Coworking

CoWorking: un nuovo modo di lavorare

Scritto da Giorgio Minguzzi il 17 gennaio 2016

Non sai cosa sia un coworking?

Ti domandi cosa spinga tanti professionisti in un coworking, spalla a spalla con potenziali concorrenti?

Allora questa puntata del podcast è fatta apposta per te. Infatti nella puntata di oggi parleremo proprio di coworking con Elena Capellini, co-founder di Dinamo, uno spazio di coworking che si trova a Cesena, vero punto di riferimento per i professionisti della Romagna.

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Per chi non dovesse conoscere Elena, Elena Capellini oltre ad aver fondato Dinamo Coworking, è una email consultant e il suo lavoro consiste nell’aiutare le aziende a sfruttare a fondo l’email marketing per aumentare i propri profitti.
Elena Capellini - Dinamo Coworking

Che cos’è il CoWorking?

Dunque il coworking in breve è un nuovo modo di concepire non solo gli spazi di lavoro, ma anche, in un certo senso, le dinamiche stesse del lavoro e dei rapporti lavorativi. É evidente come il mondo del lavoro stia cambiando sempre più velocemente, e come ogni cambiamento questo si porta dietro sicuramente tanti problemi, ma credo che molti di questi cambiamenti possano essere visti anche come un’opportunità per cambiare in meglio.
Per un motivo o per un altro sono sempre di più le persone che decidono di lavorare in modo indipendente, come freelance o consulenti, oppure avviando propri progetti imprenditoriali.
Sempre più persone danno maggior valore alla possibilità di concentrarsi su quello che si sa fare meglio e ci appaga maggiormente, avere totale libertà nelle proprie scelte lavorative e su come si investe il proprio tempo.
La dispensa del Dinamo CoworkingDiciamo che si sta delineando lentamente un approccio differente al modo di fare impresa e anche al rapporto tra le persone coinvolte in un progetto.
Inoltre al giorno d’oggi è relativamente sempre più semplice avviare progetti, che magari qualche anno fa avrebbero richiesto grandi investimenti soldi, tempo e personale, oggi invece si riesce a fare in piccoli team, o addirittura anche da soli, magari chiedendo aiuto a professionisti che hanno competenze specifiche per risolvere determinati problemi.
Come conseguenza a questo nuovo modo di lavorare e fare impresa, ovviamente, cambiano anche le esigenze e i luoghi dove le persone possono svolgere al meglio la loro professione e dove possono portare avanti i propri progetti.
Diciamo che il concetto di Dinamo Coworking e più in generale del coworking è disegnato attorno a queste nuove esigenze.

Accettate solo freelance o anche lavoratori di aziende?

Accettiamo tutti ma tipicamente il coworking come modello è particolarmente adatto a liberi professionisti, consulenti o nuovi imprenditori che magari stanno facendo partire progetti propri.
Dinamo Coworking nello specifico, vuole essere un punto di ritrovo per lavoratori indipendenti che lavorano negli ambiti della creatività e delle nuove tecnologie.
Un luogo dove potersi confrontare, chiedere aiuto, formarsi e crescere assieme.
Ma proprio perché crediamo che la diversità sia un valore non escludiamo nessuno a priori, anche se ovviamente ci sono dei requisiti minimi e delle regole comuni che tutti devono accettare e rispettare.
Ingresso Dinamo CoworkingUn altro utente tipico del coworking è quello che si definisce “remote worker”. In pratica professionisti assunti da aziende internazionali che lasciano al dipendente la possibilità di svolgere il proprio lavoro dal luogo che preferiscono. Per chi è un po’ fuori da queste cosa può sembrare strano, e ovviamente ci sono lavori per i quali questo non è possibile, ma sempre più aziende stanno adottando questo tipo di rapporto per poter allargare al massimo la propria possibilità di attrarre i migliori talenti, o anche semplicemente le persone più qualificate e adatte ad una specifica mansione, anche se questi abitano dall’altra parte del pianeta.
Per esempio propio uno dei nostri primi coworker è un ragazzo Norvegese che lavora come sviluppatore per un’azienda Svedese.

Ma le persone vi chiedono solo scrivanie in open space oppure qualcuno po’ chiedere un ufficio da solo?

Abbiamo diverse tipologie di spazi, c’è l’open space che è la vera e proprio area di coworking, una zona centrale più “rilassata” dove le persone tipicamente chiacchierano, pranzano assieme o prendono le telefonate, e altri spazi separati, come la meeting room dove i professionisti accolgono i clienti, o dove i team si trovano per discutere i prossimi passi per i propri progetti con un po’ più di privacy.
Però diciamo che l’open space è la tipologia di spazio più comune per il coworking. Il vero vantaggio è nell’interazione con le altre persone, nell’apertura appunto.
C’è anche un aspetto particolarmente motivante nell’essere costantemente immerso in un ambiente dove altre persone come te si danno da fare e sono concentrate sui propri progetti. Spesso il problema più grande per i liberi professionisti, freelance e nuovi imprenditori, soprattutto all’inizio, è proprio l’isolamento. Prendendo un ufficio chiuso vorrebbe dire in qualche modo isolarsi, perdendo così quello che è l’anima e i veri vantaggi del coworking.

Il coworking si dà un’identità diventando tematico? Ad esempio il coworking di chi lavora nell’Information Tecnology, il coworking degli architetti… oppure no?

CoWorkingPer sua natura il coworking raccoglie quelle professionalità che possono facilmente lavorare con un computer portatile e poco più. Difficilmente troverai un sarto o un fabbro che ti chiede una postazione perché ovviamente hanno esigenze molto diverse. Esistono coworking riservati a sole startup tecnologiche ( che di fatto sono più incubatori o acceleratori), ma diciamo che anche senza voler per forza dare un’identità, la tipologia di persone che ne faranno parte saranno sempre più o meno quelle che operano nel settore della creatività e delle nuove tecnologie.
Dinamo Coworking vuole nel tempo sviluppare un network di professionisti indipendenti e fornire a questo network il miglior contesto possibile dove questi possano aiutarsi a vicenda, sopportarsi e crescere assieme.

Nel caso ci siano persone che fanno lo stesso lavoro, che ne sono so, due freelance concorrenti, come si strutturano i rapporti?

Purtroppo abbiamo notato che spesso le persone nel nostro territorio temono questo tipo di situazione. Siamo convinti che questi timori sono solo i resti di un modo passato, chiuso e un po’ ottuso di concepire il proprio lavoro, che guarda solo al proprio orticello e tutto quello che è fuori è nemico. Si fa spesso l’esempio della torta, dove se tutte le fette vanno al mio competitor allora significa che non ne rimarrà più per me. La realtà è molto più complessa e sicuramente non è un sistema chiuso, ne tanto meno una torta.
Avere di fianco qualcuno che fa il mio stesso lavoro può essere anzi un grande vantaggio. Di questo siamo convinti ( anche perché l’abbiamo vissuto in prima persona sulla nostra pelle), bisogna iniziare a capire che il professionista che ti siede di fianco è una grande risorsa, come lo sei tu per lui. Ad esempio, nel momento in cui hai più richieste di quelle che riesci a smaltire può essere d’aiuto avere un appoggio per non mandare via un cliente. E lo stesso vale per lui. E già solo questo può essere un buon modo per mitigare l’andamento a montagna russa ( del tipo lavoro che mi ammazzo, e finito i progetti attivi ho un periodo di secca perché ero troppo impegnato a lavorare per mettere in coda nuovi progetti ) questo è un problema tipico dei lavoratori indipendenti, soprattutto alle prime
armi.
Non solo, lavorare a stretto contatto con qualcuno che ha competenze simili può permetterti di specializzarti, e decisamente “La specializzazione paga”, paga per diversi motivi.
Specializzarsi in un aspetto particolare del proprio lavoro aumenta notevolmente il tuo valore professionale, ti permette di crescere più rapidamente e di poter fornire servizi di valore più alto per chi cerca esattamente la tua specializzazione.
Banalmente, facendo un esempio, se gestisci un hotel e vuoi promuoverlo online è più probabile che ti affiderai ad un esperto di marketing o ad un esperto di marketing specializzato nel settore alberghiero?
Ovviamente trovarsi in un contesto di questo tipo è utile anche nel momento in cui il cliente ha necessità differenti e tu puoi chiedere al tuo vicino di scrivania di aiutarti.

Quando è nato Dinamo Coworking e perché ti sei buttata in questa avventura?

Dinamo Coworking è nato ufficialmente a Maggio del 2015, anche se in realtà è un progetto in cantiere da molto più tempo. Sia io che Manuele, che è la persona che con me gestisce il Dinamo, abbiamo lavorato all’estero all’interno di spazi di coworking, e quando siamo tornati il silenzio e allo stesso tempo le distrazioni delle 4 mura di casa sono diventate davvero insopportabili, anche perché cercavamo uno spazio dove poter ritrovare quelle dinamiche a cui ormai eravamo abituati.
Così ci siamo guardati attorno ma non abbiamo trovato nulla di simile a quello visto e vissuto da altre parti, così, dopo un po’ di ricerca, abbiamo pensato che sarebbe valsa la pena provare.
Sono convinta che la cosa peggiore per un lavoratore indipendente sia proprio l’isolamento, perché senza un confronto con gli altri blocchi la tua crescita professionale. Lavorare in casa in modo produttivo poi è veramente durissima,
soprattutto per lungi periodi, avere un luogo dove si può pensare senza distrazioni al lavoro fa davvero un sacco di differenza.

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Dinamo è uno spazio solo per chi lavora e condivide i costi oppure c’è spazio anche per altri?

Dinamo Coworking è nato con l’intenzione di essere un punto di incontro per la community di lavoratori indipendenti, per nuovi imprenditori e per chiunque abbia un progetto da sviluppare.
Spesso la condivisione dei costi è la prima cosa alla quale si pensa quando si viene a conoscenza del coworking, ma in realtà forse è l’ultimo dei vantaggi. Credere che Dinamo sia solo condivisone dei costi vuol dire non capire il vero vantaggio del coworking. Essere all’interno di un ambiente che ti da la possibilità di lavorare al meglio per te stesso e allo stesso tempo essere circondato da persone che fanno la stessa cosa, vivendo il lavoro non come un obbligo, ma come qualcosa che permette di esprimersi, e di realizzarsi, fa davvero moltissima differenza.
Per rispondere meglio alla tua domanda, Dinamo organizza eventi e corsi in linea con gli interessi dei coworker, ma non solo per loro, gli eventi sono rivolti a tutte le persone che vogliono avvicinarsi ai temi trattati. Faccio un esempio pratico, ogni primo Giovedì del mese Dinamo ospita il WordPress Romagna Meet Up, un incontro dove chiunque sia interessato a WordPress (che è una piattaforma di gestione dei contenuti) può partecipare, conoscere altre persone interessate a WordPress, e imparare qualcosa di nuovo o anche condividere una propria esperienza e insegnare qualcosa agli altri.

Leggevo che ci sono persone che viaggiano sfruttando i coworking, non interrompono il loro lavoro e approfittano di conoscere i paesi che visitano da veri cittadini. Ci puoi spiegare un po’ meglio come fanno?

Dinamo CoworkingSi il fenomeno dei lavoratori nomadi è in continuo aumento, visto che sempre più spesso per poter svolgere il proprio lavoro ti basta il computer e una buona connessione a internet.
Sicuramente quello di entrare in uno spazio di coworking quando ci si sposta in una nuova città, soprattutto se si ha intenzione di stare per qualche tempo, è un ottima idea.
Anche noi spesso viaggiamo in questo modo. É vero, questo ci permette di conoscere meglio i posti che visitiamo, di conoscere le persone che ci vivono e venire a conoscenza di nuovi approcci al lavoro, nuovi strumenti e perché no,
nuove possibilità di collaborazione.

Chi ha la sua scrivania a Dinamo, può girare il mondo perché il coworking è federato con altri?

Si, siamo membri del progetto coworking visa che ha un respiro mondiale e della rete italiana Cowo. In pratica chi ha la membership Dinamo può sfruttare giornate in altri spazi di coworking sparsi per il mondo. Il limite di giornate dipende dallo spazio di coworking e dall’affluenza, solitamente sono 3 giornate. Se qualcuno vuole sbirciare le possibilità il sito è coworkingvisamap.com É davvero dura trovare una città, anche di medie/piccole dimensioni, in cui non ci sia uno spazio di coworking associato. E a essere sinceri anche noi a volte l’abbiamo sfruttato.

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Note della puntata

Puoi seguire Elena Capellini sui suoi account: Twitter e Linkedin.
Oppure raggiungerla sul suo sito ElenaCapellini.com.
Informazioni su Dinamo CoWorking di Cesena si possono trovare su dinamocowork.com, sull’account Twitter del CoWorking e sulla Pagina Facebook di DinamoCoWorkCesena.

Commenti

1 commento a “CoWorking: un nuovo modo di lavorare”

  1. Roberto Cazzaniga ha detto:

    Ciao,
    appena l’hai presentata come Email Designer, mi sono brillati gli occhi.
    A quando una puntata con Elena che parli di Email design?
    Grazie

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