Aumentare i follower e i like su Instagram

Come avere tanti follower su Instagram per le aziende e per chi vuole diventare influencer

Scritto da Giorgio Minguzzi il 28 agosto 2017

Nella puntata di oggi vedremo come aumentare il numero di follower su Instagram facendoci accompagnare da chi fa questo di mestiere, da chi ha un network di oltre 100 milioni di utenti. Da chi ha fatto crescere oltre 1700 influencer su Instagram.
Quanti vorrebbero diventare influencer e sopratutto quante aziende stanno cercando oggi di capire come sfruttare Instagram per business.

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Così abbiamo chiesto a Gianluca Bernardi di aiutarci a capire qualche cosa di più su come sia possibile avere tanti follower su Instagram. Per chi non conoscesse Gialuca bernardi, Gianluca è uno devi fondatori di RocketMedia.online, un’azienda che si occupa e si preoccupa di far crescere a livelli incredibili il tuo account Instagram.
E questo, non solo in termini di follower, ma anche di engagement, il parametro forse più importante del mondo legato al mondo Instagram.
Infatti una delle cose più importanti per far crescere i follower del proprio account Instagram, è proprio l’Engagement Rate. Che vantaggi si potrebbero ottenere ad avere milioni di follower senza mai avere alcuna interazione con loro. Niente like, niente commenti, insomma il totale disinteresse per i prodotti o i servizi che uno vuole promuovere.
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Come crescere la base di followers su Instagram

Giorgio: Leggevo uno studio di Forrester che diceva che si è scoperto che Instagram sta offrendo alle aziende 50 volte in più di opportunità rispetto a Facebook e 120 volte rispetto Twitter.
Sono numeri importanti.
Ci aiuti a capire se vale la pena per un’azienda che non si rivolga magari solo al mercato consumer investire tempo ed energie per far crescere un account Instagram.

Gianluca: Certo. Quando si tratta di statistiche, bisogna prenderle un po’ tutte con le pinze, lo sai. Alla fine parliamo di tre social network veramente diversi.
Intanto la base di utenti di Instagram è sicuramente molto diversa da quella di Twitter, anche se negli ultimi mesi Instagram ha avuto un’epifania, è come se fosse rinata: ha acquisito un numero di utenti enorme rispetto agli anni precedenti. Instagram adesso ha sfiorato da poco i 700 milioni di utenti attivi, direi che sta facendo dei numeri eccezionali.

Gianluca BernardiChe è anche il motivo per cui la risposta è sì, ovviamente.
Instagram offre la possibilità di raggiungere un vastissimo pubblico.
Certo, come si può intuire facilmente, gli utenti medi sono giovani: vanno dai 18 ai 28 anni.
Ultimamente l’età media si sta allargando anche fino ai 35 anni, quindi sta acquisendo una base di utenti veramente interessante un po’ per tutte le prospettive.
La possibilità che offre Instagram per le aziende B2B è la possibilità di diversificare in questo modo.
Ti faccio un caso di studio. Un’azienda molto famosa – una catena alberghiera – ha trovato una soluzione a questo problema. Instagram ha un costo molto basso per farti “sparare nel mucchio” o comunque per riuscire a raggiungere un numero di utenti enorme in brevissimo tempo.
Una catena alberghiera ha sia l’opportunità di raggiungere un target B2B per le proprie relazioni a livello d’impresa sia B2C per i propri ospiti.
Allora cos’hanno fatto: hanno utilizzato il loro profilo principale per far capire quanto loro siano importanti come player sul mercato. Tanto al giorno d’oggi bisogna capire che la cosa principale è esserci, in seguito far discutere di sé: se tu non ci sei ovviamente non ci può essere nessun buzzing, nessuna discussione, nessuno parlerà mai di te.

Le aziende vogliono costruire una audience su Instagram

Giorgio: C’era il motto del vecchio Future Show di Bologna che diceva “chi non c’è non ci sarà”.

Come far crescere i follower su InstagramGianluca: Esatto. Quindi la risposta principale è “sì”, perché se tu non sei precursore di un mercato che oggi tutti pensano che sia inutile – è come fare value investment – se tu non dici oggi investo in una cosa che tutti quanti oggi pensano che non sia utile sicuramente domani non sarai mai tra i vincitori.
Investire in una cosa che tutti diano per scontato che sia utile utile, come può essere fare una campagna di target su Facebook, è una cosa ormai banale, che tutti fanno.
Sicuramente molti avranno campagne che hanno ROI, ma, sai, quando tutti hanno successo in realtà nessuno ce l’ha.
Perché quando tutti quanti si dividono la stessa torta, la torta diventa sempre più piccola. Diventa un problema poi riuscire a costruire un vero e proprio pubblico. Se invece al giorno d’oggi si è un po’ un precursore, quindi riuscire a fare come l’azienda in questione.
Riuscire a creare la propria presenza su Instagram, andando a scoprire le piccole nicchie di mercato – perché alla fine Instagram ci permette di andare a scoprire gli utenti in base alla geolocalizzazione, agli hashtag utilizzati – quindi anche andare a fare benchmarking, andare ad analizzare quelli che sono i competitor di mercato. Ci sono diverse piattaforme che si possono utilizzare per raccogliere analitiche. i dati sono molto importanti.
Se noi riusciamo a raccogliere le analitiche, andare a vedere i dati rilasciati dalle altre aziende, quindi magari i nostri competitor, quindi sempre B2B, andare a capire come loro si comportano, riusciamo a capire anche qual è il target che loro andranno a raccogliere su Instagram. Di conseguenza un target si può anche convertire in una base di clienti nuova. Ricordiamoci che siamo in un mercato mutevole, quindi i clienti che avevi ieri spesso e volentieri saranno differenti da quelli che avrai domani. Domani avrai dei clienti che sono molto più giovani e di conseguenza utilizzeranno sempre di più Instagram. Quindi se fai un investimento buono oggi, puoi avere una base di utenti molto vivace domani.

Giorgio: Sicuramente, è un investimento lungimirante. Senti pensi che ci siano settori che su Instagram funzionano di più e altri di meno? Penso al mondo dell’ingegneria e della meccanica, oppure a tanti professionisti che ci sono in Italia. Ecco, ci sono possibilità per loro oppure è proprio l’ultima cosa che devono fare perché perderebbero tempo?

Gianluca: Instagram è un social network legato specialmente ai contenuti. Quindi se un’azienda investe nella propria immagine e quindi nella costruzione di contenuti ottima, ad hoc per Instagram, comprendendo bene la differenza fra foto belle e foto virali e come muoversi in quest’ottica, beh, in questo caso qualsiasi azienda può avere successo su Instagram. Per esempio pensa al fidget spinner, un giochino per bambini nato come antistress, che legato a una costruzione di contenuti ad hoc è diventato virale. Quindi una cosa inutile ha avuto successo attraverso i social network. Ciò implica che se la tua cosa è persino utile, se riesci a costruire dei contenuti attorno che possono essere adatti a un social network come Instagram, così tanto legato all’engagement, così tanto legato ai consumatori, ovviamente puoi avere successo.

Come aumentare i like su Instagram

Giorgio: Ok. ci spieghi bene la differenza fra foto belle e foto virali?

Gianluca: Se cerchi su Google “awesome pics”, trovi un sacco di foto di tramonti, cieli stellati e cose simili. Usando software come Iconosquare, invece, puoi andare a scoprire quali sono i contenuti con l’engagement più alto.
Andando a vedere scoprirai che i contenuti virali sono foto molto semplici che hanno un soggetto in rilievo, che raccolgono l’attenzione dell’utente medio. Per esempio fra le più viste ci sono quelle classiche con la palma in primo piano e il mare sullo sfondo: una foto prettamente espirazionale. Non è una foto solo bella, è una foto che ti coinvolge. Spesso e volentieri le foto virali devono avere un particolare che catturi l’attenzione, come elementi rossi, che appunto creano nella nostra mente l’urgenza di andare a guardare. Le foto con maggior engagement hanno sicuramente o un elemento in primo piano con colori molto accesi o un alto contrasto oppure un’alta saturazione, quindi colori vividi.

Il segreto di VIP e Aziende per avere tanti follower su Instagram

Giorgio: Chiaro. Senti, tutti parlano di engagement. L’engagement è la nuova divinità che si adora sui social network. Maraviglioso, ma poi, io che me ne faccio di mille like se nessuno mi chiede una quotazione, compra il mio prodotto, si interessa alla mia aziendA? Spiegaci un po’ dov’è la convenienza di fare un investimento che comunque è importante, perché poi ci devi stare dietro a questi canali che apri, quando l’engagement si sostanzia in like e follower, non in acquisti diretti.

20.000 follower al mese su instagram

Gianluca: La prima cosa di cui tenere conto è la natura di Instagram. Instagram nasce per creare aspirazione. Prendiamo a esempio la pagina di Land Rover, che fa un’ottima creazione di contenuti. Nessuno comprerebbe mai una Land Rover da 60.000€ su Instagram, però la loro pagina ti crea la voglia. Se sei un appassionato di automotive, guardi quella pagina e la prima cosa che ti viene in mente è “Vorrei essere su quella macchina a cavalcare le dune del deserto”. Se vedi quella macchina in strada la riconosci. Quindi la Land Rover con la sua pagina sta creando brand awareness, crea questo riconoscimento di marca attorno al quale vuoi che la gente vada a compiere un’azione. In ogni caso Instagram ha un po’ sopperito alla mancanza della creazione di traffico verso più output. C’è come sempre il link nella bio in più da poco tempo a questa parte c’è la possibilità – per ora non per tutti gli utenti, ma in futuro si allargherà – di poter condividere un link nelle Stories. Le Stories sono una grande opportunità per coinvolgere un gran numero utenti – anche non necessariamente i tuoi followers, ma follower di follower – e ti danno modo di abbinare una call to action al link.

Scopri come aumentare i follower su InstagramGiorgio: Molto interessante. Senti, andiamo al cuore della nostra discussione perché la tua azienda è nota per essere riuscita a far crescere degli account raggiungendo molti follower in tempi anche relativamente brevi. Mi pare di aver letto 20.000 follower in un mese. Sono numeri di tutto rispetto, anzi stellari. Ci racconti un po’ degli esperimenti che avete fatto e di come siete arrivati a riuscire a maneggiare così abilmente questo strumento?

Gianluca: Il discorso principale è che Instagram è un social network rigido su molte cose, nel senso che ha delle regole rigide e violandole rischi di veder bannato il tuo account. Cosa che chiaramente è un grosso problema sia per il cliente che per chi gestisce l’account. Quindi abbiamo deciso di testare prima sui nostri account proprietari. Principalmente per crescere su Instagram ci sono tre modi:

  • postare contenuti pazzeschi – e spesso è difficile che i clienti abbiamo contenuti così buoni;
  • riuscire a ottenere un grande engagement – noi siamo in grado di aiutare i clienti a migliorare il proprio engagement tramite delle nostre strutture che abbiamo creato per fare in modo che una gran parte di utenti possono visualizzare i contenuti e in seguito veicolare la loro approvazione sui contenuti stessi e quindi cercare di innescare questa credibilità che poi può far diventare virale un post.
  • usare le automazioni – che sono alla portata di tutti e usate da tutti, perché, a meno che tu non sia una star, è veramente complicato acquisire follower da zero.

Diventare un'influencer su Instagram

Giorgio: Grazie perché questa cosa qui che hai detto è verissima. Nessuno le usa, però il mercato è floridissimo! E uno si chiede: ma tutti questi che investono tempo e denaro per fare dei bot che poi non li usa nessuno… ma com’è ‘sta roba? in realtà hai ragione, oggi con il rumore di fondo che c’è anche se fai foto viralissime, bellissime, non è semplice.

Instagram: crescere e diventare influencerGianluca: Noi gestiamo centinaia di account, fra clienti e account per fare i test. Un tempo, fino a circa un anno e mezzo fa, quando Instagram era meno severo, era più facile crescere grazie alla viralità, infatti riuscivi a fare anche risultati migliori dei nostri, riuscivi a crescere di 1.000 follower al giorno grazie a foto virali. Oggi è impossibile. Gli utenti sono così tanti che le tue foto dopo 5 minuti si disperdono nella massa. utilizzando le automazioni puoi un po’ sopperire a questo problema. Noi per esempio grazie alle automazioni riusciamo a ottenere fra 800 e 1.000 follower al giorno. Perché abbiamo costruito la nostra community. Noi affrontiamo il problema da un punto di vista completamente diverso. Invece di scegliere degli account che i nostri clienti vorrebbero emulare, facciamo un’analisi sottostante, vediamo quello che il cliente può volere e che di conseguenza può essere più simile alla propria nicchia di mercato, facciamo scraping per andare a scoprire tutti gli account in target con l’utente e poi cerchiamo di interagire con questi account tramite l’utilizzo di automazioni. Così aumentiamo tantissimo la conversione. Cosa che di norma, lavorando in altro modo, è difficile da fare e soprattutto si rischia di oltrepassare i limiti consentiti da Instagram. C’è da dire che Instagram non banna facilmente i propri utenti, lo fa quando il danno è veramente grosso, di solito quando si tratta di spam o di pornografia per esempio. Affidarsi a degli esperti per la gestioni di instagram vuol dire non incorrere in questo e altri rischi e anche andare a intercettare gli utenti giusti.

Attività per far crescere i follower su Instagram

Giorgio: Diciamo che è un investimento lungimirante. Prima o poi tutti questi ragazzi cresceranno e dovranno pur comprarsi cose, case, macchine, eccetera. Mi rimane un dubbio: non sono un fotografo professionista, forse il mio business non è neanche così di appeal, poi non conosco nessun Iger, non so fare belle foto… non ho proprio chances?

Gianluca: Instagram come tutti i social network ha delle barriere all’entrata. è un social che serve per veicolare l’immagine di un’azienda, perciò partire dai contenuti è veramente importante. Non dico che se fai delle brutte foto sei spacciato, perché per fortuna essendoci una massa così grande di utenti su instagram, essere nella coda peggiore di utenti è veramente difficile. Anche perché per foto brutte su Instagram si intende veramente brutte… a volte ci sono delle foto nere! Quindi fare delle foto al di sotto della media di mercato è veramente difficile. Però la foto è veramente importante. non è che bisogna essere dei fotografi, semplicemente bisogna capire quello che è il proprio prodotto e cercare di costruire dei contenuti più attorno al proprio prodotto possibile.

Giorgio: Come li vedi i mix di testo e immagine, un po’ come ti suggerisce di fare Canva se vuoi.

Gianluca: Funzionano. molti imprenditori fanno questo in realtà. Uno su tutti: Gary Vaynerchuck, uno degli imprenditori più famosi nel mondo media internazionale. il suo profilo è pazzesco, lui utilizza solo quote. Come Richard Branson. Mettono una bella foto con sopra una frase motivazionale che sicuramente anche quella crea aspirazione. Alla fine Instagram è un social network fatto di persone. Ci sono due tipi di persone: persone che guidano e persone che devono essere guidate. L’idea di fare una quote, di trasmettere il tuo credo, il tuo pensiero, su una foto legata a Instagram che può diventare virale non è una cosa sbagliata. Hanno molto successo i profili di quote su instagram. sono tra le nicchie di mercato più utilizzate, sicuramente.
Come è cresciuto l'account di Gianluca nel tempo

Giorgio: Molto carina questa cosa. E prendere le foto dagli altri? Come si comportano i brand con i contenuti degli altri utenti? Li usano, non li usano… io ho visto un account che mi ha molto colpito che era quello di Crime by Design, che fanno canottiere con scritto CXD che costano 1.200$: loro pubblicano in continuazione foto di altri utenti nel mondo dell’iper-lusso. E lì è molto bello perché è chiaro che tu cerchi like-minded people, persone che vogliono vivere in un contesto alla Vacchi. Però mi chiedo: lo posso fare anche io?

Gary Vee - InstagramGianluca: Lo fanno in tanti, devo dire la verità. L’importante è rispettare le guideline di Instagram: se fai un repost, l’importante è il rispetto, quindi menzionare l’utente che ha fatto la foto. instagram è un social molto veloce quindi a volte le persone che mettono like o commentano non si accorgono neanche che sono foto non tue. Fare repost su Instagram può essere una cosa utile per sopperire alla creazione di contenuti e per farsi notare, perché se ti menziono ti arriva la notifica.

Certo, creare i propri contenuti rimane la cosa migliore. Si dice “nulla ti può essere tolto tranne che la faccia”. Se tu ci metti la faccia, Instagram ti premia. Se faccio un account per mia nonna dove pubblico solo foto di mare e poi a un certo punto pubblico un primo piano di mia nonna, sono convinto che prenderà più like il primo piano di mia nonna che le foto di un bellissimo tramonto.

Giorgio: Verissimo. Ora ti faccio una domande che in parte è un po’ scomoda. Io vedo tantissimi amici che riescono a raggiungere numeri impressionanti di persone, tutte non in target, quindi il loro ego sarà appagato ma poi di fatto questi non comprano, non fanno nulla. Bene, come si fa a far crescere un’audience perfettamente in linea con i propri obiettivi, anche di business.

Gianluca: La prima cosa che bisogna fare è un’analisi.
Diamo per scontato che su Instagram c’è la stragrande maggioranza dei rappresentanti globali dell’imprenditoria.

Più sono famosi e più c’è la possibilità che su Instagram ci siano.
Quindi noi facciamo quello che in marketing si chiama second ???, ovvero andare a prendere chi l’ha fatto per primo e andare a emulare. la cosa classica di quando si vanno a scegliere le source, quindi dove andare ad attingere i follower. Quindi, se io sono un imprenditore del mercato media, la prima cosa che dovrò andare a fare è uno studio di quelli che hanno già fatto quello che voglio fare io su Instagram, andare a vedere la natura dei loro follower e andare a capire se il suo profilo è fatto bene. una cosa importante è andare a cercare una cosa che si chiama Social Blade, un servizio online gratuito che ci permette di capire il comportamento di un account, quindi se acquisisce followers sporadicamente o con costanza. Se non li acquisisce costantemente, non è un account da emulare, perché vuol dire che sono follower comprati.
Quindi prima scegliamo un influencer che ci piace – un imprenditore che sta facendo quello che vorremo fare noi su Instagram – poi apriamo Social Blade e analizziamo l’andamento dei follower di quell’account. Se è tutto a posto scegliamo lui come fonte e sicuramente i suoi follower saranno anche in target, se avremo scelto la persona giusta.

C’è da dire anche che su Instagram pensare di avere un account totalmente in target è impossibile. Un nostro cliente ci ha chiesto di avere follower più possibile a Milano. Lui ha circa 60.000 follower e siamo riusciti ad ottenerne circa il 33% milanesi. Che è un numero ottimo.
Quando si parla di target la prima cosa da fare è capire se ci interessano le nicchie di mercato o la posizione geografica. Se vogliamo combinarle entrambe, dobbiamo accontentarci di un risultato sicuramente minore perché Instagram è un social network di massa. Non stiamo parlando di Facebook che ti permette di targettizzare anche quello che abita al numero 43 di via Filipponi.
Per Instagram non è la stessa cosa.
Giorgio: Stavo pensando al mio di account e in effetti tu hai ragione perché io non so come essere proprio sicuro di avere le persone in target pieno e non è banale neanche verificarlo perché se guardi anche a livello geografico, sai quante foto ho scattato io a Milano perché ci vado per lavoro abbastanza di frequente, però non sono milanese…
Senti, tutte queste attività richiedono certamente un certo tempo e non mi sembra che gli imprenditori ne abbino tanto e quindi può essere interessante esternalizzarle. Esternalizzare un lavoro magari solo iniziale, anche per alucni mesi, per vedere cosa succede. Ci racconti cosa si può fare e magari ci spieghi anche un po’ il servizio che tu e Luca avete messo in piedi?

Gianluca: Abbiamo creato un servizio che può coprire tutte le esigenze attorno al mondo di Instagram. È diviso in tre parti. La parte più semplice, quella base, è un servizio entry level che permette al cliente di capire Instagram e se fa al caso suo. Perché Instragram è per tanti ma forse non per tutti. L’onestà è la prima cosa, quindi noi all’inizio analizziamo con il cliente se gli obiettivi che lui vuole raggiungere su Instagram si possono raggiungere.
Quindi noi siamo in grado di aiutare l’utente ad acquisire un numero di follower più o meno grande, dipende dalle aspettative ch lui ha, sulla base del target sia geografico che di nicchie di mercato, fino ad arrivare alla creazione ad hoc di contenuti virali. Facendo quindi un vero e proprio piano editoriale fino a raggiungere la perfezione. Quindi, oltre ad acquisire follower in target, riuscire a costruire dei contenuti che permettono la massimizzazione delle conversioni. In modo che l’utente arriva sul profilo, guarda, si appassiona al contenuto e poi ricorda la marca e in seguito acquista.
Spesso la gente si affeziona ad Instagram, quindi magari a noi delega più che altro la programmazione dei contenuti oppure il reperimento dei follower in target. Perché quando cominci a pubblicare dei contenuti e questi piacciono, inizi a volerli scegliere tu, a volerli costruire meglio, ad appassionarti e alla fine il social network lo vuoi utilizzare sempre più tu.

Giorgio: Questo è verissimo, lo vedo con il mio account. Alla fine ti dà delle soddisfazioni e tu pensi “eh, se facessi di più. Poi è chiaro che se parti bene, magari seguito da qualcuno che ha idea anche di come formarti per l’utilizzo consapevole dello strumento, sicuramente non è banale.

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Note della puntata

Se volete contattare Gianluca potete farlo attraverso il sito della sua azienda RocketMedia.Online.
Gianluca ci tiene a far sapere agli ascoltatori di Merita Business Podcast che il suo servizio è particolarmente indicato per:

  • l’influencer che desidera consolidare la propria posizione su Instagram;
  • l’aspirante influencer che desidera collaborare con marchi famosi;
  • lo sportivo che vuol aumentare visibilità su Instagram per trovare maggiori sponsor;
  • il fashion blogger che vuole dominare la sua nicchia;
  • il travel blogger che vuole essere trattato come una celebrity mentre viaggia il mondo a costo zero;
  • l’azienda che vuole lavorare sul suo brand;
  • l’imprenditore del settore fashion che vuole sfruttare Instagram per vendere;
  • l’albergatore che vuole promuovere il suo hotel sul web;
  • gli operatori nel settore beauty & wellness che vogliono avere le agende sempre piene;
  • le webagency che vogliono offrire questo servizio ai propri clienti;
  • le società di PR che vogliono rivendere servizi a valore ai propri clienti.

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Gli appunti presenti in questa puntata non sono stati rivisti da Gianluca.
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