La tua newsletter aziendale sta allontanando i clienti invece di attirarli?
Ogni giorno, migliaia di newsletter aziendali vengono ignorate, cancellate o segnate come spam.
Oggi ti rivelerò i 9 errori devastanti che potrebbero star sabotando la tua strategia di email marketing.
Se sei un marketing manager o un imprenditore, questi sono errori che non puoi permetterti di fare. Sono Giorgio Minguzzi,da oltre 20 anni mi occupo di marketing e in questi video ti mostrerò esattamente come evitarli.
La newsletter è l’ABC del marketing digitale, è il primo mattoncino che costruisce la nostra presenza digitale.
Se qualcuno mi chiedesse qual è l'errore numero uno che vedo ripetere dalla maggior parte di coloro che scrivono la newsletter —anche da parte di aziende affermate—non avrei difficoltà a rispondere: la totale mancanza di focus sul lettore.
Molti concentrano l'attenzione solo su loro stessi: promozioni, offerte, notizie aziendali, premi vinti, nuovi manager assunti, senza mai considerare cosa realmente interessi o sia utile per il lettore. Così, la newsletter arriva a destinazione "disconnessa" dalle leve che fanno muovere il lettore. Invece di aiutare il pubblico a raggiungere i propri obiettivi, queste email diventano solo un modo per dire: "Io, io, io!"
Il risultato? Perdita d'interesse e, quindi, di perdita delle vendite.
Ricorda: non basta parlare dei propri prodotti o di quanto si sia etici o premiati; bisogna far capire come la tua offerta può risolvere un problema o migliorare la vita del lettore. Altrimenti, i lettori ti mollano in un attimo. I nostri lettori hanno un solo pensiero: 'Cosa c'è in questa email per me?
Il secondo errore che vedo spesso fare è quello di sovraccaricare la newsletter di contenuti. Questo non solo dimostra che non si conoscono i bisogni del lettore, ma fa perdere di vista lo scopo principale della newsletter: costruire un rapporto di fiducia con chi ci segue.
Bombardare il lettore con troppe informazioni rischia di disorientarlo. Come puoi costruire fiducia se gli complichi la vita della tua audience, inondandola di ogni tipo di informazione, spesso superflua? Un eccesso di contenuti rende difficile capire quale sia il messaggio principale.
Il risultato? Il lettore non sa dove focalizzarsi, ignora tutte le call to action e si chiede se stia perdendo tempo con la tua newsletter. Mettersi alla ricerca del tasto di “unsubscribe” è un attimo!
Il terzo errore è trascurare il layout della newsletter. Alcuni sostengono che scrivere email solo in formato testuale sia la strada migliore da percorrere, ma non tutti vendono infoprodotti, e non tutti vogliono essere manipolatori come i guru del digitale.
Un buon layout è fondamentale per la newsletter aziendale perché influisce direttamente sull’esperienza utente.
Un design confuso rende difficile la lettura e fa sembrare la newsletter poco professionale. Questo porta a una maggiore probabilità che il lettore abbandoni il contenuto o, peggio ancora, che smetta di aprire le tue future email.
E questo danneggia il tuo tasso di apertura. Inoltre, considera che la maggior parte degli utenti aprirà le tue email da dispositivi mobili: se il layout non è ottimizzato per il mobile, le tue email verranno ignorate.
Il quarto errore che vedo commettere da chi scrive newsletter è insito proprio nella call-to-action.
Quando scriviamo una newsletter, lo facciamo per uno scopo preciso. La call to action (CTA) gioca un ruolo fondamentale in questo.
Un errore comune è non dare importanza alla CTA. Se è vaga, nascosta o poco interessante, non porterà risultati. Frasi come "Clicca qui" o "Scopri di più" non comunicano alcun valore specifico e non motivano il lettore a compiere alcuna azione.
Una CTA efficace deve essere chiara, diretta e incentrata su ciò che il lettore otterrà cliccando. Se vuoi imparare a scrivere CTA che convertono, dai un’occhiata al corso su NewsletterHero.it, dove dedico un'intera lezione proprio al tema della Call to action. (trovi il link nelle note)
Un altro errore comune è una frequenza d’invio sbagliata. Inviare troppe email può infastidire gli iscritti, facendoli sentire bombardati, mentre inviarne troppo poche può far dimenticare il tuo brand. La frequenza ideale dipende dal pubblico e dalla qualità dei contenuti.
È essenziale trovare un equilibrio: devi essere abbastanza presente per rimanere nella mente del lettore, ma senza risultare invadente.
Costanza e qualità sono la chiave. La costanza senza la qualità invece porterà la tua newsletter a schiantarsi.
Passiamo al sesto degli errori più comuni: non segmentare il pubblico.
Molti inviano la stessa newsletter a tutti indistintamente, il che riduce l'efficacia del nostro contenuto. I lettori non si sentono più riconosciuti come individui con bisogni specifici. Quando capiscono che sono trattati come parte di una massa indistinta, perdono interesse.
La segmentazione non è quindi solo una buona pratica, è un’azione essenziale per ottenere migliori risultati in termini di fiducia e coinvolgimento dei lettori.
Infine attiviamo agli ultimi tre errori che rappresentano un trittico mortale per il lettore.
Il settimo errore che vedo commettere è quello di infarcire l’email di errori grammaticali che gridano vendetta al cospetto di Dio. Questi errori non dovrebbe più esistere oggi.
Con tutti gli strumenti di intelligenza artificiale che ci aiutano a correggere il testo, è inaccettabile inviare newsletter con errori grammaticali.
Tuttavia, se la tua newsletter offre vero valore, piccoli errori possono essere perdonati.
Ma è sempre meglio evitare refusi!
Un altro errore grave è l'uso di parole trigger che attivano i filtri anti-spam, come "gratis", "100% garantito" o "clicca qui subito". Anche l'invio a liste non autorizzate o il sovraccarico di link e immagini può far finire la tua newsletter nella cartella spam. La deliverability è fondamentale: ottimizza la tua email per essere ricevuta e letta, non ignorata.
Infine, ultimo ma non per importanza, uno degli errori più comuni è quello di concentrarsi sulle metriche sbagliate. Alcuni pensano che l'unico obiettivo sia aumentare il numero di iscritti, ma se non comprano o non interagiscono, quei numeri sono inutili.
Meglio concentrarsi su metriche di coinvolgimento reale, come il numero di risposte o il tasso di conversione. Vuoi avere iscritti che comprano, non solo numeri che non generano valore.
Ora conosci gli errori più comuni, se vuoi imparare un metodo rapido per evitarli e trasformare la tua newsletter in uno strumento che genera vendite e fidelizza i clienti, dai un’occhiata al corso su NewsletterHero.it.
Troverai tutto quello che ti serve per creare una newsletter capace di fare la differenza!
Se vuoi contattare Giorgio Minguzzi puoi farlo usando Calendly e prenotando una call conoscitiva o cercandolo su Linkedin.
Invece il corso su come si scrivere una newsletter che viene citato nell'episodio si chiama Newsletter Hero.
Se invece vuoi curiosare su quello che fa ogni giorno, la cosa migliore è che tu ti iscriva a "DC/AC - Da Contatto A Contratto", la sua newsletter personale.
