Come farsi intervistare da un podcast

Scopri come diventare l'ospite di un podcast e come farti intervistare sul tuo show preferito.
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Come farsi intervistare da un podcast? Come diventare l’ospite un podcast?

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Fare il guest, cioè l’ospite, nei podcast e degli show online è estremamente vantaggioso.

Negli Stati Uniti il podcast guesting è una delle attività di promozione più considerate perché è un’azione promozionale semplice che fa aumentare l’esposizione e permette di creare facilmente una propria audience.

Essere però invitati come ospiti non è sempre facilissimo, ecco quindi alcuni consigli per aumentare le possibilità di sedersi in sala di registrazione con i tuoi podcaster preferiti.

Qualunque cosa facciate nella vita, ci sono decine e decine di podcast in quella specifica nicchia, podcast che negli anni hanno già costruito un’audience di persone interessate ai vostri contenuti.

Essere invitati come ospiti da questi podcast ha il potere di farvi conoscere in maniera efficace alle persone giuste, a far sapere chi siete e cosa fate. 

È per questo che fare l’ospite in un podcast è il modo migliore per costruire la propria audience, far conoscere il proprio brand e farsi riconoscere come un vero esperto del settore.

Ovviamente essere intervistati in un podcast offre il massimo ritorno se abbiamo, a nostra volta, un podcast, perché coloro che ci ascolteranno già conoscono l’audio come mezzo di comunicazione. Ma anche senza avere un podcast, un’ospitata rimane sempre un’azione promozionale molto vantaggiosa.

Come farsi intervistare da un podcast

Fondamentalmente ci sono tre modi per essere invitati:

  1. il primo è su iniziativa del conduttore. L’host fa la prima mossa ed esprime un interesse;
  2. il secondo è quando ci si propone come ospiti spontaneamente;
  3. il terzo è quando si viene messi in contatto da una piattafrma. Questa può essere un servizio realizzato appositamente che trova ospiti per interviste (ce ne sono alcuni sul web) oppure quando si viene messi in contatto attraverso l’agenzia a cui ci siamo legati e che organizza comparsate ad hoc fra i cavalli della sua scuderia.

Oggi ci occupiamo del secondo caso perché nel primo l’iniziativa è di un altro e non possiamo farci molto, mentre il terzo caso riguarda veramente poche persone che probabilmente non hanno problemi a trovare il modo di farsi aprire la porta.

Per farsi intervistare in un podcast basta mandare una email?

Rimane quindi il punto numero due, l'auto-candidatura e se state ascoltando ciò che dico ora, è perché sapete già che per farsi invitare come ospite in un podcast non è sufficiente scrivere una email e proporsi.

Questo non è un approccio efficace perché non è detto che chi produce uno show sia lì ad aspettare solo la vostra emal, insomma per auto-invitarsi bisogna avere qualche cosa da dire. Occorre lavorarci su un po'. 

Bisogna cambiare mentalità e approcciare il team dietro un podcast in modo personalizzato. 

Fra un attimo vedremo le astuzie che possono aiutarci ad emergere fra le tante richieste che un podcaser riceve, ma prima è doverosa una premessa.

Cosa si chiede quando si domanda di essere intervistati in un esisodio?

Si domanda al team dietro il podcast di concedere l’attenzione della propria audience ad una terza persona.

Di fatto se volete essere intervistati da qualche podcast è perché dall’attenzione di quella audience volete trarne voi un qualche vantaggio.

Potrebbe essere la necessità di appagare il proprio ego, il bisogno di trovare nuovi clienti, la necessità di avere visibilità per fare uno scatto di cariera, e così via, ognuno ha i suoi motivi, e non spetta a me giudicarli. Quello che però dovete avere chiaro in mente è che chi produce podcast non è lì per accontentarvi. In realtà è lì a svolgere il suo lavoro perché di lavoro si parla.

Posso capire che sia difficile da comprendere per chi dall’altra parte vede solo le puntate uscire sulle varie piattaforme, ma vi posso assicurare che ogni puntata ha dietro moltissimo lavoro e impegno a prescindere dai risultati.

Perciò essendo un lavoro, bisogna mettersi nell’ottica di pagarlo, con cosa e come lo vedremo fra un attimo.

Perché non è detto che il denaro possa comprare tutto. 

Offrire ad un podcaster soldi per promuovere cose che non conosce, in cui non crede o per dare visibilità a servizi che non sono in linea con il suo prodotto editoriale non è detto che sia una stada rapida per ottenere ciò che volete.

Il denaro non compra tutto, specialemente con i podcaster di lungo corso, che hanno come primo interesse quello di difendere il rapporto di fiducia che hanno instaurato con la loro audience.

Però non vorrei andare fuori tema. Non vorrei parlare di denaro perché lo scopo che abbiamo oggi è aiutare a farsi intervistare da un podcast non quello di valutare sponsorizzazioni e brand deal, che sicuramente sono efficaci e utili ad entrambe le parti, ma che sono fuori dal perimetro della puntata di oggi.

A questo punto, fatte le dovute premesse, proviamo quindi a rispondere alla domanda con cui siamo partiti: come posso farmi intervistare da un podcast?  Passiamo alle azioni pratiche che dobbiamo mettere in opera.

Come farsi intervistare su di un podcast

1. Identifica il correttamente il tuo targer

Per prima cosa occorre identificare il target che ci interessa raggiungere.

Ci sono quasi un milione di podcast là fuori. Non tutti saranno adatti a noi.

La prima cosa è fare una cernita e capire quali podcast hanno una liena compatibile con quello che abbiamo da dire e con il valore che possiamo sinceramente esprimere.

Chiarisco il concetto con un esempio: se voglio posizionarmi come consulente di marketing non ha senso che io mi faccia intervistare da un podcast sportivo sul tiro con l’arco o sul basket degli anni 70.

Perché la sua adience non è lì per ascoltare informazioni sul marketing. I nostri interessi divergono in quel momento, sprecherei il mio tempo parlado forse a persone interessate astrattamente al marketing - certamente! - ma nel momento sbagliato.

Quindi, cosa vuol dire essere in linea? Che l’audience di quei podcast deve trarre realmente un vantaggio dal contributo che possiamo portare come persone e come profesisonisti.

A questo punto selezionare i podcat potrebbe sembrare semplice: più sono meglio è, ma in realtà anche questa non è una mossa particolarmente astuta. Registrare necessita di energie da investire, inoltre servirà un po’ di tempo con ciascuno degli interlocutori per capire come organizzare la puntata, negoziare i temi, la durata, il formato... 

Dobbiamo selezionare un numero di podcast gestibile fra i tanti podcast che operano nella nostra nicchia o poco oltre. Quindi una selezione della selezione, altrimenti l’operazione non offrirà i vantaggi che ci aspettiamo. 

2. Non possiamo chiedere di essere intervistadi da un podcast di cui non sappiamo nulla.

Una volta che abbiamo in mano la  lista dei podcast dai quali vorremmo essere intervistati, possiamo passare allo step successivo che è quello di conoscere questi podcast.

Non dico per forza di ascoltare tutte le puntate, ma sicuramente è necessario conoscere i temi, gli approcci, il tono di voce, gli spazi dati agli ospiti, ecc.. Se vogliamo entrare in contatto e proporci, dobbiamo conoscere il format e lo stile del prodotto editoriale da cui vogliamo essere ospitati

A proposito di entrare in contatto…

3. Non si scrive a freddo bisogna creare un effetto leva

Cosa significa però entrare in realmente in contatto e creare un effetto leva? 

Un mio vecchio collega mi insegnò questo spettacolare detto toscano “se il bimbo non piange non poppa”, detto da lui con il suo fantatisco accento era tutta un’altra cosa, ma il significato resta valido e cioè: per ottenere bisogna chiedere. Lo diceva anche Gesù: “chiete e vi sarà dato” ma c’è modo e modo di chiedere!

Per prima cosa è necessario costruire un rapporto con la persona che deve prendere una decisione. Sono le regole base del networking, ho trattato questo tema ad un evento di quache anno fa. Siccome esiste ancora il video nei meandri di YouTube ve lo link volentieri nelle note.

Avete ascoltato delle puntate del podcast? Avete fatto un retweet ad un suo post? Avete lasciato dei commenti sotto i video di youtube? Avete aggiunto il conduttore ai vostri contatti su Linkedin e avete interagito con lui? Vi siete mai interessati realmente a ciò di cui ha bisogno? Questi sono alcuni esempi di quello che intendo per entrare in contatto…

Se non si crea un raporto sarà molto difficile chiedere e essere accontentati con una email a freddo. Non sto dicendo di fare opera di lecchinaggio, sto sottolineando l’importanza di posizionarsi in una situaizone di vantaggio in cui la nostra controparte sia in grado di vedere i vantaggi portati dal collaborare con noi.

4. Chiedere affinché ci venga detto sì

Certo, prima o poi deve arrivare anche il momento di chiedere, ma anche qui un conto è domandare incentrando tutto su se stessi e un conto è chiedere offrendo un valore per l’audience del podcaster.

Scrivere in una email “penso di poter offrire un buon contenuto che verrà apprezzato dalla tua audience” è diverso da scrivere “io sono bravo, sono un leader, io ho ottenuto questi risultati…”.

Presentarsi offrendo qualche idea

Sulla puntata che si vuole registrare è anche necessario offrire qualche spunto, far vedere che si conoscono le dinamiche del podcast e che si è ragionato su delle proposte concrete.

Insomma, suggerire qualche idea, qualche tema, qualche argomento in linea con le aspettative dell’audience. 

Non mi stamcherò mai di dirlo, è importante far percepire a chi crea il podcast che si è pensato di proporre qualcosa nell’interesse dei suoi ascoltatori.

Siete autorevoli? Fatelo sapere con garbo

Nel formulare la rischiesta è inoltre importante far emergere il vostro vero valore. Non lasciate al podcaster l’onere di indagare su di voi e sulla vostra autorevolezza perché potrebbe non aver voglia di farlo o non avere tempo per farlo.

Senza esagerare nell’autocelebrazione è necessario spiegare perché sareste la persona giusta per portare valore e qualità.

Se avete qualche cosa si esclusivo da raccontare mettetelo in evidenza: magari avere condotto una ricerca di mercato e non avete ancora divulgato i risultati, magari avete una storia interessante da raccontare in esclusiva, oppure state pianificando il lancio di un libro e potreste annunciare la pubblicazione della vostra ultima fatica letteraria in anteprima durante lo show. 

Non presentatevi a mani vuote

Un aspetto che non può mancare è quello di offrire qualche cosa in cambio al podcaster. 

Ad esempio potete impegnarvi a promuovere il podcast presso la vostra audience. Magari avete una pagina Facebook, un account Tiktok oppure una mailing list di grande seguito; perché non offrire promozione al podcast sui vostri asset digitali? 

In fondo, avete tutto l’interesse che l’episodio abbia successo.

Un aiuto vicendevole spesso è molto più apprezzato di quanto possiate anche solo immaginare.  Specialmente se viene offerto in anticipo.

Fate domande, mostratevi interessati ai prossimi step

A questo punto, prima di ringraziare e salutare mostratevi desiderosi di ricevere istruzioni per proseguire. Chiedete quali sono gli step che portano alla registrazione della puntata e mostratevi disponibili a seguirli.

Accettate un possibile riscontro negativo senza scoraggiarvi

I tempi di risposta spesso non sono immediati e capita anche di ricevere risposte negative.

Queste non è detto che siano una parola definitiva sulla vostra collaborazione. Mi è capitato di ospitare nel mio podcast persone che all’inizio avevano proposto delle puntate che a mio parere non erano in linea con il mio progetto editoriale e che poi sono tornate a farsi avanti con idee più compatibili.

Bonus

Arrivati alla fine dell’episodio voglio mantenere la promessa che ho fatto di un suggerimento bonus. 

Spesso le richiesta di intervista sono mediate dai vostri uffici stampa.

Questa scelta non è spesso efficace perché un podcaster, come del resto uno youtuber, non è un giornalista seduto in redazione ad aspettare che dal fax escano i comunicati stampa.

Mentre per un giornalista pigro, prendere un comunicato stampa e trasformarlo in un articolo cambiando quattro cose in croce, può anche essere vantaggioso, con un podcaster questo approccio risulta abbastanza controproducente.

Perchè? Perché mancano i passaggi di creazione di un rapporto.

Nei miei 7 anni di podcast ho ricevuto decine e decine di comunicati stampa da PR agency, sia chiaro: pagate da committenti ignari del reale modus operandi di questi “profesisonisti”, che mi hanno letteralmente spammato decine word nella casella di email e basta.

Non mi hanno proposto nulla, mi hanno solo (con una certa insistenza) inoltrato dei ciclostilati in proprio, molto lunghi da leggere con un avviso di lettura nell’email che poi scatenava un sollecito automatizzato.

Mai una volta che abbiano tentato di creare un rapporto e che abbiano detto "Giorgio quando ci capitano clienti di questo o quell'altro tipo, cosa potremmo fare insieme? Cosa cerca la tua audience? Come potremmo collaborare se in futuro succede questo o quello?".

Si sono sempre limitati ad inoltrare testi verbosissimi nelle speranza che io avessi il tempo di leggerli e che trovassi la voglia lavorarci su.

Il consiglio che vi dò è il seguente: se volete usare un'agenzia di PR verificate che sappia lavorare con i podcaster e che abbia già i contatti in questo mondo perché altrimenti rischiate di pagare per dei servizi che non rendono e che per di più offrono una pessima immagine di voi. A volte fare da soli è meglio!

Note

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