Comprare indirizzi email

Comprare una Lista di Indirizzi Email può Essere Davvero Una Pessima Idea

Scritto da Giorgio Minguzzi il 11 Giugno 2018

Ogni marketer cerca in azienda una sola cosa: una lista. La lista è il fulcro attorno al quale gravitano molte delle attività di marketing di un’azienda. Quando un marketer viene assunto da un’azienda, anche se non lo dice durante il colloquio di assunzione, cercherà “la lista” al primo giorno di lavoro. La vorrà vedere, la vorrà valutare…purtroppo però sovente non la troverà. A volte perché le informazioni ci sono ma sono lei pc (o nelle teste) di vari dipendenti, oppure perché l’azienda è una startup e quindi non ha nulla di nulla da poter dare al marker come “dono di benvenuto”.
Ascolta “Mai comprare una Lista di Indirizzi Email. I rischi sono troppo grossi.” su Spreaker.
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Come dice Jeff Walker, se è vero che ieri era il miglior giorno per costruire la tua lista, oggi è il secondo miglior momento in assoluto per iniziare a raccogliere email. Vero, peccato che a volte crearne una non sia così facile e immediato come insegnano i blog post di marketing.
I risultati non arrivano, i capo mette pressione perché anche se tu gli hai spiegato che ci vuole tempo, lui annuiva ma poi dopo un giorno ha già ripreso a sognare orde di cleinti desiderosi di comprare senza chiedere lo sconto che assaltano l’azienda solo per i trucchetti che il markettaro ha inventato.

È normale, in questi casi essere tentato dalle sirene che ci attirano verso una di quelle email list a pagamento. Chi sotto pressione non sogna una scorciatoia?
Non conviene mai comprare una lista di email
Tutti, tutti sognano la scorciatoia al successo, ma raramente cercando una scorciatoia si imbocca la strada giusta, specialmente se queste liste costano pochi spiccioli.
Ma come mai comprare una lista non è affatto una bella idea?
Perché in realtà è un’idea pericolosa per la tua “sender reputation e perché alla fine ti distoglie dal creare una tua lista che ha capacità di convertire email in clienti.

Ora per avere una lista di email si possono fare 3 azioni:

  • Comprare o barattare una lista di email (sì barattare, perché non avete mai scambiato liste email con i vostri partner commerciali o con gli amici, falsi come giuda eh!);
  • Affittare una lista di email;
  • Creare la tua lista di email opt-in.

Ora lo so che c’è il GDPR e le liste non si scambiano e quindi so che voi, che siete bravissimi, non farete più le porcate che facevate prima del 25 maggio, anche se scambiarsele non si poteva nemmeno il 24 maggio perché già la legge lo impediva. Comunque, facciamo finta di parlare di liste che è perfettamente lecito acquistare così non vi confondete e non vi spaventate.
Quindi tutte liste legittime, tutti i consensi a posto.

Quando le comprate le liste così hanno un prezzo che vi consente di avere nome, indirizzo email e se siete fortunati qualche dettaglio di profilazione in più.
Negli Stati Uniti si possono trovare anche liste abbastanza ben segmentate, nel senso che per certi prodotti lì si risale alle tendenze d’acquisto controllando direttamente cosa una persona acquista con la carta di credito. Perciò se compri viagra ad esempio si possono acquistare liste con persone che hanno questo tipo di problematiche (chiedete a chi fa affiliate di pomate e di integratori, vi illumineranno con i dettagli).
Insomma se comprate potete prendere liste più o meno bel profilate in modo lecito di vari settori e segmenti di mercato.
Ma a volte chi ha composto questa profilazione approfondita sa di avere un valore grande fra le mani, perciò può offrirvi la possibilità di inoltrare le vostre email senza mettere le mani direttamente sulla lista. Insomma, si configurano le macchine in modo che l’intermediario spedisca a nome tuo, ma la lista resta riservata a lui. Tu affitti gli email per un certo numero di invii.
Solitamente se il servizio non è povero povero, avrete un report su quelli che sono stati i risultati dell’invio. I primi due metodi sono davvero molto simili.
Ovviamente c’è anche la terza via, quella della porta stretta, che in teoria è l’unica che se percorsa porta a dei risultati concreti, cioè quella di costruire onestamente e con costanza la propria lista.

Premesso che abbiamo tutti fatto le peggiori schifezze con le liste di email e scagli la prima pietra chi è senza peccato vorrei condividere quello che gli anni di questa professione mi hanno insegnato.

Ci sono diversi motivi per cui è meglio evitare di comprare o affittare liste email.

La qualità della lista che comprate non è mai garantita

Non ho mai visto lista da comprare con una chiara origine dei dati. I venditori di queste liste restano sempre abbastanza fumosi e nessuno potrà garantirmi che non siano liste di persone affezionate ai brand dei miei concorrenti o persone che hanno solo tangenzialmente interesse per il mio settore.
Inoltre la qualità di queste liste, almeno nella mia esperienza si è dimostrata sempre abbastanza scarsa.
Informazioni non aggiornate, nomi mancanti, consensi al trattamento spesso assenti…capita anche che mi sia venuto il forte sospetto di vedere molti indirizzi finti. Ma qui sono io che sono uno che si fida poco.
Ora che senso ha mandare le comunicazioni a liste così incerte? Perché può essere utile spedire a indirizzi dormienti, falsi o sbagliati e spendere tempo e soldi per preparare le comunicazioni? Inoltre quelli che riceveranno la comunicazione avranno piacere di aprirla? Volevano sentir parlare di te o erano fan di un altro brand magari tuo concorrente?
È chiaro che se crei la tua email list le cose non sono semplici, tutti questi problemi possono rivelarsi ma non con quelle percentuali.

Fai crescere la tua lista di email

Tutti scrivono a quegli email, vuoi essere l’ennesimo?

Se puoi acquistare tu una lista vuol dire che possono farlo altri. Questi poveretti che hanno firmato il consenso vengono tutti i giorni tempestati di email. Sei sicuro che quando tu invii la tua, non ci siano stati altri 5-10-20 che hanno pensato di scrivere una email alle stesse persone della lista?
Oh, tutti con una occasione imperdibile, una roba che fa svoltare, un’offerta da proporre!
Che gente fortunata questi della lista: ogni giorno li bacia la fortuna!

Potresti farti marcare come spammer

Tu manda pure le tue comunicazioni a liste piene di persone che non sanno nulla di te, a cui magari non frega nulla del tuo brand e il minimo che ti possa capitare, anche se loro avevano dato il consenso, di essere marcato come spammer da gli Internet Service provider.

Con gli indirizzi vecchi e non aggiornati che ci sono nelle liste, potrebbe capitare che le vostre email raggiungano indirizzi dormienti. Peccato che ISP sappia che questi indirizzo sono dormienti e che nons i possono essere attivati per iscriversi alla vostra newsletter. Perciò sapete cosa fanno, in autonomia? Vi marcano come spammer.
Basta un ISP che ti inserisce in una balcklist affinchè il tuo cammino verso il successo diventi un calvario.
Fra l’altro i grandi provider come Google e Microsoft sono in grado di verificare e tracciare le interazioni con le tue email. Se le persone non le aprono, se non le leggono, se non visualizzano le immagini, se non cliccano mai forse è bene che queste non li raggiungano direttamente, ma che vengano inserite in un parcheggio come i tab “promozioni” che alcuni provider hanno. Tutte valutazioni che contribuiscono a costruire uno score di gradimento che ti porta verso la qualifica di spammer molto facimente.
Sono dinamiche che vediamo uguali in chi compra follower su FB: questi non interagiscono perciò i tuoi post vengono considerati poco interessanti, poco diffusi e…vabbè è una storia triste che conoscete, finisce che diventate irrilevanti.

Le liste hanno open rate bassissimi

Secondo uno studio condotto da Mailchimp il tasso di apertura di una lista organica si aggira fra il 18,05% e il 36,59%. Già non è proprio il massimo, c’erano tempi in cui si veleggiava con poco a tassi di apertura ben più alti. Ma se guardate i dati dello studio vi accorgete che il tasso di apertura diventa inesistente mentre schizza alle stelle il tasso di cancellazione.
Bel colpo: hai fatto davvero un grande investimento! Rischi una figuraccia per compiere azioni che non portano risultati. Una mossa poco furba, credimi.
Una lista comprata non funziona

Rischi di litigare anche con il tuo email service provider

Ora per le stesse ragioni che ho appena citato anche chi invia le tue email non ha interesse che ti, attraverso il suo servizio, ti muova male. Perché magari a essere bannati o a subire delle ripercussioni potrebbero essere anche gli altri loro utenti che hanno comportamenti più saggi ma che purtroppo condividono un set di risorse con te.
Il cliente ha sempre ragione! Forse, è vero che tu paghi il servizio, ma non è detto che il provider abbia voglia di discutere di scarse performance di delivery con gli altri clienti per colpa tua.
Prova a dare uno sguardo al contratto che hai firmato con chi ti offre i servizi di posta elettronica. Così, prova a leggerli una volta. Scoprirai che quasi sicuramente hai accettato clausole che vietano questi tipi di comportamenti perché anche se sei un buon cliente pagante ma un provider vuole proteggere i suoi IP dalle blacklist.

Comprare una lista può danneggiare il tuo brand

Se un vostro amico si occupa di marketing e vi spamma con i suoi prodotti ogni santo giorno, vi fa piacere? Non credo.
Figuratevi se lo fa uno sconosciuto.
Ora immaginate se di fronte alle sue lamentele voi gli mostrate un contratto con il consenso al trattamento che lui ha sottoscritto 5 anni prima e di cui lui non si ricorda assolutamente. A quel punto immaginatevi spiegare a lui che ora voi avete acquistato la possibilità di scrivergli perché lui non ha letto bene l’informativa o non si ricorda di cosa ha firmato.
Pensate di farci una bella figura?

Quando mandate email a una lista comprata da un broker iniziate a raggiungere nella inbox gente che non vi conosce, che non sa chi siete, che non ha la minima del motivo di questo invio, ma lo fate con i vostro brand. E la sensazione di disagio si associa al vostro brand come quando si entra in una friggitoria e i vostri vestiti si impregnano di quegli odori.
La vostra reputazione è preziosa, volete veramente giocarvela alla roulette russa?

Infine potresti avere anche problemi legali.

Ora se cito la parola GDPR abbandonate subito il podcast. Non mi metterò a discutere degli aspetti legali perché siamo in overdose da mesi. Però sappiate che ci sono diverse italiane, europee e straniere con sanzioni dalle quali è bene stare lontani.
Anche se concordo sul fatto che questa burocrazia abbia i connotati di una presa per i fondelli, le sanzioni ci sono e rischiare per delle azioni che a livello di risultati hanno tutte quelle controindicazioni non ha davvero senso.
Ora volendo guardare le cose da un’altro punto di vista, potremmo dire che come voi costruite la vostra reputazione mandando bene le email, la costruite anche usando strumenti adatti. So che ci sono email service provider che permettono le peggiori cose, dallo spam all iniezione di codice malevolo nelle email. Le soluzioni di email security conoscono perfettamente queste cose e usare questi veicoli per inviare i propri messaggi rischia di intaccare anche la nostra reputazione perché potrebbe essere associato il nostro brand a IP già inserite in black-list o similia.

Infine, per dire tutta la verità se lo spam non funzionasse nessuno lo farebbe, solo che farlo ha un prezzo e bisogna sempre vedere se uno può permettersi di pagarlo. Perciç comprare, affittare o scambiarsele liste di email con i fornitori, i partner e le aziende dei parenti non è proprio la mossa più astuta che possiate fare per far crescere il vostro business.

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Note della puntata

Ho citato un post di Mailchimp dal titolo “A Purchased List is a Dead List“.

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