Opt in page e double opt in page

Opt-in page: 11 posizioni per inserire l’opt-in form

Scritto da Giorgio Minguzzi il 16 dicembre 2015

A cosa serve una opt in page?

La lista di contatti e la capacità di interagire con essi sono le cose più importanti che possiede ogni azienda sulla faccia della Terra. Con una lista di contatti a cui poter scrivere e con la quale poter interagire si può resistere ad ogni tipo crisi.
Il form di opt-in è forse lo strumento principale attraverso il quale costruite quel piccolo tesoro.

Obiettivo: far crescere la lista

Ottimizzare l'opt-in pageProbabilmente se pensate di partire oggi a costruire la vostra lista troverete mille scuse per desistere. Certo, il miglior momento per iniziare a costruire la propria mailing list probabilmente era 15 anni fa.
Ma il secondo miglior momento per iniziare è oggi!
Così il modulo di opt-in diventa da subito il vostro migliore amico ed ottimizzarlo un’attività ricorrente che vi porterà a raccogliere subscriber più velocemente.

I campi del modulo opt-in

Per chi vende all’estero, spesso può bastare anche un campo solo: quello dell’email. Ma l’italiano è una lingua con molte più sfumature dell’inglese, per questo motivo molti in Italia vi chiedono anche di compilare i campi del nome e del cognome. Oltre alla spunta dell’autorizzazione al trattamento dati.

Vediamo ora 11 posizioni in cui inserire il nostro modulo di opt-in per massimizzare le conversioni.

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1. About page

Se date uno sguardo agli analytics, una delle pagine più visitate di ogni sito web è la pagina “chi siamo”, la pagina “about”. È possibile sfruttare questa pagina per avere moltissime iscrizioni al nostro modulo di opt-in. Pat Flynn afferma che la sua about page converte il 400% in più delle altre pagine. Sicuramente è una pagina strategica che possiamo sfruttare molto bene pensando, un po’ più nel dettaglio, a dove disporre i form di opt-in. Possiamo infatti mettere il modulo in 3 differenti posizioni:

  • In fondo alla pagina
    Dopo che i lettori hanno letto tutto, è normale inserire una “call to action” per chiedere loro di fare qualche cosa. Compilare il vostro modulo di opt-in alla newsletter oppure scaricare il vostro ultimo freebies sono due esempi classici di quello che si può chiedere a chi ha letto la nostra storia.
  • A metà della pagina
    Non è bello interrompere il flusso di lettura, ma alla fine avete scritto per avere un ritorno. Se l’utente è veramente interessato a noi, avrà piacere di leggere quello che gli segnaliamo per poi riprendere a leggere.
  • Sulla colonna
    È una posizione classica per un modulo di opt-in. Un luogo ben visibile sul quale sbatteranno spesso gli occhi dei vostri visitatori.

Esempi di about page: MERITA.BIZ, AmyPorterfield.com, SmartPassiveIncome.com, StartWithWhy.com.

2. Hero Featured Spot

Quello che si chiama “Hero Featured Spot” non è altro che la parte principale della home page di un sito in cui la persona coinvolta si presenta nella sua versione più epica, più “eroica”. Di seguito alcuni esempi che renderanno sicuramente più immediato capire e replicare sui nostri siti in quanto quella dell’Hero Featured Spot è veramente una posizione visibile.
Esempi: MichaelHayatt.com, Backlinko.com, MelissaCassera.com.

3. Alla fine dei post

Dopo che il lettore è arrivato fino in fondo al vostro scritto, ha sicuramente dimostrato di essere stato, quanto meno, interessato a ciò che gli avete proposto. A questo punto mi sembra giusto che abbiate il diritto di chiedere se vuole sottoscrivere l’abbonamento alla vostra newsletter. Questa chance ve la siete meritata in un certo senso, meritata.
Esempi: LeadPages, Alessandra Farabegoli,

4. A metà dei post

Non tutti i vostri lettori arrivano fino in fondo al vostro post. I motivi possono essere i più svariati, resta il fatto che se a metà del post inserite una call to action avrete la possibilità di “prenderli” prima che vadano via.
Esempi: MERITA.BIZ, Backlinko

5. Barra laterale

Avere l’opt-in form sulla barra laterale lo renderà sempre visibile. Magari sarà un po’ ripetitivo, ma sicuramente dopo una, due, tre visite, a forza di vederlo l’utente si porrà il problema di riempire i campi o meno.
Esempi: MERITA.BIZ, Backlinko

6. Landing page dedicata

Quando ottimizziamo il sito affinché le visite ci arrivino dai motori di ricerca, è fondamentale dare subito alle persone ciò che vogliono. Le landing pages sono pagine fatte appositamente per dare la risposta alla domanda che l’utente aveva cercato sui motori di ricerca. Ogni sito può avere le landing pages che più preferisce, ma un aiuto può arrivare da OptimizedPress e LeadPages. Sono due servizi semplici e relativamente economici per creare delle landing pages attraverso l’impiego di template da completare.
Esempi: MERITA.BIZ/PERISCOPE, Serverlab

7. Exit Pop Up

L’exit pop up è una pratica su cui esistono giudizi contrastanti. Consiste nel far apparire brutalmente un pop-up contenente il form di opt-in, proprio mentre ci si accorge che l’utente sta andando via dal sito. Ora, seppur un po’ sgarbata come pratica, c’è chi giustamente vuole sfruttare l’ultima chance per trattenere l’utente sul suo sito prima che l’utente stesso lo abbandoni. L’utente non apprezza quasi mai che gli si spari in faccia un pop-up, ma siccome molti siti di riferimento nell’ambito del digital marketing, utilizzano questa tecnica, sono pronto a scommettere che sia parecchio efficace.
Esempi: Social Media Examiner

8. Guest post

Questa è una opportunità che non tutti si possono permettere, perché il rapporto con chi ti ospita sul suo blog deve essere molto forte. Si tratta di inserire un proprio post su di un blog di qualcun altro e di traghettare i visitatori a sottoscrivere direttamente il nostro otp-in form. Chi riesce non solo dimostra di avere ottimi rapporti con i gestori del sito ospitante, ma dà prova di poter scrivere contenuti considerati di qualità molto alta.
Esempi: Grant Baldwin sul blog SmartPassiveIncome.com

9. Footer

Il footer è una di quelle opportunità spesso tralasciate. A volte la parte più bassa del sito viene usata per metterci di tutto e di più senza però mai menzionare una chiara call to action che possa portare dei vantaggi misurabili al sito.
Esempi: Miriam Bertoli, Backlinko

10. Sopra la testata del sito

Una posizione che può essere valutata è quella nella parte più alta del sito. Inserire una barra sottile, che si stacchi bene dal colore di fondo e che magari si apra a tendina può essere una modalità sufficientemente accattivante, capace di attrarre l’attenzione dell’utente che naviga il vostro sito.
Esempi: SmartPassiveIncome.com

11. Splash screen

C’è chi come John Lee Dumas di EOFIRE.com preferisce invitare immediatamente gli utenti ad iscriversi alla sua newsletter. Lo fa coprendo il sito di uno splash screen in cui si possono fare solo 2 azioni per proseguire: o ci si iscrive o si salta volontariamente e si raggiunge il sito in un click. Sicuramente di impatto. Lui ha decine di migliaia di follower, probabilmente in questi casi ha un senso. Ad ogni modo è un sistema che mi piacerebbe provare.
Esempi: EOFIRE.com

Opt-in page: 11 posizioni per inserire l’opt-in form from Giorgio Minguzzi

Commenti

2 commenti a “Opt-in page: 11 posizioni per inserire l’opt-in form”

  1. Maria ha detto:

    Nonostante la mia incompetenza in materia trovo questo post ben spiegato avrei bisogno di un opinione sul mio sito e capire che strategia adottare grazie

  2. Maria ha detto:

    Articolo chiaro e ben spiegato , facile da seguire anche da persone non competenti.

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