Come aprire un negozio online

Aprire un negozio online: come fare senza saper programmare

Scritto da Giorgio Minguzzi il 12 giugno 2017

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta del Mashable Social Media Day parlando di eCommerce e di come sia possibile realizzare un sito di commercio elettronico anche senza conoscenze tecniche, andando a conoscere un’altro relatore che salirà sul palco di Milano.

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Ospite della puntata di oggi sarà Giulia Greco. Per chi non conoscesse Giulia Greco, Giulia lavora nel content marketing di Shopify, dove è responsabile del marketing e del blog in italiano. Un’esperta di traduzioni, localizzazione e internazionalizzazione, al servizio del commercio elettronico in lingua italiana.

Come aprire un negozio online senza saper programmare

L’e-Commerce è il futuro! L’e-Commerce cresce! Ma è così in Italia? Quali sono i numeri del commercio elettronico nel nostro Paese?

Nel 2016 in Italia sono stati venduti sui canali ecommerce prodotti e servizi per 19,6 miliardi, il 32% in più rispetto all’anno precedente, e l’Italia è oggi il quinto mercato online in Europa. Dei 60,6 milioni di italiani, il 68% utilizza regolarmente Internet e di questa fetta poco più di un terzo (34%) compra sul web. Quindi il potenziale di crescita è enorme.

Se hai un prodotto quindi basta aprire un eCommerce per vendere. Tutto qui? Basta così poco per avere successo?

Giulia Greco - ShopifyNo, diciamo che avere un sito web fatto bene è decisamente importante, e deve essere ottimizzato per il mobile, mostrare i prodotti in un modo funzionale e giusto, essere in grado di accettare pagamenti possibilmente con vari metodi (paypal, bancomat, carte di credito) ma poi entra in gioco il marketing. Puoi avere tutte le caratteristiche appena menzionate, ma come fanno le persone a trovarti o trovare il tuo negozio? Attraverso i social, attraverso pubblicità, come? È qui che entra in gioco il lavoro della SEO, per posizionarti bene sui motori di ricerca, e poi dell’email marketing, e di altri metodi promozionali.

Infine, una cosa da non dimenticare è il post-vendita: un ecommerce di successo gestisce l’ordine dall’inizio alla fine, curando l’esperienza dopo la vendita nei minimi dettagli, dal packaging alla spedizione all’assistenza in caso di problemi. Questo fa sì che un cliente da sporadico diventi affezionato e torni a fare acquisti – il famoso “repeat rate”, tasso di riacquisto. Fidelizzare il cliente è sempre una buona idea e può essere uno dei fattori determinanti per il successo di un ecommerce.

Quali sono le domande che uno deve porsi prima di partire e aprire un negozio online?

  1. È una cosa che voglio fare a tempo pieno o a fianco di un’altra attività primaria?
  2. Voglio vendere un prodotto creato da me – ad esempio artigianale, arte ecc. – oppure non mi importa, e rivendo un prodotto di un grossista, oppure faccio addirittura dropshipping?
  3. Ho già un buon numero di followers tramite qualche altra cosa di cui mi occupo, o perché sono fortissimo su un canale di social, in modo che il mio negozio complementi il mio brand che gia’ esiste, oppure sto partendo da zero, e devo crearmi una community?

Immaginiamo di aver preso la decisione di aprire un negozio online: da dove possiamo partire? Credo che se volessimo fare tutto bene e tutto contemporaneamente non sarebbe una cosa facile: da dove partiamo e quale ordine di priorità dovremmo seguire?

  1. A chi mi rivolgo con la mia offerta? Qual è la mia audience? La risposta a questa domanda determina tutto il resto, determina il tuo posizionamento.
  2. Secondo; capisci come andrai a posizionare il tuo ecommerce, o la tua attività online – qual è la cosa che differenzia il tuo brand da tutti gli altri
  3. Scegli una piattaforma che ti permetta di investire il minor tempo nel design e nell’impostare il tuo sito e svilupparlo, perché di fatto tu sei qui per vendere qualcosa, non per fare il programmatore o web developer o imparare a scrivere codice.
  4. Promuovi il tuo ecommerce! Come fa la gente a trovarti, a trovare il tuo prodotto? Vale la pena ripeterlo: se nessuno sa che il tuo prodotto esiste, nessuno lo compra.
  5. Metti in piedi un sistema di monitoraggio e tracking, è importante sapere come va il tuo negozio, il tuo sito. Che sia Google Analytics, Facebook, o altri metodi, devi sapere come stai andando in termini di numeri, visualizzazioni, traffico ecc. in modo da poter correggere la rotta se necessario.

La parte relativa alla sfera tecnica genera molto mal di testa a tutti quelli che vogliono approcciare il mondo dell’eCommerce: quanto costerà mantenere e aggiornare un sito? Quanto sarà difficile? Quanto mi costerà tenerlo aggiornato? Si fa eCommerce solo se si ha un tecnico dietro alle proprie spalle?

Aprire un negozio onlineNo, non è sempre necessario avere un tecnico dietro alle spalle, diciamo che dipende dalla complessità di quello che vuoi fare, ma soprattutto, qui torniamo al discorso della piattaforma che hai scelto. Con la piattaforma giusta non devi preoccuparti delle ultime integrazioni o di mantenere tutto aggiornato in continuazione, viene fatto in modo automatico. Un sacco di piccoli imprenditori fanno l’errore di assumere un developer il cui unico interesse è di continuare a fatturare per cui se vuoi andare bene devi continuare a ingaggiarli e pagarli.

Con Shopify invece hai tantissime applicazioni già pronte, plugin che facilitano tanti ambiti dell’attività; è una piattaforma che è stata pensata per persone di marketing o di prodotto e non per persone di IT, cioè non ingegneri. A Shopify pensiamo che l’ecommerce non lo fanno solo Yoox  e Zalando, ma lo posso fare anch’io e anche tu. Ti diamo soluzioni semplici, poi più cresci più puoi aggiungere, e se proprio vuoi fare cose difficili puoi ingaggiare un esperto affiliato a Shopify che ti può aiutare a fare cose più personalizzate ma che ha una grossa esperienza sulla piattaforma. Abbiamo partner affiliati in tutto il mondo compresa l’Italia e vi possono aiutare in praticamente tutto: da chi ha bisogno di aiuto per il set up del negozio vero e proprio, a chi ha bisogno di una mano a gestire proprio gli aspetti di marketing relativi alla promozione; detto questo, ripeto, non è necessario ingaggiare un esperto, la piattaforma è nata per essere usata da chiunque.

Una cosa che mi ha sempre preoccupato dell’eCommerce è la logistica. Approvvigionamenti, magazzino, spedizioni mi hanno fatto sempre optare per altro. Oggi quanto è difficile gestire la logistica di un eCommerce?

Pagamenti ecommerce - Carta di credito per negozio onlineAaah, la logistica…il mal di testa primario di ogni commerciante! Guarda, anche qui, dipende. Chi fa ecommerce con dropshipping chiaramente ha la vita facile da questo punto di vista, perché non si deve occupare della logistica, ci pensa il produttore direttamente. Quindi il dropshipping è sempre una soluzione per chi voglia fare business online ma non se la sente di gestire questi aspetti che ti fanno venire il mal di testa. Un altro esempio di business online facile da gestire è quello dei negozi di printing-on-demand, ovvero la vendita dei tessuti online con stampa personalizzata, o grafiche personalizzate su magliette, come Printful negli Stati Uniti. So che ci sono realtà simili in Europa, non sono sicura se ce ne siano di italiane (anzi se qualcuno lo sa e me lo segnala sarei molto grata), ma c’è Garment Printing nel Regno Unito, per fare un esempio – di fatto si tratta di un modello adattato di dropshipping, quindi anche qui elimini il problema delle spedizioni, che non gestisci tu direttamente.

Sostanzialmente ti affidi a terzi in modo da non avere inventario e non doverti occupare della spedizione in prima persona.

Altrimenti, se hai un’impresa fisica, puoi sempre affidarti a un servizio di logistica, come Fiege che è tedesco ma opera anche in Italia e altri paesi in Europa, e che è usato da un nostro cliente con grande soddisfazione. Così come Fiege ce ne sono molti altri.

Quanto il design conta in un sito? Mi spiego con una domanda diretta: un sito bello esteticamente vende online tanto?

Come creare un negozio online senza sapere nulla di programmazioneBen vengano le domande dirette!

Anche se la risposta non lo è, perché dipende. Dipende da cosa vendi: se il tuo prodotto è utilitario, è un prodotto che serve al cliente, allora non necessariamente. Insomma, se vendi ricambi di accessori per motorini o rubinetti o elettrodomestici, non hai bisogno di creare un sito affascinante con fotografie tipo lookbook appaiato a un feed di instagram che ritragga modelle bellissime che usano il tuo prodotto. Sarà abbastanza avere un sito che sia chiaro e funzionale, con tutte le informazioni necessarie. Ma se vendi prodotti lifestyle aspirazionali, allora sicuramente devi avere un sito bello esteticamente. Abbigliamento, cosmetici, calzature, mobili, ecc. non si vendono facilmente mostrando alla clientela delle semplici foto prodotto. È necessario coinvolgere, raccontare una storia. Il cliente deve avere la percezione di acquistare stile e sensazioni associate al vostro brand. Stai vendendo un’idea, non un prodotto…l’idea di come ti sentirai quando metti questo vestito, di dove andrai, di cosa farai con gli amici o col fidanzato…non è solo un vestito. E questa idea deve trasparire da ogni parte del tuo ecommerce, ANZI, non solo nel sito, ma nell’intera esperienza. Perché certi negozi si danno la pena di spedire quello che hai ordinato in un pacco creato appositamente, magari con scatole personalizzate col logo, con bella carta, aggiungendo magari un messagio personale scritto all’interno…io non so tu ma a me è capitato di ricevere articoli che ho ordinato online e rimanere veramente sorpresa dalla cura relativa al packaging. Fa parte dell’esperienza, e parte dal sito bello per finire con come mi fa sentire quando apro il mio pacco e uso il mio prodotto. Il che non vale se ho comprato una guarnizione di ricambio per il rubinetto che perde – in quel caso voglio solo ricevere il modello giusto al prezzo giusto e basta. Il design però è sempre importante in termini di funzionalità e di adattabilità mobile; tutti, e dico tutti, dovrebbero avere un sito che sia mobile friendy, e che sia facile da navigare, con tutte le informazioni rilevanti chiare e facili da trovare, senza informazioni ridondanti che portano via l’attenzione dal messaggio primario. Quindi forse per tornare alla tua domanda, la risposta in fondo è sì, con una postilla: più che bello deve essere funzionale e dal design giusto.

Imaginiamo per un attimo di aver dato fiducia a Shopify, di aver fatto un sito gradevole con il vostro strumento. Ci daresti qualche consiglio su come lanciare e promuovere un ecommerce?

MashablePartiamo sempre da qual è il tuo pubblico.

Dove lo trovi?

Non si possono dare consigli su come promuovere un ecommerce se non sappiamo a chi lo stiamo promuovendo. Detto questo, ci sono tante tattiche che possiamo adottare. In generale, avere una strategia SEO è sempre utile; poi, possiamo dire che se il tuo target è sui social, devi promuoverlo sui social. Puoi farlo in modo organico, o usare le paid ads, ad esempio su Facebook, o Google Adwords, comprare dei Banner, fare dei tweet a pagamento su Twitter…

Poi pensiamo alle Pubbliche Relazioni. Potresti mandare dei campioni gratuiti a degli influencer, o sponsorizzare un evento.

Il Content Marketing è sempre un buon metodo di promozione più a lungo termine, nel senso che magari ci metti di più a guadagnarti seguaci ma a lungo termine paga se fatto bene, quindi scrivere un blog tuo, oppure scrivere un guest post sul blog di qualcun altro, crea un canale YouTube; ci sono poi le tecniche di promozione offline: participare a un mercatino o a una fiera, frequentare i meet-up, coltivare le relazioni con il tuo network di business…

Se leggete il nostro blog – che ora è in italiano, e se masticate un po’ di inglese, anche quello in inglese dato che produciamo content più spesso ed esiste da più tempo per cui potete andare a leggere gli archivi, trovate tantissime idee in questo senso. Il nostro blog vuole essere uno strumento gratuito ed educativo, e per questo motivo copre tanti aspetti del marketing e dell’ecommerce in generale, con anche articoli che funzionino più da ispirazione o motivazionali. In ogni caso, è un’ottima fonte di suggerimenti su come aumentare le vendite con varie tattiche, risorse, strategie e strumenti.

Abbiamo un post in inglese che elenca 50 metodi per ottenere la tua prima vendita, con links a 50 articoli su ogni metodo promozionale/argomento. Se vuoi mettiamo il link nelle note dell’episodio.

E poi, unirsi magari a qualche gruppo specializzato in ecommerce su Facebook, ce ne sono tanti, e sono una vera fonte di informazioni di prima mano perché fondamentalmente sono conversazioni fra persone che stanno facendo la stessa cosa, e che magari hanno provato varie soluzioni diverse a uno stesso problema. Io ne ho lanciato uno di recente per tutti gli imprenditori italiani che usano Shopify o che sono interessati, è un gruppo ancora piccolo ma sta crescendo, e l’idea è di avere un po’ un forum per aiutarsi fra di loro, con un poco di supporto e moderazione da parte mia o di altri colleghi di Shopify. Si chiama Comunità Shopify in Italia.
Aprire un ecommerce da zero

Ci fai un po’ sognare e ci racconti qualche storia di successo con eCommerce Italiano che hanno usato la vostra piattaforma? (abbonda…facci davvero sognare! Magari anche con qualche dato di fatturato…)

Un eCommerce di successoAllora, prima di tutto Velasca, che vende scarpe da uomo made-in-italy di fattura artigianale, classiche. Hanno una storia molto bella, sostanzialmente due ragazzi milanesi in gambissima che hanno deciso di provare a lanciare un’attivita’ online basata sul concetto di Smart-Buy, ovvero di prodotti di alta qualità, di fattura artigianale, a un prezzo competitivo. Hanno iniziato con qualche porta sbattuta in faccia dagli artigiani a cui si sono rivolti per fare le scarpe nelle Marche, che avevano tanto lavoro da Tod’s e simili e non avevano bisogno di loro…poi e’ arrivata le recessione, qualche artigiano si e’ visto ridurre il fatturato, hanno richiamato e provato a fare le prime scarpe. Enrico e Jacopo sono andati a vendere i loro primi mocassini con un’apecar fuori dagli uffici di consulenza milanesi tipo DeLoitte e simili, hanno venduto tutto e re-investito nella collezione successiva. Da li’ in poi hanno fatto il sito, venduto sia online sia con un corner store, all’inizio in un’altra zona di Milano e oggi con la loro bottega di Piazza Sempione, e un’altra a Roma. Quindi vendono sul loro sito e nelle due botteghe. Hanno lanciato nel 2013, oggi siamo nel 2017 e stanno espandendo la loro offerta dalle scarpe agli accessori, intendono aprire altri 8 punti vendita, vendono gia’ sul mercato italiano e europeo ma stanno lanciando in Nord America, e hanno un indotto di 30 persone. 30 persone!! In 4 anni. Direi che se non è una storia di successo questa….sono passati alla piattaforma Shopify da qualche mese e chiedete a loro se sono contenti 😉

Come vendere un libro onlineUn’altra bella storia di successo e’ quella di Rebel Girls – in Italiano il titolo e’ Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli. È un libro, scritto da due autrici italiane, Francesca Cavallo ed Elena Favilli, due trentenni che da qualche anno si sono trasferite in California. Probabilmente tanti ascoltatori conosceranno già la loro storia, un po’ perché il loro libro è in vendita in tutte le librerie italiane – qualche settimana fa quando ero a Milano l’ho visto in vetrina dappertutto in centro, nelle librerie più belle – e un po’ perché le autrici stanno facendo un tour di promozone in Italia, quindi se ne e’ parlato e se ne parla tutt’ora, sono state intervistate su tante testate, i principali quotidiani italiani, ci sono stati dibattiti e critiche ovviamente…

Rimane il fatto che il libro è venduto sul loro sito oltre che da alcune case editrici; il loro sito e’ su Shopify, il libro sta andando benissimo, a ruba, e’ gà’ stato tradotto in tantissime lingue, ed è nato grazie a un’iniziativa di crowdfunding con Kickstarter che ha raccolto oltre un milione di dollari da 70 nazioni diverse in soli 28 giorni, per un totale di un milione e 300 mila dollari dal lancio della campagna in aprile 2016 fino a ottobre dello stesso anno. Cavolo. Pensaci un po’. È il libro più “crowdfunded” nella storia del crowdfunding. E questa è un po’ una delle cose di cui parlerò nel mio intervento al Mashable Social Media Day: di come le tecnologie di oggi ci permettono di realizzare cose scardinando un po’ gli schemi precostituiti, e democratizzando la possibilità dell’iniziativa imprenditoriale.  Una volta, se non avevi i contatti giusti, se non contavi su conoscenze importanti, e magari non abitavi in un Paese sviluppato, non importava quanto potesse essere utile la tua idea. Semplicemente non si sarebbe mai realizzata. Ti trovavi di fronte a una carenza di opportunità. Oggi non e’ più così, o quantomeno, la situazione è migliorata moltissimo.

TGIM - Shopify PodcastLe autrici di Rebel Girls sono un esempio lampante: invece di partire con un capitale, hanno avviato una produzione su scala industriale di un prodotto senza avere un capitale prima, ma facendo leva nella comunità che avevano creato precedentemente, di fatto costruendo un progetto assieme alle persone che volevano che quel prodotto – quel libro – esistesse.

Secondo me il loro successo non è dato solo dal fatto che sia stata una buona idea, e che i tempi siano maturi per un libro che parli di empowerment per le bambine, che colmi un po’ il vuoto di modelli femminili fuori dagli schemi, ma anche dal fatto che da un punto di vista di marketing hanno fatto tutte le mosse giuste, sanno chiaramente come fare promozione. E hanno usato gli strumenti giusti: Kickstarter & Shopify.

Una domanda personale: che fine ha fatto TGIM? Dico il vostro podcast? Era favoloso…peccato che sia fermo al 16 agosto 2016.

Grazie!! TGIM è stato un esperimento che abbiamo fatto appoggiandoci esternamente. Stiamo lavorando per proporre qualcosa di nuovo in termini di podcast – dovremmo essere pronti a lanciare durante l’estate, e sarà un podcast completamente creato e ideato internamente da noi. Appena ci sarà il lancio te lo segnalerò così non ti perdi neanche una puntata 😉

Pui acquistare il libro Rebel Girls in questo ecommerce.

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Note della puntata
Il modo più semplice di contattare Giulia Greco è sicuramente attraverso il suo profilo Twitter.
Ma potete anche scriverle una email al seguente indirizzo: giulia.greco@shopify.com
Su Facebook Giulia gestisce il gruppo Comunità Shopify in Italia dove secondo me dovreste andare a curiosare per restare aggiornati sulle ultime novità riguardanti l’eCommerce.
Da inserire nel feed dei preferiti è invece il blog che gestisce Giulia, quello ufficiale di Shopify in lingua italina: https://it.shopify.com/blog.

Giulia ha citato due store online: Velasca e Rebel Girls.

Rebel Girls in Italiano lo trovate su Amazon, esattamente qui.
Ci tengo a ricordarvi il link per acquistare i biglietti del Mashable Social Media Day ad un prezzo scontato e il codice di sconto dedicato agli ascoltatori “MERITA.BIZ”.

Mashable

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