Come concludere una presentazione in pubblico

Come concludere una presentazione in pubblico: come finire uno speech

Scritto da Giorgio Minguzzi il 20 Gennaio 2020

In una delle più recenti puntate del podcast vi ho parlato di come si inizia un talk. Abbiamo visto gli approcci per iniziare una presentazione e le tecniche che usano gli oratori professionisti per accendere l’interesse degli ascoltatori e tenere alta la loro attenzione.
Un ascoltatore, a cui è piaciuta la puntata mi ha mandato un messaggio su telegram e mi ha detto che la puntata gli era piaciuta molto e che aspettava una puntata che trattasse anche di come concludere una presentazione.

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Ho pensato di accontentarlo e quindi oggi vedremo insieme come concludere un talk, una presentazione, un intervento in pubblico.
Come concludere una presentazione in pubblico: come finire uno speech
Bene a questo punto è il momento di preparare le conclusioni del nostro intervento. Quando facciamo capire alla nostra platea che ci avviciniamo alle conclusioni, l’interesse della platea tende a salire. Attenzione, ho detto alle conclusioni, non alla conclusione. È un po’ come una storia con la morale. Alla fine voglio sentire la morale, voglio portarmi a casa il succo, il contenuto vinale, le conclusioni. Non ho detto infatti la conclusione, la fine dell’intervento. Se trasmettete l’idea della fine fate come quei podcast e che dicono: ecco, abbiamo concluso la nostra intervista a tizio” e iniziano altri 5-6 minuti pieni di avvisi. Le persone sono già andate via. Sono già altrove con la testa. E la vostra platea avrà già riacceso il cellulare per guardare facebook o instagram.

Concludere degnamente un intervento è sfruttare gli ultimi minuti per ispirare le persone a cambiare prospettiva, a muoversi, a compiere un’azione a esprimere un proposito nuovo. Evitate quindi le frasi stereotipate come “e per concludere” e “prima di lasciarvi”. Perciò concentratevi sul tema della vostra presentazione, questo è il momento in cui mettete sul tavolo tutte le carte e tirate le somme. Gli oratori professionisti in questa fase usano frasi più brevi e aumentano l’enfasi con cui le interpretano. Tutto ciò serve per creare un certo senso di urgenza, di importanza che viene percepito dall’audience che concentra la sua attenzione su quello che state dicendo.
Per questo motivo, nella conclusione è importante ri-sottolineare i benefici per la vostra audience, insomma il “perché” del vostro intervento. E se il cambiamento che proponete ha un costo, comporta della fatica, proponente un primo semplice passo per passare all’azione. Insomma, mettete la vostra audience sulla giusta strada.
In alternativa potete puntare sulle conseguenze e spiegare cosa succede a chi non passa all’azione. Occhio! A non passare da moralizzatori o da iettatori. Perché il mondo è pieno di gente che sottolinea conseguenze nefaste e poi non succede nulla.

Rispondere alle obiezioni più comuni

Nella conclusione del vostro intervento potete prendere in esame le obiezioni più comuni che le persone hanno sull’argomento che trattate. Se non riuscite ad identificarle da soli perché se siete esperti in quello di cui parlate, è molto facile che ciò che vi viene in mente sia molto distante da ciò che invece pensa la vostra audience. Perciò il consiglio che vi voglio dare è quello di coinvolgere in anticipo un collega o un amico che ritenete più simile alla vostra audience e chiedere a lui un riscontro: quali obiezioni gli sorgono? Quali domande vorrebbe fare? Quali dubbi gli sono sorti?

Durante la conclusione sono banditi gli elenchi puntati col riassunto dei temi trattati. Meglio evitare anche di aggiungere nuove informazioni o di fare fughe in avanti su altri temi aggiungendo altra carne al fuoco. Dò per scontato infatti che il lavoro sia stato fatto e che tutto ciò che vi serviva dire lo abbiate detto nello svolgimento del vostro intervento.

Escamotage per concludere una presentazione in pubblico

Da divoratore di TED talk ho notato che molti prendono spunto da una storia di cambiamento per concludere il loro intervento. Altri usano delle statistiche, dei numeri in grado di stupire, un po’ come abbiamo visto fare all’inizio.C’è anche chi chiude con una domanda provocatoria. Infine c’è chi conclude con una storia su qualcuno che ha applicato ciò di cui avete parlato ed ha avuto risultati straordinari. Questo è un ottimo metodo di non ammorbare la vostra audience con un intervento che ha solo al centro voi stessi. Se l’audience inizia a dubitare di voi, a credere che siete un po’ troppo narcisisti, a pensare che consideriate il mondo girare intorno a voi…addio! Li avete persi.
Anche la simpatia va dosata. Evitate frasi tipo “spero di non avervi annoiato” oppure “prima che mi caccino dal palco”. Il cabaret è una professione. Bisogna saperci fare se volete far ridere dovete essere sicuri di quello che fate.

Come finire una presentazione power point

Per far comprendere che il vostro discorso sta entrando nelle fasi conclusive non è detto che dobbiate esplicitare in maniera del tutto trasparente. Un modo molto efficace che abbiamo a disposizione per far capire non troppo esplicitamente che stiamo arrivando al dunque è quello di usare delle frasi che ci invitino alle conclusioni senza spingerci con forza. Queste possono essere frasi tipo “Una cosa ho impara da questo studio…” oppure “questo è ciò che ho scoperto…” , “Ma c’è anche un’altra via…”. Quindi si usano queste frasi il consiglio è quello di farli precedere da una pausa meditativa. Non potete pensare che le frasi siano staccate dai vostri gesti. La vostra presenza sul palco è fondamentale e magari di questa ne parliamo un altra volta, se vi va.

I ringraziamenti: come comportarsi

Per finire, per arrivare proprio alle ultime parole da dire, mi sono guardato e riguardato decine di TED Talk per preparare questa puntata. La maggior parte finisce con la parola grazie. Un gesto di gratitudine che lega il vostro accomiatarsi con le persone che hanno prestato attenzione. C’è però che non conclude così. Forse per non dare l’impressione di manipolare l’audience, per non doversi giustificare di “aver fatto perdere tempo”, infatti le presentazioni che si concludono con un forte concetto o con una domanda “potente” non finiscono quasi mai con un ringraziamento per l’attenzione concessa.
Mi avete detto che gli esempi della puntata 211 vi sono piaciuti. Quindi voglio metterne uno anche nella puntata di oggi.
Così sono andato a cercare degli esempi di chiusure efficaci. Scandagliando l’internet hanno colpito due cose. La prima è che molte volte una chiusura inefficace rende mediocre un’ottimo intervento. La seconda è che una buona conclusione la fa spesso chi apre magistralmente il suo intervento. Ecco perchè voglio farvi ascoltare la conclusione dell’intervento di Giorgio Vallortigara perchè secondo me è interessante capire come un buon inizio si leghi ad un buon finale.
Ascoltiamolo insieme:

Ricapitolando, durante la conclusione della vostra presentazione o del vostro intervento dovete:

  • far capire che state arrivando alla conclusione (al dunque) senza esplicitare troppo
  • condividere il concetto che tiene insieme tutto quello che avete detto e dona alla audience la chiave di lettura di ciò che avete detto
  • Inserire una chiamata all’azione, un prossimo passo, un modo per accompagnare la platea verso il cambiamento che avete proposto dando inoltre un pizzico di senso di urgenza e di importanza alla loro prossima mossa.

So che ci sono esperti che consigliano di concludere le proprie slide con una citazione memorabile. Capisco ma non riesco ad essere della stessa opinione. A parte che questa cosa poteva andare bene 10-15 anni fa (forse) le citazioni sono veramente difficili da maneggiare. Perché sono scorciatoie e alla fine, spesso le scorciatoie sono valide solo per chi conosce bene il territorio. Insomma, io quando vedo uno che finisce con una citazione penso sempre al quarto d’ora che ha impiegato a scartabellare una pagina web di aforismi per trovarne uno da “vendermi”. La trovo sempre una maniera facile e a bassissimo valore perché diciamoci la verità senza coprirci gli occhi. Le citazioni e aforismi sono cheap.

Quasi sempre dietro non c’è mai molta sostanza.

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Note della puntata

Il talk di esempio che ho selezionato per la puntata è questo:

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