massimo uno o due contenuti al giorno, specifici e curati nel dettaglio.
Peso che con i canali telegram ci possiamo permetter il lusso di tornare ad agire con calma, non dobbiamo stare sul pezzo a tutti i costi, pubblicare l’ultima novità sentita o scrivere tutto quello che ci passa per la testa solo per riempire il vuoto.
Dobbiamo del rispetto ai nostri utenti e a noi stessi.

Discorso diverso lo farei per i bot, le chat e i gruppi, perché sono un mezzo a cui l’utente stesso in genere richiede la notifica.
Penso ai bot di news per esempio o a quelli che danno avvisi sul traffico.
E naturalmente penso anche alle chat di assistenza clienti.

Come si governano i gruppi numerosi? C’è possibilità moderarli?

Telegram ci fa creare due tipi di chat multiutente:

  • i gruppi che sono fino a 200 persone
  • e i supergruppi che possono avere fino a 5mila membri

In caso di necessità, perché magari si sta espandendo, possiamo convertire un gruppo in supergruppo Telegram.

Più di 200 persone da gestire sono tante, per questo Telegram a marzo ha aggiunto funzionalità particolari per i supergruppi.

Nei supergruppi solo gli amministratori possono aggiungere nuovi utenti, cambiare la foto e il nome del gruppo.
gli amministratori hanno anche la possibilità di cancellare uno o tutti i messaggi di un utente, di bloccare un utente e di segnalare contenuti come spam.

Sempre a partire dall’aggiornamento di marzo, gli amministratori dei supergruppi possono fissare in alto un messaggio, che magari può contenere le regole di comportamento.

Anche alcuni bot vengono in aiuto agli amministratori dei gruppi, per esempio GroupHelp, scritto da uno sviluppatore italiano.

GroupHelp va aggiunto come amministratore del gruppo e aiuta a espellere o cacciare definitivamente un utente
ha anche un filtro anti flood che permette di espellere o bandire gli utenti che mandano molti messaggi in un arco di tempo troppo limitato.

In più grouphelp permette di nominare dei moderatori che possono aiutare gli amministratori nella gestione del gruppo ma magari il discorso bot lo approfondiamo fra un po’…

Come si personalizzano gli stickers? Potrebbero essere utili per caratterizzare la nostra comunicazione aziendale o per fare brand awarness?

Sticker per TelegramQuello che mi piace di telegram è che, come ogni strumento nuovo e utilizzato solo da poco, stimola la creatività
non ci sono ricette già scritte, bisogna far girare le rotelline e sperimentare.

E come possiamo sperimentare con gli stickers?
Beh, intanto direi che possono essere una forma interessante di user generated content, le aziende per esempio potrebbero organizzare dei contest che prevedono la creazione di sticker.
Coinvolgere i propri utenti in questo modo vuol dire rafforzare la relazione con loro, gratificarli, ma anche stimolare meccanismi di advocacy.

Passando invece alla brand awareness, possiamo immaginare che un’azienda crei degli sticker così divertenti o coinvolgenti da incoraggiarne la condivisione.
Si potrebbero lanciare anche degli hashtag specifici…

Penso che anche le Onlus e le ONG potrebbero usare gli sticker, magari legandoli a campagne di sensibilizzazione,
direi che le opzioni sono tante!

Cosa sono i bot per telegram?

Un bot è un’applicazione in grado di rispondere automaticamente a dei comandi usando telegram possiamo interagire con i bot avviando delle conversazioni con loro e possiamo usare le loro funzionalità anche nei gruppi

Per poter chiacchierare con i bot dobbiamo conoscere i comandi, che in generale ci vengono spiegati dal bot alla prima interazione.

Fra l’altro gli sviluppatori possono rendere i comandi visuali, usando la tastiera inline per esempio, rendendo le cose molto più semplici per gli utenti.

Diverse testate giornalistiche stanno sperimentando con i bot:

  • a livello internazionale sono interessanti i bot di Forbes e TechCrunch, che sono molto simili
  • e in italia i bot del corriere della sera e de la repubblica, che sono praticamente identici, anche se mi pare che quello del corriere funzioni meglio

Poi c’è un bot di pubblica utilità che secondo me ha delle potenzialità, è un bot sviluppato dalla NetWinTec per l’ospedale di siena che oltre a offrire la possibilità di calcolare il percorso per arrivare all’ospedale, è in grado di dire all’utente quante persone ci sono in coda al pronto soccorso e che codice hanno, sicuramente offre degli spunti alla pubblica amministrazione.

Sticker per Telegram Messenger

Ci segnali qualche bot utile?

Per un uso professionale direi:

Pomodoro timer
ti fa settare degli intervalli di tempo per lavorare, da 5 15 o 25 minuti, oppure 4 sessioni da 25 minuti, e ti notifica quando è ora di fare pausa o di ricominciare a lavorare
è quello che uso di più
https://telegram.me/pomodoro_timer_bot

RSVP bot
che serve a stilare una lista dei partecipanti a un evento, e chiaramente si usa nei gruppi
https://telegram.me/aRSVP_bot

Botan
utile agli sviluppatori perché fornisce statistiche piuttosto dettagliate sull’uso del proprio bot
http://botan.io/

Sempre a proposito di statistiche c’è anche ChannelStats bot
che serve a tenere d’occhio il numero di membri di un canale e la sua variazione nel tempo
http://telegram.me/channelsstatbot

Puoi segnalarci qualche caso di successo che ha visto protagonista l’impiego di Telegram Messenger?

Non abbiamo ancora in mano metriche significative, quindi possiamo valutare il successo di un canale solo attraverso quelle che per altri canali chiameremmo vanity metrics e cioè

  • gli iscritti al canale
  • le visualizzazioni dei messaggi.

Direi che il numero di iscritti può essere considerato più significativo dei like a una pagina facebook.
Su facebook metti un like e poi nella maggior parte dei casi ti dimentichi della pagina
Un canale telegram invece, anche se disattivi le notifiche, ce l’hai spesso sott’occhio. Anche perché i canali vengono rimessi in alto nella lista delle conversazioni ogni volta che pubblicano un nuovo contenuto.

Le visualizzazioni invece sono un dato un po’ più astratto, non mi danno la misura del coinvolgimento, a meno che qualcuno non mi dia un feedback altrove.

Ci sarebbe poi da capire quanto cliccano sui link, ma questo lo sanno solo i gestori dei canali, per questo non so esattamente in che misura si possa parlare di casi di successo.

Ad ogni modo vi racconto un po’ di dati:
Il canale ufficiale di telegram ha 68mila membri e arriva anche a 100mila visualizzazioni dei contenuti. Questo perché nelle visualizzazioni vengono conteggiate anche quelle derivate dall’inoltro del messaggio

Poi c’è il caso delle offerte, un canale spagnolo che pubblica esclusivamente offerte ha ben 30mila membri con una media di 20mila visualizzazioni.
e in italia ci sono almeno 2 canali decisamente nutriti, dedicati alle offerte:
La pagina degli sconti, che ha 13mila membri
e tariffando che ha più di 7mila membri

Fra l’altro è chiaro che i gestori di questi canali li stiano monetizzando con l’affiliazione.

Il canale de La Stampa è un bell’esempio di uso interessante del mezzo Telegram.
Usa un registro assolutamente colloquiale per dare le notizie, come se stesse conversando con gli utenti
e non si limita ai link e ai sommari ma usa anche emojis e le gif.
Al momento ha 2mila membri e una media di mille duemila visualizzazioni.

Poi ci sono tantissimi canali, anche in inglese, che parlano di telegram stesso.
Uno che in Italia sta andando parecchio è ProgressTelegram, con quasi 3mila membri, che, oltre a pubblicare notizie su telegram, segnala anche canali, bot, gruppi e stickers interessanti.
In più si è inventato un modo per monetizzare, infatti fa anche servizio di sponsorizzazione.

Una menzione d’onore secondo me va al canale RomaTrasportiNews che sta facendo un gran servizio per gli utenti dei mezzi pubblici e delle strade romane, direi che la pubblica amministrazione potrebbe prendere spunto!

A proposito di enti pubblici e servizi di utilità, sono sbarcati su telegram

  • il ministero dell’economia
  • il ministero degli esteri
  • il ministero dell’istruzione
  • un bel po’ di comuni
  • e alcune sezioni territoriali della protezione civile

Diversi comunicatori e marketer sono su Telegram per sperimentare con i loro canali, ma fra tutti vorrei citare Giuliano Ambrosio, cioè Julius Design. Che si è inventato una cosa molto interessante, cioè un podcast esclusivo per telegram, di pochi minuti e soprattutto di pochissimi megabyte, sulle ultime news sui Social Media.
Mi sembra un contenuto veramente giusto per il mezzo su cui lo si propone.

Bene!
In tutto questo mare eterogeneo di canali a me colpisce una cosa l’assenza dei brand.
Ti giuro che li ho cercati in lungo e in largo e non li ho trovati, non so, forse c’è da pensare che non vedano ancora il motivo per fare un investimento su questo mezzo.

Però qualcuno dei buoni motivi di investimento li sta vedendo, infatti in questo momento ci sono almeno due tool che hanno inserito telegram nella propria piattaforma di gestione social, per permettere la programmazione dei contenuti:

  • uno dei due tool è un connazionale di Telegram, si chiama Kuku ed è Russo,
  • l’altro invece lo conoscete sicuramente perché è PostPickr,

uno strumento tutto italiano che non ha niente da invidiare ai suoi competitor internazionali.

E d’altra parte già dall’anno scorso si diceva che l’uso delle app di messaggistica istantanea ha superato quello dei social media.

Che dici, dopo gli utenti e questi imprenditori, anche i brand fra un po’ vedranno le potenzialità di telegram?

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Note della puntata

Se vuoi seguire Giada Centofanti puoi iniziare dal suo account Twitter.

Il libro di Tony Hsieh che ci ha consigliato si intitola Delivering Happiness

I bot suggeriti da Giada durante la puntata sono:

I canali interessanti da seguire invece sono:

I tool che hanno già integrato Telegram:

Commenti

3 commenti a “Telegram Messenger: tutto quello che devi sapere”

  1. @ProgressTelegram ha detto:

    Abbiamo postato l’intervista (ieri) anche sul canale @ProgressTelegram

  2. @ProgressTelegram ha detto:

    Chiariamo che il servizio offerto da ProgressTelegram è totalmente gratuito!
    Il termine “monetizzare” utilizzato lascia intendere il contrario.

  3. Fabio ha detto:

    Amo Telegram! Vi segnalo il nostro canale sul basket: https://telegram.me/basketblog

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