Instagram contest e concorsi a premi

Concorsi online: come si organizzano legalmente fotocontest, instagram contest e manifestazioni a premi

Scritto da Giorgio Minguzzi il 23 Luglio 2018

I concorsi online sono strumenti di marketing potenti. Fotocontest, instagram contest e manifestazioni a premi di ogni genere si susseguono in ogni angolo di Internet.
Partiti offline hanno colonizzato la Rete in pochissimo tempo. Il motivo? Sono molto efficaci e permettono interazioni reali con chi partecipa.

Spesso mi è capitato di sentire clienti dire: per il lancio di questo prodotto vorrei organizzare un concorso online, ma siamo in Italia, è troppo complicato, meglio rinunciare.

Ma è proprio vero? È così impegnativo organizzare un instagram contest dal punto di vista burocratico, dal punto di vista legale? Che carte ci vogliono per organizzare una manifestazione a premi?
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Alla fine, nelle discussioni che si vedono in azienda, spesso è il consulente che ricorda al cliente che il contest a premi è una strada troppo in salita nel nostro Paese. Così il cliente rinuncia ancora prima di iniziare.
Ma è davvero così?
È davvero una montagna troppo alta da scalare e così costosa organizzare concorsi online per supportare le attività di vendita dell’azienda?

Proprio per questo ho invitato Alessandro Vercellotti. Per capire, io per primo, come organizzare una manifestazione a premi senza a pagare sanzioni stellari o racimolare figuracce. Per chi non conoscesse Alessandro Vercellotti, Alessandro è un avvocato che ha studiato marketing. Questo gli permette di comprendere le esigenze che stanno dietro alle attività che il cliente vuole fare perciò ho pensato fosse uno dei più adatti a rispondere.

Cosa sono i contest comunemente detti concorsi online ?

Per contest si intendono tutte quelle manifestazioni a premio che hanno lo scopo di favorire la conoscenza di prodotti o di servizi che un’azienda offre o ancora di favorire la conoscenza del marchio della stessa e, ancora, favorire la vendita di prodotti o la prestazione di un determinato servizio. In Italia la normativa di riferimento è il DPR 430 del 2001, una norma di diciassette anni fa che pertanto non prende in considerazione molte problematiche legate all’uso di internet, del web ed in particolare dei social. Per fortuna in nostro soccorso fino ad ora è intervenuto ed in interviene il Ministero dello sviluppo economico, più brevemente MISE, con delle FAQ che hanno lo scopo da una parte di rispondere ai quesiti degli operatori del settore e dall’altra di colmare le mancanze della normativa. Pensiamo ad esempio ai problemi dei social, ai server. Le FAQ vengono aggiornate periodicamente e l’ultima versione è quella del 9 luglio scorso.
Alessandro Vercellotti: sui contest online

Che tipi di concorsi online si possono fare?

Prima di tutto possiamo fare una macro distinzione tra concorsi e operazioni a premio.
I concorsi a premio sono quelle manifestazioni in cui l’attribuzione del premio avviene senza alcuna condizione di acquisto di un prodotto mentre per le operazioni a premio, avviene l‘esatto contrario. In quest’ultimo caso potremo ottenere un premio dietro o semplice acquisto di un prodotto o offrendo la documentazione, pensiamo alla classica raccolta punti.
Tornando ai concorsi, questi possono dipendere dalla sorte o dall’abilità. Fatta questa premessa possiamo avere molte tipologie di contest, pensiamo ai quiz contest, nei quali viene premiata la conoscenza di determinate informazioni da parte dell’utente. I Giveaway nei quali tutti i concorrenti hanno diritto ad ottenere un premio per il solo fatto di aver partecipato al concorso. Ancora, possiamo organizzare un Rush and win che sono contest in cui vincono un premio solo i concorrenti che per primi hanno compiuto una certa azione o gli Instant win in cui il partecipante sa immediatamente se ha vinto o meno un premio.

I premi dei concorsi online sono soldi o oggetti, oppure sono premi anche “repost”, la “visibilità”…

Prima di tutto devo specificare che il premio, o meglio, la promessa di un premio, è un requisito essenziale per il contest. Infatti il premio ha il preciso scopo di invogliare il consumatore a fare un acquisto, a seguire un marchio a richiamare quindi la sua attenzione su quella azienda. I beni prima di tutto devono essere beni o servizi suscettibili di una valutazione economica e devono essere assoggettati ad IVA o ad altra imposta sostitutiva. Possiamo prevedere premi consistenti in sconti prezzo, beni immobili o mobili registrati, pensiamo alla classica macchina o allo scooter. Possiamo poi prevedere premi consistenti in biglietti del treno o del cinema o ancora posti di lavoro. Per quanto attiene i soldi, non è mai possibile prevedere un premio che consista in soldi perché di competenza esclusiva dei Monopoli di Stato. Se invece parliamo di premi consistenti in visibilità o repost si esclude l’applicazione dalla normativa del DPR 430/2001 perché non c’è una valutazione economica. Il premio, in questi casi ricopre la veste di riconoscimento personale, riconoscimento di un merito. Pensiamo ad alcune challenge fotografiche in cui il premio consiste semplicemente nel vedere la propria foto pubblicata.

Fra i premi dei concorsi online posso usare i gettoni d’oro…e se usassi le crypto valute? Ad esempio 10 Litecoin? O mezzo bitcoin?

Abbiamo detto che non possono prevedersi premi consistenti in denaro. Per i gettoni d’ora la questione è dibattuta. L’Amministrazione dei Monopoli di Stato ha sempre negato la possibilità di utilizzare i gettoni d’oro, al contrario il Mise e l’orientamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze ammettono tale possibilità considerando il gettone d’oro come bene e non come denaro. Al fine di garantire la fede pubblica il Ministero richiede accorgimenti particolari nell’indicare le caratteristiche fisiche del conio, il peso e altre peculiarità tecniche.
Per la cryptovaluta il discorso si fa interessante. Per l’Agenzia delle Entrate i Bitcoin sono considerati moneta estera, infatti, sempre secondo l’interpello della stessa Agenzia delle Entrate ai fini IVA godono del regime di esenzione poiché trattasi di operazioni relative a banconote. Non sarà possibile quindi prevedere un premio direttamente in Cryptovaluta, così come per il denaro contante.
Ultimamente è stato promosso un contest in cui tutti i partecipanti potevano accumulare punti attraverso pronostici esatti, forniti in modo gratuito, e vincere premi consistenti in DASH una cryptovaluta che basata su tecnologia blockchain funziona come il contante. Con queste cifre i vincitori avrebbero potuto fare acquisti negli store dell’azienda promotrice e non riceverli direttamente come premio.

Cosa serve per fare un contest online a norma?

Questa è una domanda molto importante. Prima di tutto fare un contest a norma id legge significa non venire meno alla promessa al pubblico che si fa quando si intende promuovere la manifestazione a premio. Significa rispettare il principio di tutela della fede pubblica.
In seconda battuta fare un contest a norma significa rispettare tutte le prescrizioni indicate dal DPR 430/2001, quindi redigere un regolamento completo di tutti gli elementi essenziali, prestare idonea cauzione al fine di garantire la corresponsione die premi promessi, inviare al MISE tutta la documentazione richiesta nei tempi stabiliti.

Ci sono altri casi di esclusione come questo?

La normativa prevede casi di esclusione dalla stessa, pensiamo ai contest indetti per le opere letterarie o artistiche (ad esempio il premio Strega), le manifestazioni radiotelevisive e radiofoniche, gli sconti prezzo su servizi o prodotti dello stesso genere, l’offerta di buoni e i premi di minimo valore. A proposito di questi ultimi il discorso si complica. Nel gennaio 2018 le FAQ del ministero avevano riportato la decisione dell’agenzia delle entrate di fissare il minimo valore ad euro 25,82. Le FAQ del 9 luglio scorso hanno riportato la posizione dell’Agenzia delle Entrate che ha precisato che tale indicazione vale solo per le operazioni a premio e non per i concorsi. Per quest’ultimi il minimo valore sarà quello dell’art 107 del R.D.L. n. 1077/1940 cioè il valore di lapis, bandierine temperini e simili. Si attende quindi un’ulteriore decisione per fare chiarezza al riguardo.

Contest su Instagram

Quindi un utente di un canale social non può gestire un instagram contest …tipo un concorso fotografico?

Certo che può. Si possono chiedere ai partecipanti di caricare le foto inserendo l’hastag del concorso e menzionando il nome utente così diventando un follower.
Il gestore poi usando una applicazione importa tutte le immagini contenti l’hastag su una dashboard dove il promotore può vederle, valutarle approvarle. E aggiungerle nella gallery creata sul proprio sito web o su un piccolo sito creato ad hoc. Nella gallery le foto potranno essere votate e condivise.

Fammi però capire una cosa relativa agli Instagram contest, Instagram è un social…ma i server li ha altrove e noi avevamo parlato di territorialità. Che facciamo?

Instagram è un social americano ora di proprietà di facebook. I server quindi sono allocati in America. Prima di parlare dei server dobbiamo chiarire questo. Se vogliamo organizzare un contest sui social dobbiamo rispettare due cose. Uno la normativa italiana, due le linee guida del social. La normativa italiana ci dice che dobbiamo rispettare il principio di territorialità. Il MISE nelle FAQ precisa che in caso di svolgimento di contest sui social occorrerà obbligatoriamente utilizzare un sistema di Mirroring e non sistemi analoghi. Attraverso il mirroring possiamo replicare un contenuto digitale tante volte in modo da renderlo disponibile online su server in diversi Paesi del mondo. In tal modo il server allocato in America si rispecchierà in quello allocato in Italia.

Un modo per far crescere i follower della pagina Facebook di uno store è quello di regalare una cineasta a prezzo zero e in realtà farla pagare profumatamente nelle spese postali. Questa attività non è proprio un contest è lo è quasi…possiamo farlo?

Un contest per essere considerato tale deve avere il requisito essenziale della gratuità. Non è possibile prevedere ulteriori costi a quelli consistenti nell’invio di una cartolina o di una telefona.

Da tutto quello che hai detto, il regolamento è l’asse portante per il contest a cosa dobbiamo stare più attenti nel redigerlo?

Concorsi OnlineNella redazione del regolamento dovremo indicare tutti quegli elementi essenziali richiesti dalla normativa e che supportano la tutela alla fede pubblica. Questi elementi consistono nell’indicare
chi sono i soggetti promotori, la durata della manifestazione, l’ambito territoriale, chi può partecipare al contest, la natura ed il valore del premio, le modalità di svolgimento, la onlus a cui devolvere i premi non richiesti e non assegnati, redigere una informativa privacy che può anche costituire un documento separato.

Mi sembra che tutto quello che ci hai raccontato sia un disincentivo, anche negli altri Paesi ci sono tutti questi lacci e laccioli?

No non volevo creare un disincentivo ma far capire da una parte l’importanza di ideare, progettare e realizzare un contest che non perda mai di vista la tutela dell’utente finale che è il consumatore e dall’altra far capire che se realizzati a norma di legge i contest possono rivelarsi un potente strumento di marketing nelle sue varie declinazioni. Anche negli altri Paesi possiamo trovare limiti e normative ad hoc. Pensiamo alla Francia dove fino al 2011 non si potevano organizzare operazioni a premio perché vigeva il principio assoluto di gratuità.

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Note della puntata

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