C’è un pensiero che serpeggia sempre più spesso tra imprenditori e dirigenti: e se un giorno tutto questo non fosse più sostenibile?
Non si tratta solo di fuggire all’estero per cambiare vita. Si tratta di qualcosa di più sottile e strategico: avere un Piano B, pronto all’uso, per proteggere la propria famiglia e il proprio patrimonio imprenditoriale da un futuro che si fa sempre più incerto.
In uno degli episodi più discussi del podcast di Merita.biz, si affronta proprio questo tema, senza filtri e senza giri di parole. L’ospite è Richard Zoni, partner di uno studio legale internazionale con base in Svizzera, che da anni supporta imprenditori – crypto e non – nella costruzione di percorsi alternativi alla vita fiscale e imprenditoriale italiana.
Non servono scenari catastrofici per giustificare una riflessione sul futuro. Basta osservare alcune tendenze evidenti:
Chi lavora, crea impresa, assume persone e genera valore, ha oggi il dovere di proteggere ciò che ha costruito. E lo può fare solo anticipando i tempi, non aspettando la prossima emergenza.
Pensare a un piano B non significa per forza trasferirsi all’estero domani mattina o mollare tutto. Anzi, significa ragionare in modo strategico, valutando scenari alternativi e preparandosi con anticipo.
Alcuni esempi concreti di "piano B":
Come spiega Richard Zoni, il piano B non è solo per ricchi: anche un freelance o un imprenditore digitale può (e dovrebbe) pensarci. Ci sono destinazioni accessibili e legittime, da Dubai all’Albania, passando per Thailandia, Panama, Paraguay e persino alcune regioni d’Europa meno sotto i riflettori.
Uno dei passaggi più forti dell’episodio riguarda il concetto di "patriottismo fiscale": quell’idea secondo cui “bisogna restare a combattere”, “pagare le tasse per il bene del Paese”, anche quando il sistema mostra evidenti crepe.
Ma siamo sicuri che sia un dovere restare in un sistema che prende senza restituire, che punisce chi crea e protegge chi consuma? Oppure è solo una trappola psicologica?
Il punto non è disertare. Il punto è difendere la propria libertà economica, perché da quella derivano tutte le altre libertà. Ed è proprio qui che il podcast offre spunti concreti e fuori dal coro.
Chi pensa di aprire un’azienda all’estero deve farlo con consapevolezza. Non esistono scorciatoie. L’illusione di “intestare tutto a una holding in Serbia” senza rispettare le normative può portare più problemi che vantaggi.
Come viene spiegato nel podcast:
Molti rimandano la costruzione di un piano B perché “non è ancora il momento”. Ma la verità è che quando il bisogno arriva, è già tardi per prepararsi.
Come ricordato nell’episodio, se un domani i confini si chiudessero o venissero imposte restrizioni ai capitali, solo chi ha già mosso i primi passi potrà contare su un’alternativa concreta.
Anche solo ottenere un permesso di residenza in un altro paese oggi – senza necessariamente trasferirsi subito – può essere il primo tassello di una libertà futura.
Se sei un imprenditore, un dirigente o un professionista che si sta facendo domande sul futuro, non perdere questo episodio di Merita.biz.
➡️ Si parla di residenza fiscale, conti esteri, criptovalute, CBDC, exit tax, società offshore e di come costruire un piano B concreto e realizzabile.
Perché la vera libertà non si conquista in emergenza, si costruisce per tempo.
Se vuoi contattare Richard Zoni, puoi farlo attraverso il sito di Abilex.ch
