UX designer

La User Experience spiegata da uno UX Designer

Scritto da Giorgio Minguzzi il 27 dicembre 2015

Cos’è la UX? Lo sai veramente o fai solo finta di sapere cosa sia la user experience?
Vuoi scoprire come migliorare l’interaction design del tuo prodotto e non sai da dove cominciare?
Stai pensando di buttarti su un nuovo progetto e vorresti avvalerti di uno user experience designer per farti dare una mano?

La puntata di oggi è fatta apposta per te. Per rispondere a queste domande ho intervistato Manuele Capacci, uno UX Designer che vive in Italia e che ha maturato la sua esperienza in progetti internazionali.

Ti è piaciuta la puntata? Dillo su Twitter.

Manuele Capacci lavora come consulente di product design per startup tecnologiche in Europa e negli Stati Uniti. É specializzato in prodotti digitali e in particolare applicazioni mobile native. Aiuta gli imprenditori ad impostare il giusto processo di design e a fare crescere il prodotto con particolare attenzione agli utenti. É anche fondatore di Dinamo Coworking Space, lo spazio di coworking di Cesena.
MANULE CAPACCI - UX

Che cos’è la User Experience (UX) ?

Che cos’è la UX? Cos’è il design centrato sull’utente, e perché è utile ? Ma ancora prima Manuele, come sei finito ad occuparti di questi aspetti?

Ok, bisogna capire cosa si intende quando si parla di UX. In realtà non c’è una definizione unica, ed è una tematica sulla quale si discute molto, è una disciplina in veloce e costante evoluzione.
UX sta per User Experience, esperienza utente. Semplificando un po’, il concetto di base è che ogni volta che le persone entrano in contatto con un prodotto o un servizio, si viene a creare un’esperienza, ed è questa esperienza che effettivamente ha valore per chi utilizza il prodotto.
Quindi per UX design si intende il progettare prodotti o servizi, mettendo l’esperienza che le persone avranno nell’utilizzo del prodotto, al centro del processo di design.
Digital Design - UXSi parla anche di design centrato sull’utente, tecnicamente non è proprio la stessa cosa, ma può aiutare come definizione capire meglio di cosa stiamo parlando.
In fondo, è quasi banale, se creiamo un prodotto o un servizio è perché qualcuno quel prodotto lo usi, o fruisca di quel servizio. In questa ottica ha sicuramente senso concentrarsi sul migliorare il più possibile l’esperienza che avranno le persone quando entreranno in contatto con il prodotto.

Per rispondere alla tua domanda, mi sono avvicinato al product design e alla UX gradualmente. Ho iniziato la mia carriera facendo progettazione per il web, quando ancora Flash era la tecnologia dominante. Per i primi anni ho fatto esclusivamente marketing design, per capirci meglio, tipicamente siti e campagne web per promuovere prodotti o aziende.

Nel tempo mi sono reso conto di quanto fosse importante l’usabilità e la percezione finale dell’utente, ma ovviamente il design per il marketing ha dinamiche molto differenti dal design di prodotto. Un punto di svolta decisivo c’è stato quando qualche anno fa sono stato contattato da Marco di Spreaker, ci siamo accordati e ho deciso di seguirli a Berlino per aiutarli in un momento importante nell’evoluzione di Spreaker.com (che tra l’altro è proprio la piattaforma che stai usando per questo podcast, giusto?). A Berlino sono entrato poi in contatto più stretto con il mondo delle startup e più in generale con il product design, e da lì si è mosso tutto in modo molto veloce.
Al momento lavoro come consulente e aiuto imprenditori e product owner, cioè chi gestisce lo sviluppo del prodotto, a migliorare la user experience dei propri prodotti e più in generale ad ottimizzare il processo di design. Fondamentalmente li aiuto a capire il modo migliore per evolvere un prodotto e andare in contro alle esigenze reali del proprio target o per risolvere particolari problemi di business.

A questo punto cerchiamo di capire come mai sarebbe il caso di iniziare facendo attenzione alla UX e non parlandone alla fine di un progetto come se UX=usabilità=estetica. Penso che qui tu possa aiutarci a capire bene il ruolo e il momento preciso in cui sarebbe meglio che la UX entrasse in gioco.

User Experience DesignerSì certo, questo è un aspetto di importanza cruciale, un problema con il quale ci si scontra ancora troppo spesso e che purtroppo contribuisce alla nascita di tanti prodotti non adatti al mercato. Poi spesso questi prodotti spariscono molto velocemente, risultando in una grande perdita di energie, tempo e denaro. Tipicamente, per assurdo, questo approccio lo vedo da chi ha già esperienza di collaborazione con designer, ma in campo prettamente marketing. C’è un messaggio da veicolare o un prodotto da promuovere e a quel punto si chiama il designer grafico che fa in modo che il tutto sia stilisticamente interessante, adatto al target e in linea con il brand.

Questo tipo di approccio, anche se è tutt’altro che ideale, può più o meno funzionare quando parliamo di materiale promozionale e per il marketing, ma non ha senso se parliamo di design di prodotto.

Si sente spesso dire che non si può non comunicare, e con la progettazione è praticamente la stessa cosa. In fondo il prodotto che arriverà nelle mani dell’utilizzatore finale, e quindi anche l’esperienza che si verrà a creare, è il risultato di una serie di scelte fatte dalla prima ideazione alla distribuzione del prodotto. Questa lunga serie di scelte può essere fatta in modo consapevole o meno, ma non può non essere fatta. Non esisterebbe il prodotto. Premetto che uso il termine “progettazione” come sinonimo di “design”. 🙂

Il design non è come appare, il design è come funziona – Steve Jobs

Spesso il design viene visto solo come un trattamento stilistico ed estetico da applicare quando già tutte le scelte strategiche sono state fatte.

L’estetica ha ovviamente importanza ma è solo una componente che ha una sua funzione in un discorso molto più ampio, e onestamente credo che siano relativamente pochi i progetti per i quali la componente estetica è di fondamentale importanza già dalle prime release. Ci sarebbe poi tutto un discorso da fare sugli early adopters e su quali sono le diverse motivazioni per le quali un utente sceglie un prodotto nelle diverse fasi di maturità.

Quindi diciamo che proprio tutto l’approccio andrebbe ribaltato. Per usare una citazione (decisamente inflazionata) di Steve Jobs, “Il design non è come appare, il design è come funziona” . Credo che in italiano perda un po’, ma che comunque centri decisamente il punto.

Per riassumere, sono convinto che iniziare a prestare attenzione da subito a chi utilizzerà il nostro prodotto e in che modo, prendendo poi scelte strategiche tenendo presenti queste informazioni, sia una mossa decisamente intelligente. La scelta stessa del prodotto da sviluppare può derivare direttamente dall’osservazione delle persone e dall’individuazione dei problemi che queste persone hanno. In questo caso la risposta alla tua domanda su quando inserire il design nel processo di sviluppo di un prodotto sarebbe, prima ancora del prodotto stesso.
In realtà credo che, soprattutto in ambito startup tecnologiche che è quello di cui mi occupo, le competenze fondamentali e gli aspetti da tenere in considerazione sempre, dall’inizio, siano fondamentalmente tre:

Una visione d’insieme, anche a medio e lungo termine, di qual’è il problema da risolvere, chi sono le persone che utilizzano il prodotto e come. Che potremmo raccogliere con il termine di “progettazione”. L’aspetto più ingegneristico, su come sviluppare nel dettaglio e tecnicamente il prodotto. E la distribuzione. Cioè la comunicazione e il marketing. Come trovare le persone giuste e come farle entrare in contatto con il nostro prodotto.

É ovvio che questi tre aspetti siano anche fortemente collegati e interdipendenti. Un po’ come uno sgabello se vogliamo, senza una delle tre gambe lo sgabello non può stare in piedi.
Sicuramente è un modello un po’ semplicistico, ma trovo che aiuti a tenere a mente le cose importanti e ad individuare facilmente le mancanze sulle quali concentrarsi.

Quali sono gli strumenti con cui un’azienda può capire se ha problemi di design?

Dipende cosa si intende per problemi di design, spesso sono problemi di processo di design o di scarsa progettazione, quello di cui parlavamo poco fa.
Probabilmente ha più senso parlare di problemi di business e di come il design possa essere uno strumento per aiutarci a risolverli.

Per fare un esempio pratico, prendiamo un e-commerce, che per certi versi ha dinamiche che si avvicinano a quelle di un prodotto. Diamo per scontato che non abbiamo problemi tecnici e che quindi tutto funzioni come deve, il sito sia reattivo e non ci siano problemi di sorta nel flusso di checkout. Sulle pagine arriva molto traffico, quindi chi si occupa di comunicazione e marketing sta facendo un buon lavoro, ma comunque chi arriva non converte, cioè non procede all’acquisto. Questo è un segnale decisamente chiaro che ci sono problemi di progettazione.

UX - User PersonasMagari le call to action sono poco visibili, il processo di acquisto non è chiaro, la persona non capisce cosa deve fare per acquistare, o ancora il sito viene percepito come poco professionale e quindi non affidabile. Le cause possono essere moltissime e tutte diverse, ma è chiaro che c’è un problema di progettazione.

A questo punto per capire l’origine di questo problema e risolverlo esistono diverse tecniche, ma, fatta eccezione per tecniche di analisi eseguite da specialisti, tutte fondamentalmente consistono dell’avere un feedback diretto o indiretto dagli utenti.

Sicuramente un primo passo che risulta essere molto utile, anche per evitare o comunque ridurre questo tipo di problemi, è quello di avere ben chiaro chi sono le persone che utilizzano o utilizzeranno il nostro prodotto. Qui è importante essere abbastanza precisi. Un problema che vedo spesso è che si cerca di creare un prodotto che vada bene per tutti, e in questo modo si finisce per creare qualcosa che, per sua natura, non va veramente bene per nessuno. Può avere decisamente più senso concentrarsi, soprattutto all’inizio su un target molto ristretto, una nicchia, e poi adattare il prodotto seguendone la crescita.

L’ideale sarebbe fare ricerca prima per capire quale problema vogliamo risolvere e per chi. Poi durante lo sviluppo per capire se la soluzione che stiamo creando è corretta per il nostro target e non ha particolari problemi di usabilità. E infine, una volta che il prodotto è sul mercato, continuare ad osservare come viene utilizzato per continuare a ottimizzarlo e capire il modo migliore per farlo evolvere e crescere.

Esistono diverse tecniche anche piuttosto semplici, come la creazione di user persona o i test diretti con gli utenti, che possono essere un buon esercizio e un’ottima abitudine per chiunque stia sviluppando un prodotto o abbiamo qualche progetto in mente sul quale vorrebbe iniziare a lavorare.

Come fare ricerca sugli utenti, creare user persona, fare user testing?

Fare ricerca sugli utenti è sicuramente importante. Spesso si crede di conoscere chi usa il nostro prodotto ma appena si inizia a fare un po’ di ricerca in questo senso, ci si rende conto di come molte idee e opinioni fossero in realtà sbagliate.

UX - Esperienza utenteÉ davvero molto utile identificare persone che sono nel nostro target e instaurare un dialogo, idealmente già dalle prime fasi del progetto. Parlare con le persone per le quali vogliamo progettare ci aiuta a capire meglio le reali esigenze del nostro target e ci può dare informazioni chiave per le scelte progettuali che andremo a fare poi.

Se possibile, essere fisicamente presenti per osservare come i potenziali utenti risolvono lo stesso problema con soluzioni alternative o anche con la nostra soluzione, senza interferire, offre spesso una marea di informazioni che difficilmente sarebbero ottenibili diversamente.

Anche i classici strumenti di analitiche possono dare moltissime informazioni a livello di design. Sono un tipo di informazioni diverse da quelle che avrete osservando gli utenti, e ovviamente ha senso solo per progetti già avviati, ma se avete impostato google analytics ad esempio avete già a disposizione diverse informazioni utili a fini di design, spesso non ci si pensa.

Un ottimo modo per riassumere e rendere poi queste informazioni utilizzabili, specialmente se si lavora in team, è la definizione di User Persona. Una User Persona è una sorta di modello di utente. Un personaggio che viene creato come sintesi della ricerca fatta sui proprio utenti.

Nella maggior parte dei casi 2 o 3 sono più che sufficienti. Lo scopo è quello appunto di riassumere tutte le informazioni raccolte in fase di ricerca in questi personaggi. Immaginate degli attori, con tanto di nome, cognome, tutti i dettagli rilevanti, una foto, ecc. Non devono replicare le informazioni di un utente reale, piuttosto essere la sintesi delle caratteristiche di tutti i vostri utenti (o quantomeno quelli per cui volete progettare).

Lo scopo è di creare queste schede che serviranno come linea guida per tutto lo sviluppo del progetto. Immagina di aver creato due user persona, Marco, l’imprenditore, e Silvia consulente di marketing. Potrai poi usare questi personaggi per valutare volta per volta le scelte strategiche e tattiche che farai nel corso tuo progetto.

Ovviamente poi il progetto cresce, il contesto in cui si muove il prodotto cambia, anche gli obiettivi di business cambiano, quindi questi personaggi vanno tenuti aggiornati.

HotjarPer quanto riguarda lo user testing invece esistono moltissimi strumenti, ma in realtà qualsiasi cosa che ci permetta di vedere, anche indirettamente, come viene utilizzato il nostro prodotto è sufficiente per iniziare.
Per le prime fasi di sviluppo è utile arrivare velocemente ad un prototipo interattivo per testare l’idea di massima e la struttura del prodotto digitale. Poi si procede per fasi di rifinimento continuo. Per fare questo personalmente uso Invision, ma ci sono diversi strumenti altrettanto validi.

Questo permette di mettere in mano il prodotto a persone reali e vedere come queste lo utilizzano. Le prime volte è davvero illuminante. In più 4 o 5 persone sono sufficienti per rilevare la maggior parte dei problemi.
Per l’osservazione indiretta, ultimamente sto testando uno strumento interessante per vedere come gli utenti interagiscono con il progetto, hotjar.com, anche questo come Invision offre un piano gratuito.

Ora che ci hai incuriosito sulla UX, quali libri consiglieresti a chi vuole approfondire questi argomenti? Quali hanno segnato il tuo percorso professionale di esperto di product design?

Per i temi di cui abbiamo parlato direi “Don’t make me think” e “Rocket Surgery Made Easy” Entrambi di Steve Krug, nonostante il secondo sia uscito diversi anni dopo, li vedo un po’ come lo stesso libro, quindi facciamo che conta per uno.
É decisamente un testo fondamentale, che rende molto chiaro i vantaggi di concentrarsi sull’usabilità e del fare user testing. Ottimo per entrare nell’ottica giusta.

La caffettiera del masochista”. Un altro testo fondamentale per capire l’importanza della progettazione.

Lean UX, applying Lean Principles to Improve User Experience“, i concetti della sviluppo lean, e non solo, applicati al design di esperienze utente.
Just enough research” di Erika Hall. Purtroppo di questo non esiste una edizione in italiano, ma se ve la cavate con l’inglese, questo è davvero un testo ottimo e anche questo molto pragmatico, con indicazioni dirette e pratiche, su come affrontare la ricerca per il design.

Aiutaci a far crescere il podcast!

Ti è piaciuta la puntata di oggi? Lascia la tua recensione su iTunes e iscriviti al podcast.

Se ascolti MERITA BUSINESS PODCAST su Stitcher o altre piattaforme puoi lasciare la tua recensione seguendo queste istruzioni. Grazie!

Fai conoscere MERITA BUSINESS PODCAST ai tuoi follower su Twitter!
Condividi il podcast

Note della puntata

Pui seguire Manuele Capacci sui suoi account: Twitter e LinkedIn.
Il sito sito personale di Manuele è www.manuelecapacci.com.

Il libri citati durante la puntata sono:

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Snapseed: l'app di Google per il ritocco fotografico dal cellulare

Snapseed: l'app di Google per il ritocco fotografico dal cellulare

08 dicembre 2016
Le difficoltà dei content marketer che non ti aspetti

Le difficoltà dei content marketer che non ti aspetti

05 dicembre 2016
Over App: Visual Content che fa la differenza

Over App: Visual Content che fa la differenza

01 dicembre 2016