Linkedin Company Page

LinkedIn Company Page: Come far Crescere Engagement e Follower

Scritto da Giorgio Minguzzi il 24 Febbraio 2020

Come posso far crescere la mia pagina aziendale su Linkedin?
Crearla penso sia abbastanza facile.
Fare una Pagina Linkedin aziendale non è affatto complesso. I passaggi sono intuitivi, si carica un logo quadrato, si fa l’upload di un bannerone, si setta la località, si carica una descrizione ricca di keyword e di call to action, si usano gli hashtag delle nsotre campagne e si studia un link ad hoc per questo canale. Tutto sommato nulla di difficile.
Poi?
Poi, nella maggior parte dei casi non succede nulla.

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Come mai la LinkedIn Company Page di molte aziende giace spesso abbandonata?

Perché il contenuti, che sono il vero protagonista della pagina, costano tanto e non sono così semplici da creare.
Quasi sempre, manca un piano programmatico per il calendario editoriale. Manca per il blog, ancora pià spesso manca per la pagina Linkedin.
per fare content marketing su Linkedin, il piano editoriale è fondamentale.
Vediamo come possiamo impostarlo.

Piano Editoriale della LinkedIn Company Page

Il Piano Editoriale è molto importante per la cura e la crescita della pagina aziendale su Linkedin.
La fase di pianificazione getta le fondamenta sulle quali poggiano i risultati dei contenuti che si andranno a postare. Senza una pianificazione adeguata si tirerà a campare e la pagina vivrà alla giornata. Quando avete voglia, avete il guizzo di estro o siete semplicemente ispirati postate altrimenti la pagina resta silente.

Linkedin Company Page

Come creare una Company Page e come LinkedIn profila la sua clientela.

Conoscere il proprio cliente per creare contenuti da postare sulla LinkedIn Company Page

Nella fase di pianificazione è necessario avere le idee chiare: chi è il mio cliente tipo? Se non conosco il mio cliente tipo come potrò interagire con lui? Come potrò fare in modo che lui mi trovi e mi scelga se nemmeno io so con chi voglio avere a che fare?Questo è un aspetto trascurato in molte realtà aziendali, specialmente in quelle più piccole. Alla domanda: chi vogliamo come cliente? La risposta è: TUTTI!
Quindi, in pratica nessuno…
Nella definizione dell’audience bisogna essere specifici e il modo più semplice è di iniziare pensando ai clienti che si hanno veramente.

Chi è il cliente che compra e compra di nuovo? Chi è il cliente che rivorrei 1000 volte? Di che dimensioni è la sua azienda? Come svolge il suo lavoro? Come ci ha incontrato? Cosa fa nella vita privata? Ha degli hobby? Quali sfide affronta ogni giorno? Qual è il più grosso problema che ha e che vorrebbe risolvere subito? Cosa potrebbe interessare a lui?
Bhè i più smaliziati avranno capito che qui si parla delle buyer personas su cui abbiamo lavorato nella puntata 152 del podcast, perciò se vuoi andare dritto al punto corri a risentire quella puntata perché lì si spiega bene questo lavoro di identificazione del proprio interlocutore.
Immagino abbiate capito, nella stesura del piano editoriale la fanno da padrone i bisogni, le necessità, le pene che affliggono le persone che vorreste raggiungere.

Piano Editoriale per la Linkedin Company Page

Le tre dimensioni del piano editoriale di una Linkedin Company Page

Il piano editoriale su muove su tre dimensioni:

La dimensione personale

La dimensione personale, perché per prima cosa i tuoi interlocutori sono persone!
Sono persone che affrontano i problemi di tutti: i rapporti personali che diventano meno facili di quello che si crede, la famiglia, i genitori che invecchiano, i figli che fanno i capricci, le bollette da pagare, lo sport e gli infortuni, quel viaggio che non possono permettersi…

La dimensione professionale

Poi c’è la dimensione professionale. A che punto sono della loro carriera Sono soddisfatti? Vogliono impressionare il loro capo trovando “pepite d’oro” da offrirgli come il migliore cane da tartufi? Quali dinamiche di carriera ci sono nella loro azienda e nel loro mercato? Cosa devono fare per essere promossi o per avere un aumento? Qui è importante conoscere queste dinamiche perché è importante produrre il valore che le persone vogliono, il valore a cui loro sono interessate. Non noi!

La dimensione aziendale

La terza dimensione è quella aziendale. Cosa si aspetta l’azienda? Di cosa ha bisogno l’azienda in cui lavorano? Dove vuole crescere quell’azienda? In quale mercato? In quale area geografica? Ci sono nuove regole che governano il suo business?
C’è chi ha fatto fortuna con il GDPR, una normativa che ha impattato nella vita di tutti quelli che fanno marketing e comunicazione. Giusto per fare un esempio recente.
Per farne un altro possiamo citare l’attenzione per l’ambiente. Non è un nuovo trend che attraversa moltissimi business e spesso riesce anche a trasformarli radicalmente?
A quali altri giga-trend dovrà prima o poi rispondere quell’azienda?
Questa dimensione è spesso quella maggiormente presa in considerazione, ma da una sola angolatura: quella del fornitore che offre “roba buona”, “roba giusta”, “prodotti ganzi”. Invece le aziende sono spesso molto interessate a chi le aiuta nella loro missione aziendale. Conosci la mission delle aziende tue clienti? Dove vogliono crescere? Come si vogliono posizionare agli occhi dei loro clienti? Che clienti desiderano?

Personale, Professionale e aziendale: il mix dell’engagement perfetto

Ovviamente mixare ad arte queste tre dimensioni: personale, professionale e aziendale regala il massimo ritorno in engagement possibile. È qui che si gioca la partita: fare post che dosino sapientemente questi tre elementi.

Quali Post Fare su Linkedin?

Testi, video, immagini? Cosa scegliere su LinkedIn?

Una volta individuati gli argomenti, scopriremo che ci sono persone che prediligono i testi lunghi scritti, altri quelli brevi e con le emojii, altre ancora i video (che spesso vengono spinti da LinkedIn in maniera pesante).
Anche qui si tratta di variare e pianificare che ci sia il giusto contenuto per tutte le tipologie di persone con cui vogliamo interagire. Non smetterò mai di dire che mentre una celebrity può desiderare avere numeri che crescono all’infinito di fan e follower, di like e commenti a noi, per le nostre aziende, per il nostro lavoro basta molto meno. Non vogliamo tutti. Vogliamo solo quelle persone che possiamo servire al meglio con ciò che facciamo. Perciò meglio 10 like ben profilati che 100 di persone che poi non avranno mai interesse per noi. Va bene un po’ di riprova sociale, ma la vostra azienda non è la Ferragni!

Come scatenare l’engagement della LinkedIn Company Page?

Se siete atterrati qui sicuramente non siete soddisfatti delle performance della vostra Linkedin Company Page.
Magari la vostra pagina è all’inizio e non se la fila nessuno oppure giace abbandonata e volete rivitalizzarla.
Per prima cosa dovete chiedervi: è davvero strategico questo lavoro oggi per la mia attività?
Investire su di una pagina LinkedIn oggi è la cosa giusta per voi?
Se la risposta è sì vediamo come far crescere i numeri, le interazioni e il business. Se la risposta è no: lasciate stare. Troverete altre strade per raggiungere la vostra meta.
Teniamo a mente che anche nel caso in cui la pagina sia assolutamente interessante e piena di persone curiose che non vedono l’ora di aggiungersi, questa va comunque promossa.
Una pagina non cresce non si fa nulla. L’olio di gomito è la vera strada al successo per una LinkedIn Company Page.

Ma da dove partire?

Iniziamo a coinvolgere i nostri colleghi. Prima quelli del marketing, poi i venditori, poi tutti i dipendenti. Chiedete ai vostri amici. Personalmente ho visto di tutto.
Non capisco come mai la maggior parte delle aziende non usa correttamente il più economico strumento di marketing a loro disposizione: la firma delle email. Ci ho fatto una puntata intera, ora non sto a ripetere cosa potete ascoltare nella puntata numero 63 di Merita Business Podcast.
Però ho visto davvero tantissimi metodi per spingere la LinkedIn Company Page. Alcuni davvero ingegnosi.
Per esempio, diversi miei clienti hanno aperto dei Pods su Telegram, cioè dei gruppi segreti su Telegram, per notificare a tempo zero l’uscita di un post e chiedere ad un gruppo di amici una interazione.
Non sono cose propriamente eleganti perché LinkedIn prima o poi si sveglierà e controllerà gli IP, la provenienza, noterà che sono sempre gli stessi ad interagire…
All’inizio “vale-todo” poi man mano che la pagina si riempie e si capisce come comportarsi con i follower le cose migliorano e si può anche evitare di ricorrere a questi trucchi.
Nel caso di uso di gruppi su Telegram, vi invito a far commentare con frasi compiute, che abbiano senso all’interno di quel contesto e che siano sufficientemente lunghe da essere credibili. Evitate i “Grandeeee!”, “Super!”, “Top!”… e le singole emojii che sanno di finto. Son robe che nemmeno le peggiori influencer di Instagram fanno più. Non vorrete mica farvi ridere dietro. Evitate esagerazioni con interazioni superficiali e finte. Stringete un patto con i membri del gruppo: si commenta se si può farlo in maniera dignitosa.

Condividere commentando è meglio di mettere un like

Nell’engagement esiste una scala gerarchica.
Il like vale meno di un commento, e un commento vale meno di una condivisione.
Perciò invitate i vostri colleghi a condividere sui loro profili i post aziendali aggiungendo 2-3 righe di commento. Qualche cosa di personale che aggiunga il loro tocco personale al messaggio aziendale. Magari taggando già in queste righe, le persone più in target e che già abbiamo nella nostra rete di contatti.

Linkedin CRM

L’occasione che spesso viene persa con le Pagine Aziendali di Linkedin

Lavorando bene, piano piano, i post si popoleranno di interazioni, di like, di commenti, di condivisioni e la vostra pagina si arricchirà di follower. Evviva! Non era quello che desideravate?
Il vero problema è che, nonostante la mole di lavoro da fare per ottenere risultati, le aziende poi non fanno nulla di più che gloriarsi dei loro numeri internamente. Se i numeri vanno verso l’alto son contente, se stagnano o vanno giù non lo sono. Tutto questo è abbastanza “bovino” perché se scacciate persone non in linea con le vostre aspettative avete già ottenuto un risparmio. Quindi dovreste essere contenti di non investire tempo e risorse sulle persone sbagliate. Invece se i follower calano scende a tutti una lacrima di tristezza sul volto.
Ma oltre contare i follower e i like cosa si fa concretamente? Troppo spesso molto poco.

Quanto sarebbe più produttivo andare a vedere chi segue la nostra pagina aziendale! Anche se sono pochi!
Allo stesso modo, rispondere ai commenti dei follower risulta molto importante. Spesso sono i nostri clienti e questo ci dà una occasione di risentirli. Altre volte sono nuove persone. Quale processo implementeremo per allontanare le persone non in linea e spingere giù nel funnel quelle che non aspettano altro che buoni motivi per comprare da noi?

La LinkedIn Company Page è solo per il brand awareness?

Fra l’altro pensate a quante informazioni si possono trovare studiando le pagine aziendali dei concorrenti. Le aziende più lungimiranti spesso comprano servizi da LinkedIn ma troppe volte ho visto mancare la capacità di sfruttare tutto quello che c’è davvero a disposizione. Perché LinkedIn è spesso una miniera d’oro che non sappiamo sfruttare.
Ecco perché diventa importante chiederci ruolo avrà in tutto questo il CRM e il processo di lead nurturing e lead management?
Spingere la crescita di una pagina aziendale su LinkedIn senza avere a posto questi aspetti può garantirvi un po’ di brand awareness, ma nulla di più. Tutti gli step del customer journey vanno presidiati, non solo alcuni. Se puntiamo veramente sulla Pagina Aziendale su LinkedIn dobbiamo di farlo a fondo, non solo in parte.
Ad ogni modo è un argomento vastissimo e mi rendo conto di non essere stato esaustivo. Potevo parlarvi di Employer Branding, di annunci di lavoro, di pagine secondarie…ma il podcast non è il luogo adatto. Magari può valer la pena trattare altri aspetti su questo argomento. Cose che per ragioni di tempo non sono riuscito a dirvi. Che dite? Mi fate sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto?

Oppure mi contattate in privato per organizzare una sessione formativa in azienda. LinkedIn può diventare un grande aiuto per riempire il vostro CRM di lead caldi e interessanti. Di dati sapete dove sono, sono in chiaro su LinkedIn e nella pagina contatti.

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Note della puntata

Se vuoi scaricare un modello di piano editoriale puoi farlo da qui.

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