Come iniziare una presentazione

Come iniziare una presentazione in pubblico: come cominciare uno speech

Scritto da Giorgio Minguzzi il 18 Novembre 2019

Come iniziare una presentazione in pubblico?
Oggi vedremo insieme 3 modi per iniziare il tuo speech e aggiudicarti l’attenzione del pubblico per tutta la durata del tuo discorso.

L’inizio di ogni presentazione è importante perché in ogni cosa che ci capita nella vita c’è un inizio, uno svolgimento e una fine. Anche quando prepari la tua presentazione è importante che ci sia un incipit, uno svolgimento e una conclusione.

Oggi cerchiamo di vedere insieme come preparare l’inizio della presentazione, cercando di farci ispirare dai grandi. Da chi sa veramente salire sul palco de rubare l’attenzione del pubblico.

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Ora perché l’inizio della tua presentazione è così importante?
Perché i primi 10-20 secondi del tuo discorso sono quelli in cui si ha il massimo picco di attenzione da parte del pubblico.
Solo 10-20 secondi. Non sono molti. Poi se perdi l’attenzione della platea, gli astanti inizieranno a pensare ai fatti loro, a cosa devono fare domani, alla moglie e Dio non voglia che ti li veda a testa china sul cellulare mentre scorrono il feed di Facebook.

Ecco perché è indispensabile che nei primi 10-20 secondi gli si dia un motivo per cui è meglio rimanere attenti.
Vi sono 3 differenti modi per catturare l’attenzione del pubblico. Il più efficace è quello di iniziare raccontando una storia.

Come iniziare una presentazione in pubblico

Abbiamo fatto una puntata intera sullo storytelling perciò se avete piacere riascoltate l’episodio 150 con Annamaria Anelli. È una puntata che a suo tempo andò molto bene e sono sicuro che vi sarà utile riascoltarla.
Ad ogni modo mi preme ricordarvi che la storia non dovrebbe avere voi come protagonista, ma la vostra audience. Sono loro gli eroi di quello che state dicendo e come spiega bene Don Miller il vostro ruolo è quello della guida: loro sono Frodo, voi siete Gandalf. Loro sono Luke Skywalker e voi siete Yoda.

Il secondo modo di catturare l’attenzione del vostro pubblico è quello di scioccarli con un fatto (meglio se condito dai dati). In gergo tecnico si chiama “shocking statement” e fa normalmente leva su delle statistiche anche se alcune volte può fondarsi su un’opinione controcorrente che vada contro i luoghi comuni.

Quello che fa la differenza in questa seconda modalità è la capacità di innescare in chi ascolta delle emozioni. Quindi condividere con il pubblico delle statistiche capaci di avere un significato profondo per la platea è sicuramente la chiave per usare con maestria questo secondo gancio per iniziare la presentazione.
Se poi hai dubbi e vuoi vincere facile, ricorda la piramide di Maslow con i bisogno principali che muovono ogni essere umano: fisiologia, sicurezza, appartenenza, stima, autorealizzazione.

Piramide di Maslow

Il terzo modo di costruire l’incipit di una grande presentazione è quello di fare una domanda potente all’inizio. Insomma iniziare con un grande interrogativo.
Personalmente questo metodo mi piace moltissimo, anche se forse potremmo considerare questo trucchetto una variante dello “shocking statement” perché non usa le statistiche ma ad ogni modo punta a colpire subito da platea. Capita infatti che spesso il secondo e il terzo metodo si fondano, costruendo una domanda potente, che interroga nel profondo la platea e che contiene al suo interno dei dati, delle statistiche e dei fatti concreti e misurabili.

Se però desideri puntare sul terzo metodo ti consiglio di fare delle domande che partono chiedendo perché o al limite “come”. Anche in questo caso il perché e il come vanno spesso a braccetto perché quando si comincia con il perché ci fa leva sulla nostra curiosità di arrivare alla risposta e poi subentra la voglia di passare all’azione e così iniziamo ad essere attratti dal come.
Spesso una sola domanda è più che sufficiente ad attivare i recettori della audience, ma c’è chi non ne una di più. Come Simon Sinek, uno dei più famosi speaker americani, che nel suo primo TEDtalk ne ha inanellate diverse. Proprio il suo famoso discorso sullo “start with why” ne conteneva diversi, anche se a dire il vero, il suo speech iniziava con un “come”.

Come iniziare una presentazione

Pre-apertura: quando serve e come impostarla

Ora abbiamo visto 3 modalità per aprire la presentazione e in quasi tutte le occasioni queste basteranno assolutamente per poter fare bella figura. Ma quanto nella platea si percepisce esserci una certa tensione oppure quanto la platea è davvero apatica e moscia, c’è bisogno di qualche cosa d’altro. In quel caso ti sarà utile una pre-apertura. Ripeto nel 90% dei casi ti basterà uno dei tre modi di iniziare che ti ho appena spiegato. Nel restante 10% serve una per-apertura, insomma, un diversivo.
In questi casi c’è chi usa l’umorismo per rivitalizzare la platea che magari è rimasta ore ad ascoltare e magari ha perso di verve, oppure chi è solito fare un collegamento con quanto la platea ha sentito in precedenza. Qui bisogna essere molta attenti, è necessario aver seguito tutto ciò che è accaduto prima e saper bene cosa potrebbe stimolare il pubblico senza farlo però irritare. Un trucco che viene usato spesso come pre-apertura è quello di chiedere al pubblico di immaginarsi in una specifica situazione o in un determinato momento.

Post-Apertura: fondamentale a patto sia fatta per la platea

È importante pensare anche ad un’altro aspetto dell’incipit di una presentazione: la post-apertura.
La post-apertura è da considerarsi obbligatoria e consiste nello spiegare esplicitamente i vantaggi concreti che chi rimarrà attento potrà portarsi a casa.
Mi ha sempre attratto chi riusciva a dire “nei prossimi xx minuti condividerò con voi…” Condividerò, non dirò o racconterò. FIno a quando un autore americano, maestro in presentazioni e TEDtalk mi ha fatto notare che il limite di questo approccio è che comunque rimane un approccio valido ma sempre distante dalla audience. Insomma riguarda di più cosa vuole e ritiene utile lo spiker. Insomma è lo speaker che ora andrà a dirti cose, non tu che sei nel pubblico che andrai a guadagnare da cosa ti dice.
Infatti da quando mi ha fatto notare tutto ciò ho rigirato completamente dal frase. Ora suona più o meno così: 20 minuti di ora uscirete da qui sapendo fare…conoscendo…padroneggiando…la cosa importante che voglio comunicar loro. Questo è un modo di rigirare lo stesso concetto in modo che l’eroe della storia rimanga il pubblico, rimanga chi sta ascoltando. Perché ora l’audience si visualizza con una vittoria in mano e per ottenerla dovrà semplicemente offrirmi un po’ di attenzione.

Questa post-apertura spesso fa leva su un cliché di facile memorizzazione come le tre cose importanti, le 5 strategie, le 3 tecniche…parlo di facile memorizzazione perché tutti si ricordano dei 10 comandamenti, ma moltissimi non sono in grado di elencarli tutti. Se funziona da 4000 anni, cioè dai tempi di Abramo, penso sia sia un trucchetto che resterà ancora affidabile per parecchio tempo.

Come iniziare uno speech

Come non iniziare una presentazione in pubblico

Ora abbiamo visto come iniziare una presentazione in modo da rubare la scena ed ottenere l’attenzione del pubblico. Ora sai cosa fare, perciò non ho da dirti altro.
Ma forse ti potrei aiutare facendoti qualche esempio di incipit da evitare come la peste, in modo che tu possa risparmiarti di commettere gli stessi sbagli.

Evita quindi di iniziare con una citazione. Anche se la prendi dall’autore più importante al mondo, anche se è estremamente rilevante la tua audience la percepirà come un cliché e lo è.
Non iniziare mai con“Ciao, mi chiamo [nome] e sono un [job title]” è veramente banale.
Non cominciare mai raccontando una barzelletta e in particolar modo evita di offendere in qualunque gruppi etnici, religiosi e così via.
Non aprire chiedendo se si sente bene e se tutti riescono a leggere le slide.
Se sei felice o emozionato perché sei sul palco questo riguarda solo te. Evita di farne partecipe anche il pubblico. Quindi se sei emozionato fai finta di nulla, acqua in bocca.
Non ringraziare il pubblico per essere lì, perché devi fare in modo che siano loro a ringraziare te per le cose interessanti che dirai e non viceversa; tu che ringrazi loro per il favore che ti fanno e sopratutto non dire mai “prima di cominciare” perché mi spiace. Hai già inizato, sei già sul palco che come di dicevo poco fa, hai solo 10-20 secondi di attenzione e tu stai sprecando tempo cincischiando.

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I talk che ho selezionato per la puntata sono questi:

La puntata n.150 sullo storytelling si intitolava:”Storytelling: come evitare di fare schifo nel raccontare prodotti e servizi“.

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