Crisi delle Materie Prime e della Liquidità Aziendale

I Prezzi delle Materie Prime vanno alle stelle e la Liquidità Aziendale inizia ad avere problemi: come organizzarsi per resistere?
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La Crisi delle Materie Prime colpisce la maggior parte delle aziende. I prezzi salgono alle stelle e la liquidità aziendale non entra in crisi. Come fare per superare questa crisi? Come riorganizzarsi dopo l'aumento delle materie prime? Come gestire la tesoreria aziendale in questo periodo in cui le materie prime hanno subito rincari stellari?

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Ne parliamo in questa intervista con Sabina Ceola di Fabbrica del Valore e Piergiacomo Drappero di Acris.

Seguono gli appunti dell'intervista non rivisti dagli autori.

Giorgio Minguzzi: Quali sono le difficoltà finanziarie legate all'attuale contesto. Mi spiego meglio come la crisi legata alle materie prime impatta sulla gestione della liquidità aziendale?

Sabina Ceola: Giorgio, proprio un anno fa, registrammo un'intervista insieme parlando del contesto economico dell'importanza del Controllo di Gestione, legato anche al tema del Decreto Liquidità, che venne stato varato per fronteggiare l'emergenza Sanitaria. Ora a distanza di un anno, l'impresa si trova ad affrontare un bel problema: la reperibilità delle materie prime e prezzi alle stelle. E di conseguenza, la difficoltà anche a gestire il circolante. Quindi la crisi di queste materie prime impatta molto sul circolante e di conseguenza sul flusso degli acquisti, delle rimanenze di magazzino e delle vendite. Tutto questo  mette in crisi un po' la catena logistica delle imprese. Di conseguenza anche la capacità di fornire per tempo, con puntualità, i propri clienti.

Nell'ultimo anno, è cambiato anche un po' il modo,  di finanziare questo il circolante. Noi come consulenti di Fabbrica del Valore, abbiamo visto che molte delle imprese che sono riuscite a portarsi a casa i finanziamenti a medio lungo termine, grazie ai vari incentivi varati col Decreto Liquidità; staanno, per paradosso, finanziandoil fabbisogno a breveon con questi finanziamenti a medio lungo. Proprio per la difficoltà di reperire materie prime, quindi con un volume di spesa molto più importante.

E ovvio che questa possibilità è stata data a chi però si era portato a casa un bel po di soldi con i vari finanziamenti garantiti dal Mediocredito Centrale. Il vero punto di svolta però si avrà l'anno prossimo, quando cominceranno ad essere rimborsati gran parte, appunto, dei finanziamenti richiesti nel 2020 con i vari Decreti Liquidità. Quindi stiamo assistendo  in molte imprese, questo è evidente nella legge di bilancio che si fanno, hanno la necessità di finanziare il circolante; quindi l'incremento del fabbisogno, e soprattutto bisogna tenere molto sotto controllo la cassa e le posizioni a breve, per evitare di fare degli sconfinamenti o  di avere degli insoluti, che poi impattano sulla sulla Centrale Rischi della Banca d'Italia perché questa tensione di cassa avrà ripercussioni proprio sul nostro profilo che nella centrale rischi.

Crisi Materie prime: cosa fare?

Giorgio Minguzzi: Piergiacomo queste cose sono abbastanza interessanti, tu ti occupi un po' di questo: di fare gli esami del sangue alle aziende.

Piergiacomo Drasppero: Sì, prendo spunto dalle parole di Sabina che ha spiegato in maniera corretta lo scenario di oggi delle imprese.  Questa problematica, che potrebbe non sembrare in un primo momento interessata alla Centrale Rischi, in realtà poi non lo diventa. Il fatto che bisogna anticipare degli acquisti per potersi garantire quello che è poi la quotidianità del lavoro dell'azienda e la non sicurezza di questo periodo, fa sì che l'impresa debba comunque bussare alla porta del suo partner strategico, che è la banca, per poter far sì di avere dei polmoni di denaro o dei plafond, chiamiamoli come vogliamo, per affrontare il periodo che stiamo vivendo.  Va da sé che quando si parla di banca si parla di merito creditizio e quindi del merito che abbiamo noi come impresa nel poter ottenere dei finanziamenti. Ricordo sempre che tutto ciò è dato dal minor rischio che la banca deve assumersi nei confronti dell'impresa per poter erogare con serenità, diciamo così, questi plafond. E come abbiamo detto anche nella puntata che facemmo, insieme la Centrale rischi e quel documento che certifica qual è il nostro stato di salute finanziario e deve essere un bigliettino da visita importante. Per quello che la Centrale rischi in questo caso ci rientra dalla finestra se non dalla porta su questi argomenti di cui stiamo parlando.

Giorgio Minguzzi: Ma in generale come viene misurata questa "reputation", questa reputazione dell'azienda,rating, scoring, sto facendo un po di confusione, centrale rischi...Come fa un'azienda a organizzarsi?

Piergiacomo Drappero: E questa è una buona domanda. Intanto spiego la differenza fra la parola SCORING e la parola RATING perché devo dire che viene abusato il termine rating mentre in moltissimi casi si tratta solo di scoring. Rating e Scoring hanno alla base dei modelli matematici di calcolo, i famosi algoritmi, che emettono un numero che viene poi tradotto in voto. Se io creo un modello matematico basato su delle intuizioni anche di valore, non sto dicendo che non abbiano valore, questo è uno scoring. Quindi io dò una mia votazione personale ad un qualsiasi aspetto, per esempio un merito di credito di un'azienda. Posso quindi così dare un voto di scoring. In realtà il rating è invece utilizzare lo stesso mio modello di matematico che ho creato. Stressarlo come fanno le banche con i famosi stress test di cui ogni tanto si legge sui giornali, stressarlo su una base, normalmente nel nostro campo sono i bilanci,  di tutte le nature nel senso piccoli grandi, chi va bene chi va male, prendendo un parterre di database di bilanci, importante numericamente, e se il risultato dell'algoritmo che ho inventato e che ho stressato dà un risultato valido, potrà essere certificato come come rating. Questa è la differenza tecnica fra scoring e rating. Posso dire che è un po' abusata la parola rating nel mondo finanziario, perché la maggior parte delle volte stiamo parlando di scoring. Questa è la differenza. Come fa l'azienda a districarsi? La cosa più importante è che l'imprenditore deve capire è che deve fare in modo che il sistema bancario, quindi la sua banca di riferimento, o le sue banche di riferimento, assumano meno rischi possibili.

Quindi questo è un po l'input, come lo si fa? E lo si fa partendo dalla centrale rischi, come abbiamo già detto in tante occasioni. Perché è quel documento sul quale si basa la banca per il giudizio sull'azienda.

Come si esce dalla crisi delle materie prime?

Giorgio Minguzzi: Domando Sabina, l'analisi di bilancio poi fra tutte queste cose ha ancora un ruolo.

Sabina Ceola: Certamente, perché prima Piergiacomo poc'anzi citava un giudizio quantitativo, una sorta di algoritmo che calcola questo giudizio di merito. Però accanto a questo giudizio quantitativo, assume ancora molta importanza un giudizio qualitativo. Quante volte ci siamo detti che quando si va in banca a chiedere un finanziamento, ma anche semplicemente per tenere dei buoni rapporti con il proprio istituto bancario, ogni tanto è utile presentare un fascicolo in cui si racconta come come sono andate le performance, un po' anche di storytelling... Quindi quando parlo di giudizio qualitativo è perché accanto a questo parametro numerico, conta anche poi raccontare cosa fare impresa. La propria mission la propria vision e e soprattutto poi, dare riscontro pratico di questa mission e visiono come si ripercuotono. Quindi dell'analisi di bilancio magari trimestrali, se non appunto mensili, in cui si fa vedere all'istituto bancario quali sono i propri indici di bilancio, i propri margini; spiegando quali sono anche le misure che si intendono adottare nel breve e nel lungo termine per andare magari aggiustare qualche indice che è un po fuori fuori parametro. Quindi ancora una volta l'importanza di unire quello che un giudizio matematico arricchendolo dal punto di vista qualitativo. E in questo senso è ovvio che sono premiate le imprese che già hanno un asseto, degli strumenti per andare a misurare queste performance.

Giorgio Minguzzi: Lo vedo bene l'imprenditore. Rating, Scoring, Centrale Rischi, Analisi di Bilancio, Controllo di Gestione, Business plan...di tutto, di più. Tutte queste cose sono poi da fare. Quali sono gli strumenti che servono per monitorare la situazione e per creare questi output, in modo da poter avere sotto controllo un'azienda?

Sabina Ceola: OK, distinguerei intanto fra esigenze di brevetermine e esigenze di lungo termine. A breve termine, quindi per monitorare l'andamento annuale, trimestrale, mensile, solitamente entro l'anno; è fondamentale fare periodicamente un'analisi di bilancio. Quindi per le aziende di medie dimensioni va bene anche l'analisi trimestrale.  Meglio ancora se mensile se si ha la possibilità. Per analisi di bilancio intendo andare a riclassificare conto economico e patrimoniale, misurando indici e margini. Ovviamente questa misurazione va fatta con persone che hanno le competenze affidandosi appunto a consulenti esterni abbiano la padronanza di queste misurazioni. Altresì è importante oltre l'analisi di bilancio, anche un controllo di gestione più industriale, che vada poi in profondità a vedere cosa c'è dietro questi margini. Quindi a misurarmi i costi del prodotto, magari per famiglia, per business, per cliente, con un'analisi un po' più approfondita, che vada proprio sul prodotto sui canali di vendita. Sempre nel breve termine, e durante quest'anno abbiamo visto quanto è stato importante, voglio citare la tesoreria, una gestione della tesoreria efficiente quindi monitorare gli sconfini dei portafogli Riba, dei fidi per cassa, perché magari si dà per scontato e qualche impresa non ha la conoscenza, ma sconfina e insoluti RIBA vanno nella Centrale Rischi della Banca d'Italia e quindi peggiorano il mio scoring. Quindi questi sono gli strumenti nel breve. Nel lungo, consiglio di andare ad eleborare un budget o chiamiamolo business plan, se ha durata triennale o quinquennale. Anche se preferisco ragionare nell'arco di tre anni, dicevo appunto un business plan che ci permetta di fissare degli obiettivi di lungo periodo, in modo che l'impresa abbia il timone e sappia dove demandare. Quindi questi strumenti basilari e che possono essere messi in piedi anche dalle imprese di piccole e medie dimensioni. Non occorre avere software gestionali o grandi grandi software elaborazione dei dati basta anche un excel o uno strumento di business intelligence economico, per creare dei modelli semplici ma fruibili giornalmente. Soprattutto anche dall'imprenditore e da chi lo affianca, in maniera autonoma.

Giacomo Drappero: Sì, tornerei a quello che è il tema fondante del discorso che stiamo facendo: la difficoltà di reperire le materie prime e quello di parlare di programmazione,  quindi di come potersi garantire le materie prime nei momenti di difficoltà. La stessa identica cosa deve avvenire anche nel mondo che potrà essere più piccolo per l'azienda, del suo mondo finanziario, quindi la programmazione finanziaria. Questo secondo me è una cosa che oggi dobbiamo pensare che anche la micro impresa, quindi non solo le PMI, ma anche la micro e la piccola impresa, devono attrezzarsi. Poi ad ogni livello ci sarà un aiuto informatico che possa essere adeguato alla realtà.

Prezzi delle Materie Prime in rialzo

Giorgio Minguzzi: E anche un aiuto consulenziale ci siete voi che potete dare una mano a queste imprese.

Piergiacomo Drappero: A mio avviso in questo periodo soprattutto che è un periodo, lasciatemi il termine non quotidiano, quindi anche anche sotto il profilo dell'approvvigionamento un periodo emergenziale. Come sanno tutti. Quando nel campo finanziario, quindi non è una malattia che cura il medico, ma è una malattia che può essere il sistema bancario ad aiutare a superare e sostenere questo questo momento. Come diceva giustamente Sabina sono fondamentali importantissimi i numeri ma oggi, il sistema bancario ha necessità di Visione Futura. Non più solo dati di bilancio o centrali rischi, banalmente ma che cosa farai e quindi come mi restituirà i soldi nel futuro. Una programmazione finanziaria che se l'impresa, parliamo della microimprese perché poi il tessuto italiano è formato soprattutto da microimprese, e anche da piccole possono essere aiutate da aziende di consulenza e di supporti informatici per lavorare meglio con il partner bancario, perché può essere di aiuto in questo momento. Per i motivi che poi abbiamo detto prima bisogna presentarsi in una certa maniera.

Giorgio Minguzzi: In questo momento le materie prime sono veramente il problema principale nella testa degli imprenditori. Perché pensiamo un attimo all'energia: ho venduto con un listino che non tiene conto degli aumenti che ho di costi energetici per produrre il bene; a questo punto diventa anche necessario creare e individuare delle occasioni per ampliare la catena dei fornitori, il mio parco fornitori.E anche tenerlo sotto controllo, perché dopo diventa sempre più importante averlo sotto controllo. Come posso usare tutto quello che abbiamo detto fino adesso, per tenere in ordine il mio albo fornitori e avere fornitori affidabili.

Sabina Ceola: Spesso non si fa l'analisi di bilancio dei clienti per valutare se prendere la commessa o fornire un cliente ma si sottovaluta l'importanza di valutare anche la  catena di fornitura.  Molte aziende vedo che non spendono tempo e risorse per valutare anche i propri fornitori. E mai come adesso è importante trovare dei fornitori affidabili e puntuali. Soprattutto capire se i fornitori già esistenti hanno le risorse anche finanziarie per poter rispettare i tempi di consegna e esporsi a loro volta. Per esempiuo, noi ultimamente come come studio di consulenza stiamo facendo molte analisi della catena di fornitura. Per valutare anche per ricercare eventualmente nuovi partner. E operiamo un'analisi di bilancio e ci avvaliamo anche di software che ci permettono di andare un po più in dettaglio anche sulla tipologia di settore in cui opera il fornitore; perché poi ogni settore ha le sue dinamiche. Però è anche importante valutare il rischio finanziario dei fornitori.

Piergiacomo Drappero: Faccio un esempio così chiariamo alcuni aspetti. Una catena importante di gelaterie in Italia, mi contattò perché la loro giusta preoccupazione (anche l'impresa si assume dei rischi che deve cercare di calmierare ove possibile)perché avera come come filiera di 17 fornitori che sono dentro una cartella speciale che si chiamano fornitori strategici. Uno di questi era quello che produceva il cono per il gelato. Va da sé che se il mio fornitore che mi produce il cono del gelato, per qualche motivo, chiude la serranda, io mi ritrovo a zoppicare. Con questo esempio si capisce benissimo quali sono i timori delle imprese, quelle più strutturate lo espongono e lo sentono in maniera più palese, perché ho avuto diversi contatti di aziende che hanno questo stesso tema e sono dell'idea che nel futuro e anche abbastanza prossimo, succederà che se vuoi lavorare con l'azienda organizzata, per poterti annoverare fra i miei fornitori devo farti una due diligence. Va da sé che ci sono dei servizi di Report Commerciali o di giudizio commerciale (Cerved, Innolva, Cribis...) che erogano servizi di "report commerciale": quindi questa azienda io la valuto A, B, C, D oppure una prima posizione o una ultima posizione. Ma cosa manca sempre su questi report commerciali? Manca la liquidità di cassa dell'azienda. Cioè l'azienda che ha anche un voto interessante importante basato su dati pubblici, che hanno un loro valore, ma l'azienda che vuole giudicare un fornitore si dovrà attrezzare nel futuro a richiedere anche la Centrale Rischi dell'azienda potenziale nuovo fornitore oppure fornitore storico per il quale io devo comunque monitorare per avere un abbassamento del rischio quale che io devo assumermi ad avere questo tipo di fornitore. La Centrale Rischi della Banca d'Italia offre come sappiamo  una serie di risposte sullo stato di salute finanziario e di liquidità dell'azienda. Ecco, chissà perché le banche usano la Centrale Rischi per giudicare le aziende...

Sabina Ceola: La Centrale Rischi è il prospetto che ha i dati più freschi il bilancio. Ahimè il bilancio si deposita una volta all'anno e quindi ha dati storici soprattutto. Se consideriamo che a fine ottobre c'erano ancora imprese che dovevano depositare il bilancio 2020

Piergiacomo Drappero: È vero che la Centrale Rischi sono i dati di riservati, quindi non sono pubblici a differenza degli altri, però è anche vero che nessuno mi proibisce di consegnare a Sabina se vuole che io venga giudicato da lei per poter essere annoverato tra i fornitori, quindi vuol dire a poter produrre denaro per la mia azienda, di consegnarla. E lei nelle sue nei suoi sette documentativii di analisi inserirà anche questi dati di centrale rischi.

Note

Per richiedere l'analisi offerta da Fabbrica del Valore basta andare qui.

Un sincero ringraziamento a Sabina Ceola di Fabbrica del Valore e a Piergiacomo Drappero di Acris per la disponibilità nel registrare questa intervista.

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