Zencastr: podcast in semplicità

Zencastr: registrare le interviste del podcast come in studio

Scritto da Giada Centofanti il 23 febbraio 2017

Oggi parliamo di un servizio online che semplifica la vita di ogni podcaster. Perché, come ben sa chi fa podcast, non c’è cosa più fastidiosa di intervistare qualcuno su Skype o Hangouts e sentire la qualità dell’audio scendere a livelli bassissimi.
Certo, mi riferisco a chi vuole registrare su due o più tracce audio. Una per la sua voce, una per la voce di ciascun ospite.
Ora se uno vuole registrare l’intervista con una sola traccia ci sono moltissime soluzioni a cominciare dalla console di Spreaker, che è davvero ottima.
Ma se si vogliono registrare le diverse tracce e poi lavorarle e pulirle: dai colpi di tosse, da una porta che sbatte, ecc…è necessario avere tutte le voci separate.

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E di solito come si fa?

Ora una delle possibilità più comunemente adottate per ottenere questo tipo di risultato si chiama mix-minus e consente di organizzare il proprio mixer per registrare la voce dell’intervistatore e registrare la voce di entrambi sul canale voi che si usa per poi sottrarre da quest’ultima la prima. Non è semplicissimo da ottenere come risultato e a seconda dei mixer che si prendono potrebbe iniziare a essere ostico anche per un fonico che magari non vede tutti i giorni questi tipi di architetture.
Ora diciamoci la verità, se andate a sentire le prime puntate del podcast sono tutte fatte con questo sistema.
Zencastr

Beh, d’altra parte sbagliando si impara. Ma come mai Skype e le sue alternative non sono il massimo per registrare un podcast con ospiti a distanza?

Ci sono tanti motivi per cui Skype & Co. non riescano a rappresentare il meglio per un podcaster, a quelli che vi ho appena citato potete aggiungerci la dipendenza dalla banda. Molte volte quando l’ospite è in giro, capita che non abbia a disposizione un paio di Gigabit di fibra come a Manhattan. A quel punto, se la banda è poca la qualità inizia a crollare, si passa dalla voce robotica alla balbuzie se non proprio ad un susseguirsi di silenzi e parlato incomprensibili.
Ho sempre iniziato ogni intervista incrociando le dita…

Sì, ma arriviamo alla app. Ancora non ci hai detto come si chiama!

Poi, mi è stato consigliato Zencastr. Zencastr è un servizio web che permette di registrare le interviste per i podcast come se si fosse in studio.

Bello! E come funziona?

Sarà sufficiente inviare al nostro “Guest” un link di invito per una stanza riservata su Zencastr.
Qui avremo un pannello di registrazione e una console di effetti sonori personalizzabili.
Si preme REC e si registra l’intervista in una modalità molto simile a Skype.
La stanza è dotata di una chat (per gestire comunicazioni alternative con gli ospiti) e una sorta di taccuino per marcare le cose che son successe nella puntata: annotarsi i minuti dei rumori da pulire, ripetere le parti rifatte (perché a volte agli ospiti può far piacere rifare alcune cose…).
Il segreto di Zencastr sta però nel fatto che la registrazione che ti viene mandata non è la presa diretta del tuo speaker ma quello che registra il microfono dell’ospite.
In pratica anche se tu hai sentito male la conversazione voip, il file che ti fornisce il servizio web è pulito e preso a prescindere dagli inconvenienti dovute alla scarsità di banda.

Zencastr si integra con il vostro dropbox e va a caricare direttamente lì la vostra puntata separata per tracce.
In pratica con Zencastr si possono evitare tutti quegli accrocchi per far registrare con un registratore mp3 o con un cellulare la voce dell’ospite. Un sistema un po’ scomodo da gestire ma per certi versi efficace, che spostava sulla capacità di utilizzo del cellulare il rischio legato alla capacità di banda della connessione propria o dell’ospite.

Questo Zencastr sembra proprio una gran bella scoperta. Ma dimmi un po’ – siamo arrivati alle note dolenti – quanto costa?

Se ci si accontenta di avere solo i file audio in formato mp3 e se bastano solo due ospiti e non di più, allora la versione gratuita è perfetta.
Se invece si vogliono aggiungere più ospiti e si vuole ricevere il .WAV, allora conviene pagare 20$ al mese.
L’abbonamento a pagamento permette anche di poter editare il podcast e di avere alcune funzionalità in più.
Se poi si ha un network di podcast differenti è possibile accedere alla versione “network” che consente la registrazione di più show e l’accesso a una serie di funzionalità non previste per il singolo utente da 20 $ al mese.

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Note della puntata

Maggiori informazioni sulla app si possono avere sul sito ufficiale di Zencastr.
Sistemi supportati: web.
Prezzo: piano gratuito e piano a pagamento a 20$ al mese.

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