Winner never quit

Una storia interessante per non perdere mai il focus

Scritto da Giorgio Minguzzi il 1 marzo 2016

Oggi ho ascoltato Darren Rowse raccontare una storia che mi ha molto colpito. Darren l’ha citata durante uno degli ultimi episodi del suo podcast ProBlogger. È la storia dei fratelli Cavanagh, ve la voglio raccontare.

Impegno e dedizione di un cercatore d'oroNel 1851, i fratelli Cavanagh, cercatori d’oro e di fortuna, si presentarono presso l’ansa di un torrente vicino a Ballarat in Australia. Qualche settimana prima, quel punto esatto era stato soprannominato “Golden Point” da un gruppo di altri cercatori d’oro attivi nell’area.

Per giorni, i due fratelli Cavanagh scavarono nella zona in cui avevano ottenuto la concessione, come del resto fecero tutti gli altri 600 cercatori presenti a “Golden Point”. C’è da dire che dell’oro era effettivamente stato trovato in quell’ansa del fiume. Infatti diversi cercatori lì avevano guadagnato qualcosa, anche se non cifre da capogiro, scavando in quell’ansa del fiume una qualche somma di denaro l’avevano racimolata.

La maggior parte dell’oro era stata trovata nel fondo sabbioso ad una profondità di circa 1 metro (3,2 piedi). Ma arrivati a quella profondità, tutti i minatori si erano scontrati con un duro strato di argilla, che non aveva permesso loro di fare altri guadagni.

Alla fine, la zona era piena di zone di ricerca abbandonate. Una vasta area disseminata di buche vuote profonde circa un metro.

Cercatori D'oro australianiI cercatori delle zone attigue a quelle dei fratelli Cavanagh erano rimasti in pochi. Iniziarono a parlare di voci provenienti da chi nel frattempo si era spostato risalendo il fiume. Voci che prospettavano zone molto più redditizie a monte.

Nel giro di 24 ore la maggior parte degli uomini avevano abbandonato l’ansa del fiume per risalire il corso d’acqua. Ma i due fratelli Cavanagh avevano un presentimento. Volevano vedere cosa sarebbe successo se avessero continuato a scavare. Così iniziarono a scalfire il duro strato di argilla che aveva fatto desistere tutti gli altri.

Selezionata una zona abbandonata da un altro cercatore d’oro che sembrava loro più promettente di quella in cui avevano iniziato, si misero a scavare.

Il lavoro era duro e assai poco gratificante. Scavavano, scavavano, senza mai trovare nulla: solo argilla. Colpo dopo colpo scheggiavano via argilla solo per trovarne dell’altra. Centimetro dopo centimetro, solo altra durissima argilla.

Scavarono per un intero giorno.

Perseverare: non mollare maiL’indomani mattina ricominciarono a scavare. Quei pochissimi rimasti nei dintorni, smisero di scavare, impacchettarono le attrezzature e lasciarono l’ansa del fiume. Immaginate la scena: gli ultimi se ne vanno scuotendo la testa e deridendo i due fratelli sudati e sporchi di argilla, rimasti ormai soli.

Ma i fratelli Cavanagh continuando a far fede al loro proposito e non smisero di scavare.

Mentre si avvicinava il tramonto, dopo ore di lavoro spacca-schiena, finalmente raschiarono via l’ultimo strato di argilla ad una profondità di 2 metri.

Sotto l’argilla trovarono ciò che secoli fa doveva essere il letto del torrente, in esso affioravano sacche d’oro trasportate lì dalle montagne grazie alla forza dell’acqua per centinaia di anni.

I fratelli lavorarono senza sosta tutta la notte, almeno fino a quando la luce delle loro lampade lo permise. Immaginate le loro sensazioni, i loro stati d’animo; avranno dormito quella notte?

Il giorno seguente, si alzarono di buon ora per valutare il lavoro. La luce del giorno mostrò tutta la meraviglia della loro scoperta: c’era oro sotto l’argilla, c’era tantissimo oro!

In un solo giorno ne trovarono 27 chilogrammi (60 libbre). In quel solo giorno quindi guadagnarono così tanto da mettere a posto le loro vite per sempre.

Appena un mese dopo, erano 10.000 i minatori presenti a “Golden Point”. La città di Ballarat divenne nota come l’area più ricca d’oro di tutta l’Australia.

Scommettete che chi è ritornato a scavare in quel luogo, non si è più fermato alla profondità alla quale aveva mollato solo pochi giorni prima?

Non mollare mai

Cosa può insegnare oggi questa storia?

L'altrui disapprovazione non deve farti perdere il focusQuesta storia parla di determinazione, di fiducia, di condivisione, di dedizione, di supporto.
Questa storia parla di due uomini che non hanno mollato, che deciso il da farsi, hanno ignorato le voci di corridoio, i malumori dei colleghi. Due uomini che hanno continuato a fare ciò che si erano prefissati di fare. La disapprovazione degli altri cercatori d’oro non ha fatto loro perdere il focus.

Questa storia parla di persone rimaste concentrate sul loro progetto, senza che questo fosse rimesso in discussione dalle voci che prospettavano grande fortune altrove. Quelle voci accompagnano ogni progetto. Qualcuno arriverà sempre a dire che quello che state facendo viene fatto meglio altrove. Qualunque sia il lavoro che state portando avanti.

Quando gestite un CRM vi diranno: “pare che in quell’azienda paghino i commerciali per ogni contatto inserito”, “nell’azienda dove lavora mio cugino il CRM è velocissimo…”.
Quando pianificherete un’attività marketing, accadrà lo stesso. Vi diranno sempre che c’è un concorrente che sta facendo meglio di voi, solo qualche chilometro più a monte…

La storia dei fratelli ci racconta di una ostinazione operosa. I due fratelli si son spaccati la schiena a scavare. Non sono rimasti a guardarsi dopo aver parlato con chi andava via. Non hanno litigato, non si sono divisi, hanno continuato a fare quello che dovevano, anche se le persone sicuramente li avranno derisi.

Ma la lezione più importante che ci insegna questa storia è che a volte il successo arriva scavando lo strato più duro. Dove si fa più fatica. Con se stessi, con i collaboratori, con i clienti…

E nella tua attività, qual è lo strato di dura argilla che stai scavando oggi?

Il rovescio della medaglia

Il bello di questa storia è che è una storia. Cosa sarebbe successo se i due fratelli non avessero trovato l’oro?
Da quanto tempo siamo intestarditi su qualche cosa che non dà frutti? Se ci siamo incaponiti dopo quanto è giusto mollare o comunque cambiare qualche cosa?
Non mollare mai!

Commenti

1 commento a “Una storia interessante per non perdere mai il focus”

  1. Luca Sartoni scrive:

    A volte però bisogna saper mollare. Magari tra quei 400 che se sono andati la sera prima, uno ha deciso di cambiare mestiere e ha trovato fortuna senza dover spalare fango.

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