content discovery

Zest: content discovery a portata di browser

Scritto da Giada Centofanti il 16 marzo 2017

Oggi vi parlo di Zest, uno strumento per la content discovery che ho scoperto qualche tempo fa e sto amando molto. L’ho installato quando era ancora in open alpha e poi all’inizio di febbraio è arrivata la beta 2.0 con dei piccoli miglioramenti decisamente interessanti.

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Sì, ma cos’è?

In pratica è un feed di storie e notizie di business e marketing curato a mano. Nel senso che c’è un team umano che vaglia le notizie condivise dagli utenti, sceglie le migliori e le aggiunge al feed. Naturalmente stiamo parlando di articoli da siti in inglese, ma d’altra parte è da lì che di solito viene il meglio.
Zest.is : Content Discovery

E come funziona?

Quando guardiamo questo feed possiamo spulciarlo così com’è oppure filtrarlo per topic, per esempio ci sono B2B e B2c, Blogging, oppure Tools, Social, SEO e altre categorie ancora. Due cose molto interessanti introdotte con questa nuova beta sono il filtro che ci permette di selezionare solo video oppure solo audio – quindi podcast- e la possibilità di ordinare gli articoli non solo cronologicamente, ma anche per numero di clic e numero di condivisioni sui social. Il che avvicina molto Zest a Buzzsumo per esempio e lo rende utile per carpire gli interessi degli utenti. Certamente parliamo di trend internazionali, ma sicuramente possiamo prendere spunto anche noi. Poi volendo possiamo utilizzare l’account Linkedin per iscriverci e suggerire articoli, che come vi dicevo vengono valutati dal team… che di solito approva e pubblica solo l’1% di quanto viene segnalato.

Zest.is: content discoveryMa è davvero utile questo aggeggio?

Secondo me Zest è molto efficace su due fronti: 1. se devi fare content curation qui trovi cose interessanti e soprattutto da fonti non scontate; 2. se hai bisogno di generare idee per nuovi contenuti, scorrendo questo feed te ne verranno a bizzeffe.

Un consiglio però. Zest si imposta come la vostra nuova tab di default, è l’unico modo per utilizzarlo per ora, spero che facciano una web app standalone. Il guaio è che, se siete anche la metà curiosi di quanto sono io, Zest vi può risucchiare in un vortice di articoli fighi dal quale uscirete solo dopo ore. Perciò il mio consiglio è di installare l’estensione non nel vostro utente di Chrome che usate per lavorare, ma in quello per il cazzeggio. O magari gli fate un utente Chrome apposito e lo aprite quando vi serve.

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Note della puntata

Maggiori informazioni sull’estensione si possono avere sul sito ufficiale di Zest.
L’estensione si può scaricare dal Chrome Web Store.
Sistemi supportati: browser Chrome.
Prezzo: gratuito

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