Intervista a Mafe De Baggis

Perché gli imprenditori non si fidano ancora del digitale

Scritto da Giorgio Minguzzi il 23 ottobre 2017

Perché gli imprenditori sono diffidenti rispetto al digitale?
Perché queste nuove tecnologie, che poi tanto nuove non sono più, non sono riuscite a fare breccia fra i nostri imprenditori?
Ne parliamo nella puntata di oggi con Mafe de Baggis, un pioniere della comunicazione su internet.
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Per chi non conoscesse Mafe de Baggis, Mafe si occupa di comunicazione (relazioni pubbliche, progetti editoriali e copywriting) dal 1991 e dal 1998 impiega la sua esperienza maturata nel mondo della comunicazione tradizionale per portare in Internet le aziende, le testate e le persone che ne sentono il bisogno.

Butto giù gli appunti presi durante la puntata, senza la pretesa di darvi uno sbobinato, ma una traccia che vi incuriosisca e vi faccia ascoltare un’intervista ampia e interessante.
Mafe De Baggis
Per Mafe, le ragioni della diffidenza degli imprenditori stanno tutte in due punti:

  • continua rincorsa alla novità. Anche chi propone servizi digital spinge il discorso della novità (non ci sono più le community ma i blog, non ci sono più blog c’è Facebook, non c’è più Facebook c’è Snapchat);
  • grandi promesse di strumenti che sembravano dover cambiare tutto all’improvviso, generando un misto di ansia e aspettative.

Stordito da tutte queste novità qualcuno ha deciso invece di stare a vedere e chi lo ha fatto ha avuto anche delle soddisfazioni non da poco. La voce poi ha cominciato a girare…
Ci vuole tempo per usare bene una nuova tecnologia e anche perché essa stessa si esprima al meglio. È per questo che Mafe si schiera nell’intervista dalla parte si chi se la prende comoda e non dei frettolosi.

L’importanza della narrazione

Un altro punto importante che emerge nella puntata è l’importanza della narrazione. I mezzi che si sono aggiunti ai precedenti hanno frammentato la comunicazione delle aziende. Perciò è necessario avere un filo conduttore che aiuti a capire chi è il soggetto a cui ci stiamo rivolgendo. I due elementi più potenti che ci vengono in aiuto sono il visivo e la storia. È la storia che permette di riconoscere l’azienda in tutte le sue comunicazioni.

Al contrario molti invece pensano che narrazione voglia dire che ogni volta che parliamo di qualcosa siamo costretti a raccontare una storia. E questo è da un lato faticoso per il destinatario e dall’altro frammenta ancora di più l’immagine dell’azienda. Abbandonandosi a questo modo di fare, si finisce per scrivere tante storie diverse invece di una sola.

Il potere delle mappe nella narrazione

Le mappe e le storie sono strettamente collegate. Le storie di viaggi sono quelle con cui noi familiarizziamo per prime. L’Odissea, l’Iliade, il Milione di Marco Polo sono storie di viaggi e spostamenti. E le mappe risolvono uno dei problemi che abbiamo nella comunicazione digitale: la cronologia dei contenuti.

Siamo invasi da tanti contenuti diversi in forma di elenco cronologico che scorrono via e ci danno un sacco di ansia e di angoscia perchè non riusciamo a star dietro a tutto. Le informazioni si perdono nel fluire del tempo, invece con le mappe (geografiche ma non solo) al contrario possiamo consultare tantissime informazioni tutte insieme. Danno libertà di movimento alle persone a seconda del loro interesse.

La scommessa sul futuro

Sul finire della puntata emerge anche la visione sul futuro della comunicazione digitale che ha Mafe de Baggis: “Sempre più spesso organizzeremo i contenuti in modo orizzontale e non sequenziale e sempre meno in modo cronologico. Questa è la mia scommessa per il futuro”.

Pleens, per esempio, è un progetto di Mafe e di Filippo Pretorani (il marito) che in questo momento è in stand by ma che va in questa direzione.

Facebook e le community

Il web 2.0 ha spazzato via tutta la competenza creata e rodata della gestione delle community. Perché per vendere quel concetto serviva dire che il web 2.0 era il web delle persone mentre quello precedente era meno umano, un wbe in cui non c’erano persone che interagivano. In realtà non era così. Una nuova generazione di startup ha inventato il web che usiamo adesso e ha buttato via tutto un insieme di competenze e di pratiche che servivano proprio a gestire i problemi che abbiamo adesso (fake news, aggressività, bullismo, maleducazione).

Secondo Mafe i social network non hanno incorporato quello che avevamo imparato sulla gestione delle community, c’eravamo fatti gli anticorpi ma abbiamo preferito abbandonarli.

Mafe si riferisce a una cultura, non a una gestione manuale: prendere delle tecniche di gestione del conflitto, di moderazione e auto-moderazione e in parte incorporarle in software che fanno il lavoro grosso e in parte avere un insieme di moderatori che svolgano il lavoro più raffinato.

Quindi la mossa di Facebook di spingere sui gruppi non è tanto strategica dal punto di vista economico ma lo è dal punto di vista della sopravvivenza della piattaforma. Una mossa intelligente e che propone al web una forma di autoregolamentazione che in questo momento manca del tutto.

Personal Branding

Nella puntata abbiamo parlato anche di personal branding e di cosa ci ostacoli: spesso ci frena una forma di pudore.

Resistenza al cambiamento – Desing Thinking

Il design thinking serve a immaginare una soluzione migliore e a progettare il modo per arrivarci. Serve a tutti perché allena a un modo di pensare che non si adagia sulle cose come abbiamo sempre fatto. Quando abbiamo un problema tendiamo ad affidarci alla tradizione o alla consuetudine e spesso è questo il problema.

Il pensiero progettuale invece parte prima di tutto dal “che cosa posso fare per cambiare questa situazione”.
Con il design thinking puoi lavorare sull’empatia e non dare per scontato di sapere tutto sull’argomento che affronti.
Mafe infatti ci tiene a sottolinere: “La prima cosa che faccio quando affronto un progetto è fare tabula rasa delle mie conoscenze e far finta di non sapere nulla”.

Perché le cose che non hanno funzionato in passato non hanno funzionato in una situazione e in un tempo molto precisi. Pensare che non funzioneranno mai è sciocco. Questo aiuta a ripartire da zero.

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Note dello show

Potete contattare Mafe De Baggis attraverso il sul suo sito: mafedebaggis.it

Ecco invece l’elenco dei suoi libri:

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