Ho chiuso il mio account instagram

Come chiudere un account Instagram e rinunciare a migliaia di follower senza stress

Scritto da Giorgio Minguzzi il 3 settembre 2018

Ho chiuso l’account Instagram di Merita.biz. E ne ho aperto uno nuovo di pacca.
Ho buttato all’aria centinaia di foto, di like e circa 11k follower per ricominciare da zero.
La cosa ha fatto abbastanza rumore fra gli ascoltatori del podcast, così ho promesso di spiegare i motivi che mi hanno portato a questa decisione drastica.
Ascolta “Perché ho chiuso il mio account Instagram perdendo Foto, Like e migliaia di Follower” su Spreaker.
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Per questo bisogna fare però un passo indietro nel tempo…

Quando ho cominciato ad interessarmi ai follower di Instagram

Come chiudere account instagramSaranno 3-4 anni al massimo. Mi ricordo che iniziai a lavorare sui follower di Instagram andavo a Verona al concerto dei Mumford & Sons.
Comprai un servizio in cui dovevo cliccare a raffica sui profili che volevo seguire per poi cliccare a raffica sui profili che volevo non seguire più. Feci tutto il viaggio fino a Verona con mio fratello che guidava e io che facevo tap tap tap tap sul vetro del telefonino. Come un mentecatto.
Dopo qualche giorno capii che era una noia pazzesca e cercai qualche cosa di meglio.
Iniziò così il mio viaggio all’interno del magico mondo dei bot. Senza mai esserne però troppo convinto da quel giorno faccio crescere account Instagram automatizzando molte azioni che di solito gli utenti fanno a mano.
Di bot ne ho provati 4-5 diversi. Uno me lo sono anche fatto costruire a mia immagine e somiglianza.
Da lì in poi ho venduto diversi servizi di crescita follower e magari qualcuno di quelli che adesso ammirate, è passato senza saperlo da me.

Chiudere un account Instagram

Cosa fanno i bot?

I bot rendono semplice tutta una serie di azioni che tu dovresti fare a mano e che non fai perché ci metteresti una vita ad interagire con 600-1000 account tutti i giorni.

Quali sono queste azioni?

Follow/Unfollow
Cioè seguire una miriade di account per poi abbandonarli qualche giorno dopo.

Like
cacciare una sessantina di like all’ora a delle foto e eventualmente rimuovere il like qualche tempo dopo

Direct Messaging
Si sparano una bella raffica di 100-200 messaggi diretti al giorno a chi ci segue.

Unfollowing selettivo
Del tipo, che va a vedere quali account hanno determinate caratteristiche per poterli cancellare e così via.

Scraping di contenuti, posting di foto prese da altri…

Ci sono molte azioni che possono essere fatte e la maggior parte dei servizi di questi tipo garantisce follower veri, seriamente interessati e interazioni reali. Non ditemi che non avete mai sentito dire queste promesse.

Chi offre servizi di questo tipo solitamente dice il vero, non vende follower. Cioè non vende dei profili finti che seguono solo voi e poi vi abbandonano. VI fanno interagire con degli account che esistono davvero, ma le cose sono molto più complicate di così.

Per spiegarvi bene come funziona questa cosa voglio raccontarvi la mia esperienza altrimenti non si capisce.

Il primo errore

Mai seguire il guru di instagramQuando ho iniziato, ero ingenuo e pensando di fare una cosa furba ho pensato di seguire tutti quelli che seguivano altri esperti nella mia nicchia. Facevo questo ragionamento: trovo uno che fa più o meno il mio mestiere e che ha tanti follower e inizio a seguire tutti quelli che lo seguono. Mi dicevo: se seguono lui seguiranno anche me.
Vero, la cosa funzionava, in effetti le mie metriche crescevano. Ero riuscito ad avere da solo e senza aiuti 3500 follower ed ero arrivato a 5000 in qualche settimana.
Tutto bello, vero?
Peccato che a guardare i miei follower io potevo essere più un asiatico che non un professionista che vive in e lavoro in Italia.

Seguendo i follower del guru del web mi son portato a casa un mucchio di occhi a mandorla, una buona dose di arabi che inneggiavano alla sharia, indiani che vivevano nella miseria e che mettevano like a qualunque cosa gli promettesse uno o due centesimi per pagarsi una ciotola di riso. Sì… è una storia triste, hanno il cellulare ma non hanno da mangiare. Sembra strano ma è così. Del resto anche molti Italiani hanno l’iPhone X ma non riescono a pagare le rate dei debiti che hanno fatto. Quindi non è poi così strano.

Ricapitolando, prima cosa che ho capito: il guru ha follower o comprati o comunque di scarsissima qualità che a me non servono proprio a nulla. Quindi seguire chi segue qualcuno di famoso non porta frutti interessanti.

I guru del digital omettono sempre qualche cosa

Che fine ha fatto il guru in questione?
Oggi il guru in questione, dopo aver accumulato follower a carrettate in parte comprando follower o usando i bot, oggi è il profeta dell’engagement.
I bot non vanno bene, non sono etici, dall’alto dei “millantamila” follower ti insegna che devi produrre contenuti di qualità perché sennò non ti fila nessuno.
Vabbè, sull’engagement torniamo dopo. Solo voglio farvi notare che quasi tutti quelli che hanno tonnellate di follower cresciuti coi bot ora parlano di engagement. Un’altro parametro che è esattamente, ripeto esattamente effimero come lo erano i follower perché manipolabile.
Solo che quando ha 90k, 100k, 150k, 500k follower il guru in questione tende a rifarsi la verginità parlando di engagement e dicendoti che tutti i metodi che lui ha usato per arrivare lì sono i contenuti di qualità e con le collaborazioni fra altri fighi che hanno sempre, come lui gli stessi follower anabolizzanti.

Approfondiremo fra un attimo sta storia dei contenuti di qualità. Però fateci caso: dopo che sono cresciuti con i sotterfugi ora tutti questi influencer sono lì spiegarti che solo col duro lavoro si cresce.

Parliamoci chiaro, Internet porta acqua ai mulini di chi è già famoso. Di coloro che di seguaci ne hanno già tanti. Sono pochissimi quelli che hanno avuto un incredibile successo senza sotterfugi…quindi…pensateci bene prima di comprare servizi o implementare metodi che portano i follower a raddoppiare in 24h. Vi stanno, molto molto probabilmente prendendo per i fondelli.
Dai poi, li abbiamo seguiti tutti i webinar su queste cose. Io ho folder pieni di pdf con i segreti per raddoppiare i follower in una notte…come mai non si è pieni di gente così in giro?

Un post condiviso da MERITA.BIZ (@meritabiz) in data:

Ma ci sarà un modo per far rendere di più il bot?

Corso InstagramQuindi se seguire i follower di chi fa il tuo mestiere non porta frutto, cosa posso fare?
Vari tutorial parlano di seguire non i follower, ma chi interagisce con questi account in linea con quello che vuoi fare.
Come impostare il bot? Segui tutti quelli che hanno interagito con un link o con un commento con i post di quel determinato account o con post che contengono un determinato hashtag.
Mi dicevo: così avrò utenti reali che davvero scrivono su instagram. Me li immaginavo lì con il cellulare in mano che commentavano e lasciavano cuoricini.
Nain! Nain! Nain!
Perché come vi ho detto prima il mondo è pieno di bot che lasciano commenti a caso con una emojii oppure scrivono banalità come “nice!”, “nice pic”, “amazing” e così via. Quindi cosa fai se segui chi interagisce? Di fatto segui altri account che sono gestiti da automatismi.

Nessuno guarderà davvero le tue foto, al massimo l’automatismo ti ricompenserà con un like (perché se segui qualcuno lui può scegliere di ricompensarti con un “grattino”, con due like a caso dati indietro). Poi dopo qualche giorno il bot ti defollowerà perché all’account in questione interessa solo crescere le sue metriche. Non gliene fotte nulla di te, perché l’account è visionato da un umano per pochi minuti al giorno mentre è il robot che fa tutto o quasi.
Cosa vuol dire quello che vi ho appena spiegato. Che in pratica anche se venite seguiti indietro venite molte volte seguiti da account che magari vi possono anche aver scelto, ma che sono grandemente animati da bot. Di voi non importa nulla, come del resto delle vostre foto.

Un altro consiglio utile

Poi cosa consigliano i guru? Non seguire account che hanno molti follower e following, meglio seguire account piccoli perché quelli normalmente non hanno ancora implementato dei bot e forse possono essere più “genuini”.
Vero è un buon consiglio, ma sono piccoli account che magari aprono instagram una volta la mese. Che non postano tanto o peggio ancora che interagiscono ancor meno.

Quindi il vostro account diventa come una bella bistecca che comprata dal macellaio era bella e grande, gonfia di steroidi e poi cotta a casa vostra si sgonfia e si trasforma per magia in un fazzolettino.

I problemi non sono solo questi

Usa i bot con prudenzaFossero solo queste le controindicazioni, si potrebbe anche soprassedere.
Immaginate un’azienda che si mette a seguire secondo alcuni criteri (solitamente un gruppo di hashtag, una parola nella bio, i follower di alcuni account, una parola nella caption…) una serie di account a caso.
I suoi concorrenti, dei perfetti sconosciuti, gente che fa propaganda politica. Non solo seguirli, ma anche mettere like a caso a foto rubate, brutte, orribili, di torture, di sevizie ad animali…
Come fa un’azienda a sopportare questo?
Eppure chi sta dietro a questi servizi di bot ti dice che sono “normali incidenti di percorso” che queste sono cose che capitano e che tutti sono abituati a vedere questo sui social. E che non c’è da farci caso. Poi provano a farti una supercazzola facendoti notare che se ti segue un account disdicevole, è lui che ti segue, cosa ci puoi fare tu. Ammesso e non concesso di dimenticare che tutte le questioni sugli algoritmi e la rilevanza dei contenuti per la tua audience, va bene farsi seguire da cani e porci (già questo dovrebbe accenderti una lampadina, se non lo fa hai ancora tanta strada da percorrere) ma che sia tu, con il tuo brand aziendale a seguire una bella sfilza di account sconvenienti è il colmo. Ci tieni così poco alla tua brand reputation?

E se il sedicente guru che vive da nomade digitale sbaglia a profilare il tuo target e finisci per avere follower, mezzi finiti e per giunta con quei pochi veri che non sono manco in linea con le tue aspettative? Cosa dovrà capire l’algoritmo, cosa dovranno capire i tuoi fan veri? Francamente non so, resto perplesso perché chi compra questi servizi non si pone nemmeno il problema della sua reputazione.

Instagram smette di essere interessante

Quindi da un lato si creano questi cortocircuiti che mi sembrano inaccettabili per un brand, dall’altro il tuo feed diventa una roba orrenda da seguire.

Questo personalmente è quello che è capitato a me. Ogni giorno aprivo il feed e vedevo gente, che magari aveva scritto 3 mesi fa una cosa inerente a quello che stavo cercando, qualche cosa che l’ha fatta credere in target con foto orrende, poco interessanti, a volte oscene e non vedevo le persone che mi interessavano.

L’engagement su Instagram è la nuova divinità

Veniamo al problema dell’engagement perché qui, ritorniamo al problema di prima, solo che lo amplifichiamo.

L’engagement è un numero, solitamente espresso in % che vorrebbe dirti quanto l’account è sano. Un account che ha 100k follower e ogni foto ha 3 like non è un account sano. Un account con 1000 follower e 500 like a foto è un account sano.
Ovviamente gli account piccoli, con pochi follower sono facilitati perché se ci aggiungono gli amici e basta, magari hanno anche un sacco di interazione. Ma se cominciano ad arrivare a 10k, 20k, 50k follower non son più amici e se nessuno ti fa dei like come fai.

Ricapitoliamo prima ti hanno detto che dovevi avere tanti follower sennò non eri nessuno, oggi ti dicono che devi avere tanto engagement, altrimenti non sei nessuno.
Così tu che fai?
Sei in difficoltà hai tanti follower generati dal bot che non interagiscono. La gente potrebbe pensare che li hai comprati, la gente se ne accorge, ti viene l’ansia…
Allora compri 4-5000 like per far vedere che hai dell’engagement. Vai sui gruppi POD e ti fai fare dei commenti a caso da gente che non ha alcun interesse per te.

Forse non sapete cosa sono i POD: sono gruppi (ne trovate a bizzeffe su telegram oppure cercateli su google) in cui tu posti la tua foto e la gente ti fa dei commenti a patto ovviamente che ti ricambi e le faccia su quelle di altri iscritti al gruppo. Insomma una catena a cui puoi stare legato solo se ricambi i favori che ti vengono fatti.

Capite questo cosa vuol dire?
Genero engagement che non mi serve e non in linea con le mie necessità. Commenti foto che non mi interessano al fine di avere commenti entusiasti da parte di altri utenti non in target.

Colleziono messaggi e like da gente che non è interessata per nulla a me.

Quindi accumulo interazioni che poi i bot seguiranno…quindi alla fine siamo dentro un circolo vizioso.
Siamo causa del nostro male.
Costretti a rincorrere gente che di noi non vuole saper nulla.
Se qualcuno ci casca è sicuramente uno poco interessato a instagram e di passaggio perché li vedi subito quelli che hanno 3000-4000 following…che arrivano e poi spariscono.

Seguiamo bot su Instagram

Da una breve analisi, un engagement che risulta da chi si affida a questi servizi di bot (che ovviamente usano tutti algoritmi e supercazzole ma che in realtà usano uno dei 3-4 strumenti che ci sono sul mercato) è inferiore al 3%.
Ci sono quelli bravi come Lorenzo Giustarini che lavorano bene e che hanno engagement superiori ma che crescono più lentamente.
A volte vedi i founder che fanno “l’enlarge my follower”, di queste startup, che festeggiano i 100.000 follower sbocciando champagne e che poi hanno lo 0.65% di engagement.
Se pensate che molti like sono fatti da bot. Praticamente gli utenti reali che li seguono sono i genitori, la nonna, gli zii e qualche amico se ancora lo hanno.

Ho deciso di chiudere il mio account

Come vi dicevo, a forza di usare i bot seguivo gente orrenda: il mio feed era pieno di foto che non rappresentavano nulla per me. E così ho deciso di chiudere e riaprire il mio account buttando ovviamente via tutti i follower.
Gli ascoltatori più affezionati hanno notato e mi hanno preso per matto.
Cos’è successo? Ti hanno bannato?
Nulla, non è successo nulla. Ho solo deciso di interrompere un ciclo e di gestire manualmente l’account di meritabiz con contenuti che fossero quelli che mi andava di postare.
Con la possibilità di parlare e interagire con gli account che mi andava davvero di seguire.

Oggi con un account da “mini-dotato”, quello di meritabiz sono il target perfetto di tutti questi bot. Perciò il mio account da due settimane è un porto di mare. Essendo piccolo e attivo (posto regolarmente) i bot arrivano a sciami per poi andarsene.
Li tani subito quelli che li usano: 2000 – 3000 following almeno… e via…vanno e vengono come le nuvole della canzone di De André.

Cosa determina il successo su Instagram?

Questa cosa mi ha fatto riflettere e mi ha fatto fare alcune considerazioni.
I driver per avere grandi follower sono due: la lussuria e l’invidia. Questi sono i motivi per cui la gente segue gli account.
Provate a seguire qualche webinar sulla crescita su instagram.
Domandatevi veramente: cosa è un contenuto di qualità?
Una bella ragazza seminuda? Una mezza tetta? Una collezione di perizomi indossati al mare? La tartaruga negli addominali? Uno che beve il caffè senza maglietta e con la patta dei pantaloni sbottonata?

Oppure quello che si abbuffa con cibi succulenti e che tu non ti puoi permette. Le vacanze in “riccanza” che mi faccio io e che tu non ti fai? Quello fatte le foto rimanda indietro i vestiti allo store online perché in verità non le li può permettere?
Dai, festeggiare i traguardi dei follower che hai ottenuto raccimolandoli coi bot o comprandoti i like e postando foto mezza nuda è fare l’influencer? È vermaente un successo?
Parlare di contenuti di qualità quando hai 3 like per foto ma 500 quando ti fai fotografare il sedere al mare, ha veramente senso?
Questa roba è influenzare le persone? È veramente essere influencer?
Il mio discorso sarebbe facile se fosse solo moralista. In realtà io mi chiedo come i brand vi possano dare dei soldi!
Mi domando ma con chi monetizzate follower che dicono solo frasi frutto di un copia e incolla.
Leggiamo qualche commento sotto il post di un costume da bagno sponsorizzato attraverso una influencer da una nota marca:

  • Che bella quanto usciamo insieme ahahah
  • Che gran culo!
  • Che gnocca!
  • Love!
  • OK!
  • Bellissima una vera Miss
  • Great feed keep it posting!
  • Sei bellissima!
  • Keep going!
  • WOW!
  • Great job!
  • Beautiful…
  • Wow che gran figa!
  • Ti hanno mai detto che sei carina!
  • Nice pic!
  • Fantastic pic!

Chi vi paga per raggiungere un branco di allupati e qualche decina di commentatori da POD? Non oso immaginare cosa ricevete in DM…

Un marketing manager davvero vuole associare il Brand dell’azienda con questo tipo di gestione? Un professionista vuole trovare clienti così?

E anche gli amanti dei viaggi…Ma le avete viste le foto di questi fidanzati che girano per il mondo litigando ma poi devono fare le foto relaxed dove sembra che la loro vita sia stupenda? Tu stesa a rilassarti su una roccia acuminata? Ma quanto ci avrai messo per stenderti come un fachiro? Questi che dicono sempre che è il posto più bello che hanno visto nella loro vita, il cibo più buono che hanno mangiato in vita loro…e dai, veramente questo lo volete chiamare contenuto di valore?
Ma se questi sono i due driver che guidano i follower ad accumularsi cosa spinge le persone a fare questi sacrifici e a girare con attrezzature pesantissime, per non vedere nulla, non gustarsi nulla ma solo per far foto? La vanità. Il gioco sta nel farsi invidiare arrivati a casa.
Non mi pare tutta sta grande prospettiva, né una novità. Il tutto per avere se va bene qualche camera di hotel gratis e qualche volo a scrocco?

Le aziende si stanno facendo furbe

Per fortuna qualcuno se ne sta accorgendo e molte grandi aziende iniziano a concentrarsi su persone che hanno meno numeri ma follower più autentici. Nei giorni scorsi è uscito un articolo di Alex Orlowski e Jenny Paita strepitoso che si intitola: Fashion blogger e Instagram: la valanga dei fake. Chiara Ferragni ha solo il 64% di follower reali, così come Chiara Nasti, ma altre fanno addirittura peggio. Abbiamo analizzato con tool professionali gli account delle più importanti influencer italiane e i risultati sono sorprendenti.
È ricchissimo di dati e mostra come questo mercato dei fake follower (ma reali, perché sono sempre reali e in target! Mi raccomando!) sia un mercato florido. Capace di far girare la testa ai marketing manager che viste quelle cifre si convincono che sborsare ingenti chaque in denaro sia una cosa giusta.
Cari brand, almeno quando compravate la pubblicità alla TV ci davate fastidio ma ascoltavamo il vostro messaggio. Oggi la maggior parte dei like che ricevono le vostre campagne sono finiti, generati da gruppi POD o comprati…dai!

Che c’è di male a usare i bot?

Ora qualcuno dirà che non c’è nulla di male nell’usare i bot.
E io sono pure d’accordo. Si possono usare ma bisogna essere consci del fatto che come tutte le scorciatoie non è detto che quest astrada porti esattamente nel posto in cui volevamo andare. La strada più facile non è sempre la più sicura.
Perciò io non me la prendo con chi usa bot, anzi se siete felici di usarli, usateli alla grande.
Mi sono solo accorto che spesso la gente non capisce che alla fine è poco meglio di comprarsi dei follower.
Io ho rimesso a zero il contatore, vorrei dare un’altra chance a Instagram e di gustarmi le sue splendide foto senza l’ansia di misurarmi in continuazione i follower.

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Note della puntata

L’articolo di Alex Orlowski e Jenny Paita lo trovi qui: Fashion blogger e Instagram: la valanga dei fake. Chiara Ferragni ha solo il 64% di follower reali, così come Chiara Nasti, ma altre fanno addirittura peggio. Abbiamo analizzato con tool professionali gli account delle più importanti influencer italiane e i risultati sono sorprendenti.

Durante la puntata ho citato due episodi registrati con Lorenzo Giustarini. Sono queste puntate:

Lorenzo ha creato un corso davvero ben fatto che spiega bene le basi di instagram. Anche io mi sono messo a seguirlo perché è sempre utile prendersi un po’ di tempo per capire bene le dinamiche di questo social. Lo trovate qui e si intitola “Instagram: come aumentare i follower e creare un business
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