Self Publishing Pubblicare su Amazon - Come funziona

Self-Publishing: come pubblicare su Amazon e guadagnare

Scritto da Giorgio Minguzzi il 13 Gennaio 2020

In una delle puntate più recenti ho analizzato 30 modalità differenti per guadagnare, arrotondare e magari prosperare. Fra queste c’era anche il Self-Publishing.
Quali sono i vantaggi del Kindle Publishing che hanno attratto la mia curiosità:

  • la semplicità del processo (non la facilità di fare soldi)
  • le opportunità che riguardano il mondo dell’audio (dal quale sono estremamente attratto)
  • un lucro interessante (semi-passivo, nella puntata viene spiegato perché)

Ma la cosa che forse mi ha più interessato che mentre altre attività si presentino come opportunità di guadagno, quella del self publishing è probabilmente il “side-hustle” più imprenditoriale di tutte.

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Mi spiego meglio, l’attività non è difficile, non comporta competenze particolari come possono essere quelle richieste da altri lavori del web, ma è sicuramente un ambito in cui occorre avere una visione imprenditoriale. Devi saper gestire i soldi, capire cosa vuole la gente, trovare fornitori affidabili, promuovere il frutto del tuo lavoro, amministrare gli incassi e così via.

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Certo è un business ad oggi precluso a chi non parla un minimo di inglese.
Ma questo lo vedremo sempre più capitare. Senza la conoscenza delle lingue straniere, si verrà tagliati fuori da una marea di lavori e il kindle publishing sarà solo uno dei tanti lavori preclusi a chi non sa parlare inglese.

TYIE - Self-Publishing

I libri li scrivi tu?

Arbitraggio Criptovalute - Passive IncomeCome ho appena detto, fare il self-publisher non è molto interessante a livello economico come mettere su un business nel mondo del self-publishing.
La differenza è sostanziale. Chiariamo subito quindi a chi, atterrato qui da un motore di ricerca, potrebbe pensare che questa attività sia legata a scrivere libri. L’Italia è un paese che non legge ma è è piena di scrittori: tutto vogliono scrivere un libro.
Oggi non ci occuperemo di spiegare come pubblicare il proprio libro quando le case editrici ti snobbano e ti scartano.
No, chi fa self-publishing nella maggior parte dei casi non scrive i libri di proprio pugno (e non chiede nemmeno di comprare 1000 copie agli amici per entrare in un gruppo telegram).
Il business del self publishing consiste nel trovare libri che la gente vuole comprare e farli scrivere da dei ghost-writer.

In cosa consiste il business del self-publishing?

Il Self Publishing consiste nel creare prodotti editoriali (libri) desiderati dalla gente (che hanno mercato, per i quali la gente è disposta a spendere) e abbassare i costi affinché possano arrivare dei guadagni.

Sfrutti i poveri del terzo mondo?

Poiché in quest’attività si reclutano Ghost Writer (sovente ma non solo) in Paesi del Terzo Mondo è bene chiarire subito che il corrisposto per il lavoro di queste persone è (nei loro Paesi) uno stipendio ottimo. Voglio essere chiaro facendo un esempio: il costo medio della vita in Nigeria è di poco superiore ai 400$ per la classe media. Il minimum wage in Nigeria è di 30.000N, cioè 72 $. Poiché il prezzo di un libro si aggira intorno ai 150-200 € (al limite 100 $ per i principianti e ordini per quantitativi elevati) e viene prodotto in circa 5-7gg. Capite quindi che non state sfruttando nessuno, anzi contribuite allo sviluppo economico della classe media con cifre che sono perfettamente in linea con gli standard del Paese.
Lo stesso si può dire per il Pakistan e per altre Nazioni in vi è un uso corrente della lingua inglese.

Produci e vendi libri di pessima qualità?

Questo non è detto. Questo è un business e non è così semplice tirare le conclusioni. Dobbiamo infatti ricordarci due aspetti fondamentali di questo tipo di attività:

  • il business di self-publishing è un’attività imprenditoriale. Se produrre in bassa qualità o in altissima qualità è una scelta. Ma il mercato accetta tutti gli standard. Deciso il segmento di mercato in cui collocare, ogni imprenditore si cimenta nella dura attività dell’approvvigionamento. Spetta all’imprenditore trovare fornitori adeguati agli standard che ha deciso di perseguire.
  • Sui libri, la qualità è un discorso molto complesso per via di due aspetti: il primo è che dopo l’arrivo di internet gran parte dello scibile umano (ad ogni livello di approfondimento) è oggi recuperabile con una ricerca su Google. E il secondo motivo è che a seconda del tuo livello di preparazione, la tua percezione del livello di qualità cambia. Posso garantirti che per molti specialisti del digitale i libri di settore pubblicati dalle “note case editrici” sono delle “porcherie immonde” mentre per i non addetti ai lavori, un’attività di sintesi e una proposta di lettura ordinata delle informazioni rappresenta già un aiuto prezioso. Basta guardare certi libri in italiano del digitale, sono la reale traduzione in italiano delle FAQ dei vendor. Eppure collezionano feedback positivi e gli “autori” hanno la fila di gente che vuole copie autografate e selfie.

Perciò non è assolutamente detto che i libri siano una truffa. Anzi, ciascuno può liberamente scegliere il mercato a cui rivolgersi in grande libertà.

Ma sono soldi facili?

No, questo posso dirtelo con estrema tranquillità. Nessuna attività online è facile. All’inizio di questo post ho detto che un business nel self-publishing è semplice. Non ho detto che è facile e non lo potrò dire mai.
Volete una prova? Digitate “self-Publishing is dead” e troverete decine di post che affermano questo concetto. Nel digital muoiono tutti: la Seo, Facebook, Twitter, Instagram…
In realtà quello che succede è un po’ di verso. Essendo dei business queste attività cambiano. Non sono più quelle di una volta.
Perciò chi non riesce ad adattarsi ai cambiamento vede la propria attività soffrire fino a morire.
Per quanto riguarda il Kindle Publishing posso dirvi che mi aspetto che durante il 2020 le keyword conteranno sempre di meno, mentre conterà sempre di più l’intenzione di acquisto del cliente e il suo customer journey. Così chi penserà che questo sia un business matematico, basato sulla “seo libraria” dovrà aspettarsi delle delusioni.
Come ho detto sin dalle prime righe, questo business è un business imprenditoriale. Non è un modo per fare soldi facili schioccando le dita.
Inoltre serve un certo capitale.
È vero che si può partire con poco, ma investire 600 $ in un libro per magari 300$ di profitto è davvero interessante?
Certo, se i libri sono di più è assolutamente più interessante. Inoltre devi mettere in conto la curva di apprendimento: sbaglierai qualche libro. Farai errori. Verrai bannato o messo in hold. Avrai problemi con i fornitori.
Vi accorgerete come sempre che le cose non sono facili come si pensa.
Per forza è un business: ma non per le mammolette! E risultati incredibilmente buoni sono possibili.
Perché consiglio il Kindle Publishing?
Se preso come un’attività imprenditoriale il self-publishing è sicuramente una attività interessante.
Si possono fare soldi in un ambiente protetto come di Amazon che è sicuramente un plus perché Amazon ha policy chiare e le rispetta sempre. Perciò per chi inizia è un modo per non mettersi in mano a banditi o avventurieri del web.
Inoltre proprio perché si fa esperienza con Amazon si possono sviluppare competenze per promuovere i prodotti su quella piattaforma. Capire le logiche di un ecommerce dominante come quello ha molto da insegnare a tutti, sia ai principianti che ai marketer stagionati.
Infine, pubblicati i primi libri è possibile fare esperienza di attività marketing a supporto delle vostre vendite dei prodotti che avete creato.

Come posso iniziare?

Eh, ma questo è proprio il contenuto della puntata!
Ho deciso di contattare i TYIE, due giovani imprenditori Italiani che hanno un corso per imparare a fare questo tipo di business, ma soprattutto due persone che hanno creato una delle comunità sul publishing più attive d’Europa. Centinaia di persone che si aiutano e si supportano per portare avanti questi business.
In verità io non li conoscevo. Era da un po’ che volevo fare una puntata su questi temi ed ho chiesto in giro ai membri della community dei Meritevoli : tutti mi hanno segnalato loro due.
Mi sono messo a seguirli e devo dire che la community online che hanno creato è davvero un ottimo esempio di community management orientata al business.
Tant’è che volevo fare una puntata con loro solo per il community management. Ho poi pensato che prima sarebbe stato meglio spiegare questo tipo di lavoro perché sono certo che molti ascoltatori abbiano voglia di conoscere meglio il mondo dei “passive income”.
Alberto Sironi e Stefano Della Torre (TYIE) insegnano a scalare il business di self-publishing a chi ha voglia di cimentarsi in questa nicchia di business.
Ecco qui alcune dashboard relative ai guadagni dei loro studenti:Dashboard - Studente Self-PublishingDashboard - Studente Self-PublishingDashboard - Studente Self-Publishing

I guadagni con Self Publishing
Personalmente non faccio il publisher, ho pubblicato un solo libro per fare un test. Il test è andato benissimo, ma non era finalizzato al self-publishing, ma era incentrato sulla monetizzazione di un account Instagram 100% automatizzato nel settore turismo.
Lo so che vi faccio venire l’acquolina in bocca, ma è una storia che vi racconto un’altra volta.
Così non avendo esperienza ho chiesto in giro e ho scoperto che alcuni ascoltatori del podcast erano loro studenti e avevano già iniziato a monetizzare. Alcuni fra l’altro erano anche studenti di altri e mi hanno invogliato ad approfondire la conoscenza dei TYIE.
Ecco come è nata la puntata di oggi.
Perciò se volete approfondire questo argomento, non avete che da premere play.

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Note della puntata

Potete seguire Alberto e Stefano su Instagram e Youtube. Qui invece potete accedere al loro mini corso gratuito.
Nota: nessuno dei link di questa pagina è un link affiliate, non guadagno se comprate il corso, né se iniziate a vendere libri. I TYIE si sono guadagnati la puntata avendo buone referenze da parte degli ascoltatori di Merita Business Podcast.

Commenti

7 commenti a “Self-Publishing: come pubblicare su Amazon e guadagnare”

  1. Matteo Orlandi ha detto:

    Ottima e interessante puntata come sempre, grande Giorgio e grazie a Stefano e Alberto!

  2. Paolo ha detto:

    Grazie per l’articolo Giorgio, molto interessante.
    Faccio una riflessione, non polemica, solo per aprire un dibattito sul tema self publishing: possibile, come sto leggendo, che Amazon decida di iniziare a combattere questo fenomeno dato che, evidentemente, va a discapito probabilmente di chi fa il self publisher e si scrive i libri per trasferire delle conoscenze, una propria arte e dei messaggi che vengono dalla propria cultura e abilitá?
    Non si puó ritenere “ingannevole” e furbo cercare delle keyword per invogliare onesti lettori a comprare un ebook ad esempio?
    Metto un link trovato in rete sul tema:

    Cosa ne pensi?
    Grazie

  3. Giorgio Minguzzi ha detto:

    Paolo,
    non credo Amazon farà ciò che dici. Questo non vuol dire che non decida di applicare delle politiche che migliorino la qualità dei contenuti ma ad amazon non interessa né la pace del mondo né aiutare chi vuole condivide idee.
    Ad Amazon interessa il profitto. E ti posso garantire che ci sono moltissime persone che comprano e leggono quei libretti. Ti dirò anche che ho amici che hanno avuto recensioni positive spontanee. Perché in fondo, se uno non sa nulla, non sa cosa sta leggendo.
    Quindi non vedo nessun inganno, sarebbe come se Amazon dicesse: “Ah…che brutti gli articoli low quality made in China”! Adesso solo Made in Italy! Da oggi sono roba raffinata e di altissima qualità. Non lo farà mai. Quindi…quindi a decidere sarà il mercato. Se fai un brutto libro non venderai.

    Per quanto riguarda il tuo accenno alle keyword forse è vero il contrario. Un self-publisher che vuole condividere idee, consigli esperienze che nessuno vuole ascoltare non potrebbe invece orientare il suo sapere verso temi che hanno un mercato?
    Premettendo che lo faccia per lucrare, perché se lo fa per l’Arte o la Scienza non ha bisogno di avere indietro denaro. Quindi non c’è alcun problema. Ma se lo vende, se vuole guadagnarci, se vuole viverci, allora dovrebbe capire anche se per quello che scrive ci sia o meno del mercato.

    Se posso aggiungere infine una considerazione personale, penso che le keyword in quanto tali avranno una riduzione della loro importanza a favore dell’intenzione della ricerca fatta dall’utente. Perciò saranno più competitivi i libri che intercettano una reale esigenza e non quelli che mimano una serie infinita di keyword. Non sono un esperto di Self-Publishing ma prevedo che una certa importanza l’avrà anche la promozione (adv e costruzione di un brand legato ad un tema specifico). My two cents.

  4. Paolo ha detto:

    Ciao Giorgio,
    e grazie per le attente riflessioni, che condivido quasi pienamente.
    Il mio era uno spunto anche per capire le prospettive di questo business nei prossimi mesi dato che, da un articolo (a favore degli autori naturalmente e quindi spiccatamente avverso al business del self pubblishing) si evidenzia che Amazon sta facendo delle mosse in tal senso, ad esempio eliminando la possibilitá di avere un account ACX (Audible) per pubblicare negli USA se non si é residenti negli USA.
    Se cosí facesse anche per Kindle e paperbook, il fenomeno verrebbe realmente, credo, abbattuto.
    Ti lascio il link per una tua lettera e considerazione oggettiva.
    Sempre meglio sentire il parere di qualcun altro quando si legge una disamina o un articolo su un tema 🙂

    Grazie mille

  5. Giorgio Minguzzi ha detto:

    Paolo ho letto l’articolo e devo dire che benché sia comprensibile, non mi ha convinto molto.
    Non si capisce come mai Amazon dovrebbe combattere questa attività chiudendo gli account dei non residenti e lasciando aperti quelli dei residenti che fanno lo stesso. Oggi con circa 500 euro al mese posso aprire un’azienda in USA. Quindi potrei continuare come ho sempre fatto anche dal NJ (per dire uno Stato a caso). Che senso ha? Non capisco.

    Altra cosa che non si capisce è come mai Amazon dovrebbe fare la guerra ai non residenti quando ci sono decine e decine di gruppi di supporto per Self-Publisher americani che acquistano libri dagli stessi ghost writer degli Italiani. Cominciasse a far pulizia in casa sua visto che gli Italiani in teoria non potrebbero nemmeno iscriversi.

    Comprendo lo scoramento di chi scrive i suoi libri e fatica ottenendo risultati economici poco entusiasmanti. Ma semplicemente sono attività differenti: campionati differenti.

    Grazie per il contributo. Penso sia stato utile a tutti leggere questi scambi.

  6. valentina ha detto:

    Grazie mille dell’articolo… sto cercando di capire se seguire un corso con Tyie o altri o provare a seguire solo i loro corsi gratuiti, e aver trovato questo articolo scritto da una persona così seria e competente mi ha rincuorato:-)

    Ho tante cose da condividere (insegno yoga, non solo la parte fisica) e credo che con questa modalità si possano raggiungere più persone realmente interessate a tornare a vivere sorridendo.

    Quindi grazie mille Giorgio!
    Buona giornata
    V.

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